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UNITA' DI RICERCA
italiano - english
Bibliografia
Area anglosassone:- Th. Gottlieb, “Über mittelalterliche Bibliotheken”, Leipzig 1890 (rist. anast. Graz 1955).
- S. H. Cavanaugh, “A Study of Books privately owned in England 1300-1450, vols. I-II, Ann Arbor Univ. 1980.
- N. R. Ker, “Medieval Libraries of Great Britain. A List of Surviving Books”, London 19642;
- “Supplement”, ed. by A. G. Watson, London 1987.
- Corpus of British Medieval Library Catalogues, London, vols. I-XII, 1990 – .
Area iberica:
- R. Beer, “Handschriftenschätze Spaniens”, Wien 1894.
- C. B. Faulhaber, “Libros y bibliotecas en la España medieval: una bibliografia de fuentes impresas”, London 1987.
- J. Hernando i Delgado, “Llíbres í lectors a la Barcelona del s. XIV”, voll. I-II, Barcelona 1995 (“Fundació Noguera – Textos i Documents, 30-31).
In generale:
- G. Fiesoli (a cura di), “R.I.Ca.Bi.M. Repertorio degli inventari e cataloghi delle biblioteche medievali (secc. VIII-XV). I: Riscrittura critica delle schede Gottlieb 1-700”, SISMEL Edizioni del Galluzzo (serie «Strumenti e studi»), in corso di stampa.
Programma di ricerca
Repertorio delle fonti inventariali librarie dell’Occidente latino (sec. VIII – 1520)Università di riferimento
Università degli Studi di VERONA - DISCIPLINE STORICHE, ARTISTICHE ARCHEOLOGICHE E GEOGRAFICHE. - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Massimiliano BassettiDescrizione
L’Unità di Ricerca di Verona intende inserirsi in un progetto più ampio, relativo al censimento di elenchi di età medievale e rinascimentale (secc. VIII–1520) di beni librari nell’area europea (Francia e Toscana escluse). Tale progetto si avvale di procedure codificate di inventariazione e di digitalizzazione dei dati alle quali, ovviamente, anche l’Unità di Ricerca farà riferimento. I compiti che essa intende assumersi si prefiggono l’obiettivo di completare il censimento di siffatti elenchi per le macro aree linguistiche anglofona (Gran Bretagna ed Irlanda) ed iberica (Spagna e Portogallo). Nella considerazione che occorre una visione più moderna per tale tipo di fonte, spesso relegata a puro spunto statistico, oppure affrontata nel contesto di casi specifici e mai vista in una prospettiva più generale, verranno reperite informazioni non solo su inventari di impostazione tradizionale (quelli, cioè, prodotti all’interno di una istituzione bibliotecaria – privata o pubblica che sia – a fini di censimento del patrimonio libraio), ma si allargherà il campo, in coerenza con le linee generali del progetto, anche a fonti spesso trascurate quali atti giuridici (atti di liberalità, negozi di alienazione), elenchi di prestito, note di compera, ecc. La ricerca di tali fonti si svolgerà principalmente sull’edito, ma essa non esclude il ricorso a fonti, sì pubbliche, ma non edite come gli inventari e i cataloghi di biblioteche e raccolte librarie manoscritte. L’organizzazione delle informazioni raccolte si articolerà, all’interno di ciascuna macro area, per località seguendo, per ciascuna sede, l’ordine cronologico. In accordo con il progetto generale, di ogni inventario verrà fornito un regesto, l’identificativo della tradizione, le eventuali edizioni di riferimento e la principale bibliografia. L’articolazione della descrizione terrà ovviamente conto degli elementi costitutivi della scheda-madre, con cui è stata avviata la descrizione dei documenti inventariali (vedi modello A).I campi del database, strutturati secondo lo “schema ad albero” e per authority list, saranno dunque:
– Nome della località (nella lingua d’origine) in cui anticamente erano attestati i beni librari di cui fa fede il documento inventariale.
– Nome del possessore dei beni librari di cui è dato l’inventario (persona privata oppure biblioteca, sia ecclesiastica, sia laica).
– Nome dell’eventuale primo possessore o del destinatario o del beneficiario dei beni librari in oggetto.
– Datazione uniformata secondo i criteri stabiliti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Ufficio Centrale per i Beni librari, le Istituzioni culturali e l’Editoria, “Norme per la descrizione uniforme dei manoscritti in alfabeto latino”, Roma 2000.
– Descrizione della fonte dov’è tradizione dell’inventario.
– Caratteristiche tipologiche della fonte: a. inventari e cataloghi propriamente detti; b. atti giuridici (tra questi predominano nettamente i testamenti e gli atti di donazione); c. note da registro. Dal Progetto sono esclusi, oltre agli elenchi librari contenuti in materiale epistolare, tutte le notizie librarie veicolate da colofoni ed ex-libris.
– Descrizione del documento inventariale.
– Regesto del documento inventariale secondo lo schema ‘Titulus + Incipit + Explicit’.
– Rassegna della/e edizione/i del documento inventariale.
– Bibliografia.
Infine, come per le altre Unità di Ricerca, sarà compito dell’Unità di Verona il vaglio e l’immissione dei dati raccolti nella banca-dati R.I.Ca.Bi.M. nonché la revisione delle schede e la loro indicizzazione in previsione della pubblicazione a stampa.



