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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
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Programma di ricerca

La catastrofe ambientale tra realtà e rappresentazione. Vecchi e nuovi movimenti collettivi alla prova della comunicazione
Università di riferimento
Università degli Studi di ROMA "La Sapienza" - SOCIOLOGIA E COMUNICAZIONE - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Mihaela Gavrila
Descrizione
Vi è una coincidenza non solo temporale – dagli anni Novanta - tra la comparsa della paura della mutazione ambientale globale e quel passaggio generale di ordine economico, culturale e sociale che Manuel Castells definisce come avvento del modello di sviluppo della società in rete, fondata su una nuova articolazione della comunicazione, tra mondo fluido dei media e processi identitari di vario e nuovo genere.
Nel passaggio dalla società dell’informazione alla società della comunicazione, il problema ambientale diventa un focus interessante per lo studioso di processi sociali e comunicativi, come anche per lo storico della scienza. S’inizia a configurare un processo culturale di grande complessità, che implica una contraddittoria convivenza tra sistemi di elaborazione di tipo “razionale” e cosciente, come la ricerca e la divulgazione scientifica, ed ingenti flussi di produzione di senso e di comunicazione di segno assai più ambiguo, e sempre più rilevanti nella costruzione delle identità collettive. Le tradizionali paure originate dalle catastrofi di ordine naturale (come terremoti o eruzioni), o di ordine misto (naturale ma come effetto degenerativo di trasformazioni dell’ambiente causate dall’uomo, come alluvioni e incendi), sembrano invadere più frequentemente una sensibilità che si alimenta di spettacolo attraverso l’ubiqua connettività dei media, generando complesse reazioni sul piano dell’immaginario, delle mitologie, e delle costruzioni simboliche, oltre che naturalmente dei comportamenti sociali, delle pratiche politico-economiche, e delle stesse teorizzazioni.

Da quando il maggiore impatto (o almeno una presenza più frequente e abituale) della paura delle catastrofi ambientali si è collegato al senso di una irreversibile mutazione generale dell’habitat umano e dello stesso possibile destino della specie, si è determinato un salto di qualità destinato probabilmente a segnare il nostro secolo, e dunque oggetto necessario di indagini a vari livelli.

La paura della mutazione ambientale, per essere interpretata e affrontata, chiama dunque in causa uno sguardo mediologico, sociologico e psicologico, oltre a quello scientifico, economico e politico. Al pari di altre dinamiche parallele (per esempio quelle relative alle mutazioni prodotte dall’ingegneria genetica, o all’esaurimento delle fonti energetiche tipiche dell’età industriale), essa tende a costituirsi come uno sfondo generale dell’esperienza, contribuendo a determinarne il diffuso senso di insicurezza, di instabilità, quando non di angoscia sugli scenari venturi. Di conseguenza, essa costituisce materiale ed energia indispensabile nelle diverse culture, nei diversi gruppi sociali, e in generale per ogni soggettività, utile per produrre sistemi di senso, ibridi mediali e identitari, strutture narrative e pratiche di comportamento funzionali alla gestione dell’insicurezza.


La ricerca si propone di mettere a punto una prima versione degli strumenti necessari per uno studio delle dinamiche mediali e socioculturali relative alle reazioni alla paura della mutazione ambientale globale e della catastrofe naturale (insistendo soprattutto sulla situazione europea e americana) anche rispetto alle altre paure collettive che sembrano caratterizzare l’attuale mondo globalizzato (terrorismo in primis). Il tutto finalizzato alla progettazione di strategie comunicative e di intervento che possano incidere sul livello d’informazione e, soprattutto, sui comportamenti concreti dei soggetti. Un lavoro siffatto si baserà sul principio della necessaria sinergia (intorno alla competenza fondamentale del gruppo di ricerca, che ha esperienza di ricerca sui media, sull’immaginario metropolitano e post-metropolitano e sui linguaggi delle arti) di ulteriori approcci e sensibilità disciplinari. In particolare si ritiene necessario dirigere gli sforzi intorno ad alcuni focus interconnessi :

I. L’analisi della semantica e della dinamica tipica del processo culturale relativo alla paura della mutazione ambientale. Si tratta di costruire un modello teorico generale, anche in relazione alle indagini descritte nei punti successivi, relativamente al livello simbolico, metaforico e mitologico, e relativamente allo scambio/produzione comunicativa fra attori sociali e media.

II. L’analisi specifica di dinamiche relative all’evento improvviso (ad esempio l’alluvione) e all’evento graduale (come la desertificazione), da indagare con diversi metodi, dallo studio dei media alle ricerche sul campo con indagini sulle opinioni, anche in relazione alle variabili socio-culturali. Si tratta di verificare se esiste una percezione del problema ambientale che nasce trasversalmente ai media, dalla percezione diretta del mondo; se il cambiamento climatico, ad es., risulta essere uno degli ultimi domini di un mondo globalizzato in cui l’esperienza diretta ha la stessa forza di quella mediata; oppure se anche qui è il martellamento dei media che eccita la nostra percezione del clima (per cui non è che le estati siano più calde ma siamo noi che le percepiamo più calde) annullando addirittura la nostra capacità di ricordare esperienze elementari come il caldo, il freddo, la frequenza di precipitazioni ecc.

III. L’analisi degli immaginari generati negli ambienti mediali e artistici negli ultimi venti anni in Europa e negli Stati Uniti: i film e gli standard narrativi; la televisione e le sue fiction; la letteratura e le arti figurative come campi sperimentali e trans-esperienziali.

IV. L’analisi delle relazioni tra la semantica della paura, il consolidarsi di conoscenze scientifiche sulla mutazione ampiamente divulgate, l’evoluzione delle agende e delle teorie politiche ed economiche e il comparire improvviso di forme di religiosità millenarista e apocalittica, soprattutto negli Stati Uniti.

V. L’analisi delle principali trasformazioni avvenute nel mondo dei movimenti sociali, con particolare attenzione all’emergere di forme di aggregazione sociale e di dinamiche relative alla qualità della vita.

VI. Il recupero del punto di vista delle persone e dei testimoni privilegiati (politici, registi, produttori, scienziati, comunicatori), per meglio comprendere sia la percezione della catastrofe ambientale rappresentata dai media, sia l’evoluzione effettiva del problema e la relativa comunicazione dello stesso. Un’area rilevante dei focus group e delle interviste verrà dedicata alla percezione e all’impatto dei nuovi movimenti collettivi sul cambiamento di prospettiva e sulle concrete pratiche sociali.

VII. La progettazione di strategie comunicative coerenti con l’immaginario contemporaneo, mirate a promuovere una consapevolezza diffusa di essere tutti attori del processo di sviluppo sostenibile.

Sul piano operativo le analisi convergeranno nel descrivere l’evoluzione nella comunicazione degli eventi climatici e ambientali, nell’individuare le dinamiche e la semantica della paura e della sua gestione, e nella messa a punto di una metodologia capace di rilevare trend e mutamenti, anche attraverso strumenti di ricerca sul campo (modelli interpretativi, griglie, software, etc.). Tutte operazioni propedeutiche all’istituzione di un osservatorio permanente, in grado di garantire prospettive di analisi aggiornate e potenziali strumenti di intervento. Naturalmente, l’intero assetto della ricerca mira a produrre condizioni più avanzate di conoscenza, diffusione e gestione partecipata dell’intero processo culturale per contrastare la sottovalutazione delle sue cause, gli utilizzi a fine propagandistico, impermeabili all’elaborazione collettiva e, in particolare, la giusta informazione ed educazione della cittadinanza per l’adozione di comportamenti adatti nei confronti delle problematiche ambientali.
Le fasi della ricerca

PRIMA FASE – LA LETTERATURA SCIENTIFICA
Individuazione ed analisi della letteratura scientifica sul tema oggetto dell’indagine, con particolare attenzione alla rappresentazione delle problematiche ambientali nella letteratura, nel cinema e nella fiction televisiva, ma anche per quanto riguarda l’evoluzione dei movimenti sociali legati all’ambiente.
Attività specifiche

Analisi della letteratura in base ad una griglia sintetica ma efficace per la ricostruzione pertinente del panorama, della qualità e della coerenza degli studi di settore.

Strumenti
Costruzione della griglia di analisi

SECONDA FASE – IL BANCHMARKING
Analisi della situazione internazionale per quanto riguarda la rappresentazione pubblica delle problematiche ambientali nel cinema, nella letteratura e nella fiction televisiva.

Attività specifiche
Banchmarching internazionale, con particolare attenzione al caso statunitense ed europeo. Un focus verrà destinato al caso italiano.

Strumenti
Costruzione di una griglia di indicatori rilevanti ai fini della ricerca.

TERZA FASE – I PUBBLICI
Analisi dei dati di fruizione, del ricordo e dell’impatto che questi strumenti di comunicazione hanno avuto sui propri pubblici.

Attività specifiche
Realizzazione di focus group con i pubblici del cinema e della tv, con l’obiettivo di indagare in profondità sull’impatto che la “messa in scena” del problema ambientale possa avere sull’immaginario individuale e collettivo e sui comportamenti concreti delle persone. Recupero dei dati relativi alla distribuzione, alla vendita dei biglietti e alla valutazione dei fruitori, nel caso della letteratura e del cinema.
Recupero dei dati di ascolto, con relativa ricostruzione di trend e di posizionamento rispetto al resto dell’offerta televisiva.
Organizzazione di 10 focus group, 5 con i fruitori di fiction televisive e 5 con spettatori cinematografici che hanno assistito, nel periodo dell’indagine ad uno spettacolo che tocca i problemi ambientali.

Strumenti
Elaborazioni a partire dai dati secondari, costruzione di trend significativi di fruizione, realizzazione della traccia per i focus group.
Analisi ed interpretazione dei focus, anche utilizzando software specifici (SPAD-T o Taltac).

QUARTA FASE – I TESTIMONI PRIVILEGIATI
Realizzazione di interviste in profondità a testimoni privilegiati, addetti ai lavori, studiosi, personaggi pubblici, produttori e/o registi di fiction e film per il cinema e per la tv, in grado di garantire sia una prospettiva storica sull’evoluzione delle problematiche ambientali, sia per ricostruire i meccanismi che stanno a monte delle singole rappresentazioni offerte dai media. Le interviste verranno effettuate utilizzando strumenti audio-video professionali, nell’obbiettivo di utilizzare i materiali anche per realizzazione di prototipi comunicativi multimediali, capaci di offrire ai referenti della comunicazione messaggi pertinenti dal punto di vista scientifico, ma anche legittimati e riconoscibili. È per questo che l’individuazione dei testimoni verrà effettuata ad ampio raggio, con l’obiettivo di rafforzare le categorie veicolate con dichiarazioni forti, rappresentative e con un apertura a 360°.

Attività specifiche
Le interviste verranno effettuate utilizzando strumenti audio-video professionali, nell’obbiettivo di utilizzare i materiali anche per realizzazione di prototipi comunicativi multimediali, capaci di offrire ai referenti della comunicazione messaggi pertinenti dal punto di vista scientifico, ma anche legittimati e riconoscibili. È per questo che l’individuazione dei testimoni verrà effettuata ad ampio raggio, con l’obiettivo di rafforzare le categorie veicolate con dichiarazioni forti, rappresentative e con un apertura a 360°.

Strumenti
Costruzione della traccia dell’intervista in profondità, in base ad alcuni indicatori rilevanti ai fini della ricerca.
Analisi ed interpretazione delle interviste, anche utilizzando software specifici (SPAD-T o Taltac).

QUINTA FASE – I MOVIMENTI
Individuazione ed analisi dei principali movimenti nazionali e mondiali legati al tema dell’ambiente, enfatizzando le dinamiche di formazione, le dimensioni, le parole chiave ricorrenti, la produzione di saperi, la capacità di incidere sulle decisioni pubbliche e sull’educazione e sui comportamenti delle persone.

Attività specifiche
Banchmarching internazionale, con particolare attenzione al caso statunitense ed italiano.

Strumenti
Costruzione di una scheda di rilevazione, in base ad alcuni indicatori rilevanti ai fini della ricerca.

SESTA FASE – IL MODELLO INTERPRETATIVO
Elaborare una metodologia di descrizione dell’oggetto mediale che si occupa della rappresentazione pubblica del problema ambientale, con particolare attenzione alla catastrofe, utilizzando strumenti narratologici, semiologici, mediologici e sociologico-letterari.

Attività specifiche
Individuare correlazioni, variazioni e isomorfismi che portino alla formalizzazione di una teoria dell’immaginario catastrofico e della sua evoluzione negli ultimi quindici anni
Costruzione effettiva del modello interpretativo, con la presa in considerazione dei rapporti causa-effetto e la messa in evidenza dei campi di applicazione.

Strumenti
Schemi, grafici, trend

SETTIMA FASE. GLI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE
Progettazione di prototipi comunicativi che, recuperando gli indicatori e le principali evidenze della ricerca, siano in grado di informare le persone sulle “distanze” tra il reale stato dell’ambiente e la rappresentazione pubblica attraverso le forme di comunicazione analizzate. L’obiettivo è quello di riuscire a incidere sia sulla cultura ambientale, sia sui comportamenti concreti delle persone.

Attività specifiche
Realizzazione di un glossario di termini ambientali e di un prodotto multimediale che consideri le principali evidenze della ricerca.




Verranno, quindi, messe in campo competenze metodologiche, teorico interpretative e di inquadramento sociologico, competenze relative alla sociologia della letteratura, ma anche di analisi dei media e della produzione culturale. Non mancano, inoltre, nel gruppo di ricerca, esperti di sociologia dell’ambiente e del territorio, di nuovi media e di storia della scienza, di lingua e letteratura inglese. Un gruppo di lavoro multidisciplinare, volutamente organizzato intorno ad una sola unità di ricerca, per meglio permettere il confronto e la convergenza interpretativa.
“Lo spettacolo del consumo” e della produzione mediale rappresenta un focus strategico: chiave d’ingresso nella comprensione delle dinamiche di fruizione, ma anche spunto interpretativo e risolutivo per problemi che stanno a monte dei processi di disseminazione della cultura ambientale e della formazione di movimenti globali, in grado di incidere sui comportamenti e sulle decisioni pubbliche.
Non a caso, quindi, dopo un percorso propedeutico, di analisi della letteratura scientifica, dei media, dei movimenti e dell’impatto quantitativo delle varie forme di comunicazione ambientale, l’ultima parte della ricerca viene impostata sui canoni qualitativi del focus group e dell’intervista in profondità, facendo appello alle esperienze individuali ed ai punti di vista degli attori, conferendo loro un posto di primo piano.