Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca»Unità di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
Baker K. M., “Public Opinion as Political Invention”, in Inventing the French Revolution. Essays on French Political Culture in the Eighteenth Century, Cambridge, Pergamon Press 1990, 167-199
Boncompain J., La Revolution des auteurs. Naissance de la propriété intellectuelle (1773-1815), Paris, Fayard 2001
Brown G. S., “Reconsidering the Censorship of Writers in Eighteenth-Century France: Civility, State Power, and the Public Theater in the Enlightenment”, in The Journal of Modern History 75 (2003), 235-268
Censura e ilustracion. XX aniversario da Fundacio´n da Facultade de Filosofi´a e CC. da Educacion. coordinadores, Barreiro Barreiro, Rodriguez Camarero, Gonza´lez Fernandez, Santiago de Compostela, Universidade de Santiago de Compostela. 1997
Church, Censorship and Culture in early Modern Italy. Edited by Gigliola Fragnito. Translated by Adrian Belton, Cambridge, Cambridge University Press 2001
Darnton R., Édition et sédition. L'univers de la littérature clandestine au XVIIIe siècle, Paris, Gallimard 1991
De Negroni B., Lectures interdites. Le travail des censeurs au 18. siècle, 1723-1774, Paris, Albin Michel 1995
Eisenhardt U., Die kaiserliche Aufsicht über Buchdruck, Buchhandel und Presse im Heiligen Römischen Reich Deutscher Nation (1496-1806). Ein Beitrag zur Geschichte der Bücher und Pressezensur, Karlsruhe 1970
Farge A., Dire et mal dire. L'opinion publique au XVIIIe siècle, Paris, Seuil 1992
Fogel M., Les cérimonies de l’information dans la France du XVIe au XVIIIe siècle, Paris, Fayard 1989
Gestrich A., Absolutismus und Öffentlichkeit. Politische Kommunikation in Deutschland zu Beginn des 18. Jahrhunderts, Göttingen, Vandenhoeck und Ruprecht 1994
Graber R., Bürgerliche Öffentlichkeit uns spätabsolutistischer Staat. Soziätetenbewegung und Konfliktkonjunktur in Zürich 1746-1780, Zürich, Chronos 1993
Birn R., La censure royale des livres dans la France des Lumieres, Paris, Jacob, 2007
Censorship & cultural regulation in the modern age / edited by Beate Muller. - Amsterdam ; New York : Rodopi, 2004
Dawson R., Confiscations at customs : banned books and the French booktrade during the last years of the ancien regime, Oxford : Voltaire Foundation, 2006
Napoli, M.C., Letture proibite : la censura dei libri nel Regno di Napoli in eta borbonica,Milano : F. Angeli, 2002
Tarzia F., Libri e rivoluzioni. Figure e mentalità nella Roma di fine ancien régime (1770-1800), FrancoAngeli, Roma 2000
Hamburger P., “The development of the law of seditious libel and the control of the press”, in Stanford law journal 37 (1984-5), 661-765
Hesse C., Publishing and Cultural Politics in Revolutionary Paris, 1789-1810, Berkeley, University of California Press 1991
Hofmeister-Hunger A., Pressepolitik und Staatsreform. Die Institutionalisierung staatlicher Öffentlichkeitsarbeit bei Karl August von Hardenberg (1792-1822), Göttingen, Vandenhoeck und Ruprecht 1994
Imbruglia G., “Reflected images: the Histoire des deux indes and the censorship of the Roman Congregation of the Index”, Studies on Voltaire and the Eighteenth Century 2003:07, 175-201
Infelise M., L'editoria veneziana nel '700, Milano, Franco Angeli 1989
Landi S., Il governo delle opinioni : censura e formazione del consenso nella Toscana del Settecento, Bologna, il Mulino 2000
Lavandier J.-P., Le livre au temps de Joseph II et de Léopold II. Code des lois de censure du livre pour les pays austro-bohémiens 1780-1792, Bern, Lang 1995
Worrall D., Theatric revolution : drama, censorship and Romantic period subcultures, 1773-1832, New York, Oxford University Press, 2006
McKitterick D., Print, Manuscript, and the Search for the Other, 1450-1830, Cambridge, Cambridge University Press 2003
Minois G., Censure et culture sous l’Ancien Régime, Paris, Albin 1995
Napoli M. C., Letture proibite. La censura dei libri nel Regno di Napoli in età borbonica, FrancoAngeli, Milano 2002
Opinion. Édité par P.-E. Knabe, Berlin, Spitz 2000
Plachta B., Damnatur, Toleratur Admittitur. Stduien und Dokumente zur literarischen Zensur im 18. Jahrhundert, Tübingen, Niemeyer 1994
Roche D., «La censure», in Histoire de l'édition française. Tome II. Le livre triomphant 1660-1830, Paris, Promodis 1984, 76-83
Rosenfeld S., “Writing the history of censorship in the age of Enlightenment”, in Postmodernism and the Enlightenment. New Perspectives in Eighteenth-Century French Intellectual History. D. Gordon, editor, New York-London, Routledge 2001, 117-145
Shackleton R., “Censure and censorship: impediments to free publication in the age of Enlightenment”, in Essays on Montesquieu and on the Enlightenment, ed. David Gilson and Martin Smith, Oxford, Voltaire Foundation 1988
Stange-Fayos C., Lumières et obscurantisme en Prusse : le débat autour des édits de religion et de censure (1788 - 1797), Bern, Lang 2003
Todd C., Political Bias, Censorship and the Dissolution of the «Official» Press in Eighteenth-Century France, Lewiston, Edwin Mellen Press 1991

Programma di ricerca

Il tardo Illuminismo e la crisi dell’Antico Regime in Europa
Università di riferimento
Università degli Studi del PIEMONTE ORIENTALE "Amedeo Avogadro"-Vercelli - STUDI UMANISTICI - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Edoardo Elio Flaminio Tortarolo
Descrizione
Il programma dell’unità di ricerca intende affrontare il tema dei rapporti reciproci tra opinione pubblica, censura e libertà di discussione alla fine del 700 nel quadro della crisi del sistema politica, intellettuale e religioso che sfociò nel decennio rivoluzionario 1790-1800. Si presenta quindi con una forte intenzione di integrarsi nel progetto nazionale e contribuire ai suoi risultati con una specifica modalità di studio.
La specificità della ricerca è data dalla presenza nell’unità di competenze diverse di cui ci si sforzerà di far valere le interazioni e le complementarietà. Il gruppo include infatti competenze di analisi del discorso politico settecentesco (Tortarolo, Gaddo, Lisboa), del discorso economico e amministrativo settecentesco (Alimento) e di analisi linguistica con i mezzi informatici più aggiornati (Lana, Chiocchetti). Scopo dell’unità di ricerca sarà mettere costantemente in comunicazione queste diverse competenze e raccogliere nelle pubblicazioni finali quelle analisi che terranno presenti le modifiche di prospettive generate dall’interazione tra metodiche e problematiche di origine diversa finalizzate tutte a chiarire la questione centrale posta dal programma.
Sulla rilevanza dei tre concetti indicati (opinione pubblica, censura, libertà di discussione) c’è un consenso generale nella letteratura più accreditata e solida. Sono divergenti le valutazioni sul contenuto politico di queste nozioni. Alla domanda “che cosa si intendeva realmente per opinione pubblica, censura, libertà di discussione alla fine del 700?”, non è stata data ancora una risposta chiara, che tenga conto delle varietà delle situazioni nazionali, del pubblico cui ci si rivolgeva utilizzando questi concetti, del contesto disciplinare, religioso, interpersonale in cui le affermazioni venivano fatte. Mentre la storiografia reazionaria vede nella crisi dell’antico regime l’effetto di un attacco colpevole a un mondo equilibrato e pacificato condotto anche con l’uso di parole d’ordine militanti e manipolanti come opinione pubblica e libertà di discussione, la storiografia liberale anticipa alla seconda metà del 700 riferimenti sociali e istituzionali della tarda società liberale borghese vedendo nella discussione settecentesca una prefigurazione dei dibattiti ottocenteschi e novecenteschi. L’unità di ricerca si propone di aggiornare alla ricerca recente problemi sollevati e lasciati irrisolti in modo soddisfacente dalla Begriffsgeschichte (storia dei concetti) tedesca, che nella sua opera di riferimento (Geschichtliche Grundbegriffe, 1974-1992) non è riuscita a trovare un’impostazione adeguata alla risoluzione della questione (cfr. Begriffsgeschichte, Diskursgeschichte, Metapherngeschichte. Goettingen 2002 e Gumbrecht, Dimensionen und Grenzen der Begriffsgeschichte, Paderborn 2006).
L’unità si propone di individuare tre dimensioni da analizzare separatamente per giungere a una prospettiva innovativa di tipo storico.
1. La dimensione politico-istituzionale. Si tratta di analizzare il funzionamento delle istituzioni di controllo sull’espressione innanzitutto scritta di idee, teorie, opinioni rilevanti per la vita della società settecentesca. Malgrado ci siano studi settoriali su questo tema, manca una visione d’insieme che riconnetta i modelli seguiti dalle monarchie e dalle repubbliche europee per prevenire la diffusione di idee giudicate pericolose o semplicemente errate. Esistette infatti un sistema di tratti comuni ai sistemi censori, alle regole che vincolavano la produzione di periodici e gazzette e ne indirizzavano la redazione alla ricerca di un equilibrio tra le attese di un mercato di lettori e acquirenti consapevoli della propria capacità di influire sui contenuti e i vincoli che i poteri politici e religiosi innanzitutto ponevano alla generazione del flusso di informazioni e saperi. Mentre è stato a lungo privilegiato l’aspetto puramente legislativo, mancando di cogliere la difficoltà di trasformare il dettato giuridico in pratica amministrativa che supera le vischiosità dei rapporti informali, scopo di questa fase della ricerca sarà produrre un quadro comprensivo anche della dimensione pratica della pratica di controllo ai suoi diversi livelli. La ricerca si concentrerà per quest’aspetto sugli stati italiani, sulla penisola iberica, sulla Francia, sugli stati di lingua tedesca. In queste zone si concentrò infatti la produzione di saperi e informazioni in forma scritta e in regime di controllo preventivo della stampa, a contrasto evidente sia con l’Inghilterra e le Province Unite sia con i cantoni svizzeri che producevano per il consumo estero libri proibiti. Un’attenzione particolare sarà destinata ai censori che entro queste condizioni istituzionali di controllo svolsero un riflessione sulla loro attività, come è documentato nel caso italiano da Pelli Bencivenni a Firenze e di Saineville a Parigi.
2. La dimensione linguistico-concettuale specifica. Il gruppo di ricerca affronterà prima una indagine per catalogare i testi monografici e le riviste di rilevanza politica ed economica di cui è utilizzabile una versione digitalizzata e creare un sito virtuale presso il Dipartimento di studi umanistici dell'Università del Piemonte orientale a partire dal quale sia possibile accedere senza difficoltà alla loro consultazione. In seconda battuta sarà cura del gruppo di ricerca digitalizzare testi delle seguenti riviste di carattere politico-economico: in prima battuta la Gazette d'agriculture, commerce, arts et finances, le Nouvelles ephémérides économiques, le Novelle letterarie, il Giornale d'Italia diretto da Griselini. Questo corpus, che si affiancherà in modo complementare ad altri analoghi corpora meno specializzati, sarà utilizzabile attraverso un motore di ricerca di cui si curerà l’installazione e il possibile utilizzo. Si tratta di Webcorp, concepito proprio per questo genere di sfruttamento ai fini della ricerca storico-linguistica (http://www.webcorp.org.uk/index.html), sul quale esiste una vasta bibliografia tra cui: Kehoe, A. Diachronic Linguistic Analysis on the Web with WebCorp in Renouf, A. & Kehoe, A. (eds.) The Changing Face of Corpus Linguistics, Amsterdam: Rodopi 2006 e Renouf, A., A. Kehoe & J. Banerjee WebCorp: an integrated system for web text search in C. Nesselhauf, M. Hundt & C. Biewer (eds.), Corpus Linguistics and the Web. Amsterdam: Rodopi 2007. Webcorp permette infatti di condurre un’analisi sul discorso di un testo i cui risultati si possono inserire in una valutazione storica dell’evoluzione del discorso politico economico stesso in quanto mette in primo piano il contesto nel quale i concetti ritenuti centrali (tutti quelli relativi e collegati a opinione pubblica, libertà di discussione e censura) sono collocati.
3. La dimensione linguistico-concettuale generale. Una volta valutati i significati e i contesti nei quali il discorso politico-economico si è articolato nella seconda metà del 700 a livello di testi della cultura più aggiornata il gruppo affronterà il problema della diffusione di questi significati nei mezzi di comunicazione a maggiore diffusione nella seconda metà del 700, con un particolare riferimento alle gazzette. Le gazzette costituirono un canale di crescente importanza per la creazione di una consapevolezza diffusa dell’efficacia dell’opinione pubblica, della censura e dei limiti reali della libertà di discussione. Importante letteratura recente specialistica ha affrontato questo tema (cfr. ad esempio Venturi, Settecento riformatore, voll. III-IV-V, Torino 1984-1990; Jeremy Popkin, News and politics in the age of Revolution : Jean Luzac's "Gazette de Leyde", London 1989; Gazettes et information politique sous l'Ancien Regime. Textes reunis par Henri Duranton et Pierre Retat ; avec une introduction de Keith M. Baker, Saint-Etienne 1999; La Gazette d'Amsterdam: miroir de l'Europe au 18. siècle. Sous la direction de Pierre Retat, Oxford 2001). L’obiettivo dell’unità di ricerca sarà analizzare come i tre concetti sotto indagine sono apparsi nelle gazzette europee nei momenti in cui i temi del controllo delle opinioni e della libertà di discussione furono particolarmente presenti. Dal momento che anche questa cruciale parte della ricerca dovrà avere ambiti di ricerca empirica ben chiari si considererà in particolare come i concetti di opinione pubblica, censura e libertà di discussione sono stati utilizzati nel corso della complessa vicenda dell’interpretazione della rivoluzione americana in Europa e delle successive scosse politiche che segnarono le tappe di avvicinamento alla rivoluzione francese. Sarà considerata anche la percezione nelle gazzette europee della crisi rivoluzionaria francese. Anche questa dimensione della ricerca sarà condotta con l’ausilio di Webcorp.
L’utilizzo di competenze relative alla creazione di banche dati testuali e al trattamento digitale di testi intende diventare uno strumento per precisare meglio e creare le premesse per un più fondato esame di un problema storico le cui implicazioni travalicarono certamente la dimensione concettuale attestata dai testi, ma del quale la proliferazione di termini nuovi (come opinione pubblica) o la profonda trasformazione del loro significato (come nel caso di censura e libertà di discussione) furono segnali indubitabili e ancora largamente inesplorati.
L’unità di ricerca si doterà ai fini della pubblicità delle sue attività di un sito web presso il Dipartimento di studi umanistici dell’Università del Piemonte orientale nel quale data base e risultati saranno accessibili alla comunità internazionale degli studiosi. I risultati saranno presentati in occasione di un convegno internazionale a conclusione della ricerca. Uno o più volumi, monografici e collettanei, si prevede presenteranno i risultati in forma saggistica, narrativa e argomentativa.