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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
. R. Ricci, S. Montelpare; “An experimental method for evaluating the heat transfer coefficient of liquid-cooled short pin fins using infrared thermography”, Experimental Thermal and Fluid Science, Volume 28, Issue 8, October 2004, Pages 815-824A.
. Zukauskas, Heat Transfer from tubes in crossflow, Advances in Heat Transfer, Vol.8, pp. 93-160, (1972).
. A. Zukauskas, Heat Transfer from tubes in crossflow, Advances in Heat Transfer, Vol.18,pp.87-157, (1987).
. T.R. Craig, F.P. Incropera and S. Ramadhyani, “Heat transfer and pressure drop for high density staggered pin fin arrays with liquid coolants”, ASME Topics in Heat Transfer, pp. 479-494, (1988).
. R.J. Simoneau and G.J. Van Fossen, “Effect of location in an array on heat transfer to a short cylinder in cross flow”, ASME Journal of Heat Transfer, Vol. 106, pp.42-48, (1984).
. G.J. Van Fossen, “Heat transfer coefficient for staggered arrays of short pin fins”, ASME Journal of Engineering for Power, Vol.104, pp.268-274, (1982).
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. E.M. Sparrow, J.W. Ramsey and C.A.C. Altemani, “Experiments on in line pin fin arrays and performance comparisons with staggered arrays”, ASME Journal of Heat Transfer, Vol.102, pp. 44-50, (1980).
. R.J. Goldstein and J. Karni, “The effect of a wall boundary layer on local heat transfer from a cylinder in cross flow”, ASME Journal of Heat Transfer, Vol.106, pp.260-267, (1984).
. R.J. Goldstein, M.J. Jabbari and S.B. Chen, “Convective mass transfer and pressure loss characteristics of staggered short pin fin arrays”, Int. Journal Heat and Mass Transfer, Vol.37, pp.149-160, (1994).
. White F.M. – Viscous Fluid Flows, Int. Edition, ISBN 0-07-100995-7
. Nishioka M., Asai M., Yoshida S. – Control of flow separation by acoustic excitation, AIAA Journal, vol.28, n°11, Nov.1990
. Montelpare S., Ricci R. - A thermographic method to evaluate the local boundary layer separation phenomena on aerodynamic bodies operating at low Reynolds number, International Journal of Thermal Sciences 43 (2004) 315–329, July 2003
. Astarita T., Cardone G., Carlomagno G.M., Meola C. – A survey on infrared thermography for convective heat transfer measurements, Optics & Laser Technology 32, pp 593-610
. Cesini G., Ricci R., Montelpare S., Silvi E. – A thermographic method to evaluate laminar bubble phenomena on airfoil operating at low Reynolds number, QIRT 2002, 2002
. Haggmark C. – Investigation of disturbance developing in a laminar separation bubble flow, Technical reports from Royal Institute of Technology, Department of Mechanics S-100 44 Stockholm, Sweden, 2000
. Saric W.S., Reed H.L., Kerscen E.J. – Boundary layer Receptivity to freestream disturbances, Annu. Rev.Fluid Mech. 34, pp 291-319, 2002
[a] Keltner, N. R., Heat Flux Measurements: Theory and Applications, Chapter 8 in Thermal Measurements in Electronics Cooling, Edited by K. Azar, CRC Press, 1997.
[b] de Monte, F., Multi-layer transient heat conduction using transition time scales, International Journal of Thermal Sciences, Vol. 45, No. 3, pp. 882-892, September 2006.

Programma di ricerca

Tecniche innovative per l'intensificazione della convezione forzata
Università di riferimento
Università Politecnica delle MARCHE - ENERGETICA - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Gianni Cesini
Descrizione
Lo scopo della ricerca è quello di incrementare lo scambio termico convettivo in sistemi a fluido operanti in convezione forzata.
La ragione di ciò risiede nella necessità di promuovere la turbolenza, e quindi di innalzare lo scambio termico, solo in quelle porzioni di dominio nelle quali vi sia tale necessità mantenendo per il resto il flusso laminare, con conseguente contenimento delle perdite di quantità di moto e di pressione.
Un campo di applicazione importante per la ricerca è quello del raffreddamento di dispositivi elettronici, dove le sorgenti di calore sono concentrate e di tipo impulsivo e lo spazio disponibile per il sistema di controllo termico è estremamente ridotto.
In tal caso l’adozione di un sistema a circolazione lenta di fluido, che funga da base di supporto per tutto l’apparato elettronico e che sia in grado di operare come sistema di scambio termico localizzato ad alta efficienza, potrebbe assolvere al compito di apparato di controllo termico.
Una tecnica proponibile per assolvere a tale requisito termofluidodinamico è quella in parte trattata nel Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale precedente, ossia: destabilizzare lo strato limite laminare mediante una vibrazione meccanica concentrata di una porzione di parete del dominio di confinamento del fluido.
Nel caso di flussi esterni ad un corpo solido tale tecnica ha consentito a questa unità di ricerca di ottenere dei risultati estremamente interessanti, nel caso specifico sono stati adottati degli attuatori piezoelettrici miniaturizzati (MEMS) collegati ad una membrana elastica.
La stessa tecnica è proponibile in sistemi chiusi, previa un’attenta scelta dei materiali e dei sistemi di attuazione meccanica, per i quali è necessario un approfondimento cognitivo maggiore.
L’incremento di turbolenza indotto dall’attuazione meccanica della parete di confinamento del fluido potrà essere utilizzato non soltanto come fenomeno diretto di incremento di scambio termico ma anche come mezzo per incrementare le prestazioni termiche di sistemi alettati eventualmente posti lungo il cammino del fluido; in quest’ultimo caso la ricerca diventa di più ampio respiro estendendosi al settore degli scambiatori di calore.
La ricerca assume così due aspetti diversi: il primo basato sull’approfondimento conoscitivo del fenomeno, e quindi ricerca di base, il secondo dedicato alle applicazioni tecnologiche, e quindi ricerca applicata.
Per quanto riguarda l’aspetto conoscitivo, si richiedono misure di temperatura, velocità e scambio termico [a] che sono impegnative in virtù della complessità di materiali, configurazioni e flussi non isotermi che si stabiliscono nei sistemi elettronici. Ad esempio, accurate misure di temperatura superficiale richiedono lo sviluppo di adeguati modelli di conduzione termica non stazionaria per sistemi bi-strato (termocoppia – solido) con resistenza di contatto [b] per ridurre i cosiddetti ‘errori di installazione.’
Fra le applicazioni tecnologiche, particolarmente interessanti sono quelle che coinvolgono le superfici alettate dotate di alette a spillo (pin fins) ad alta e media densità, che potrebbero avvalersi del fenomeno oggetto della ricerca per migliorare lo scambio termico delle prime file di pins, molte volte le uniche file esistenti quando le dimensioni della sorgente termica sono contenute. Il calcolo della distribuzione di temperatura in tali alette e, quindi, della potenza da esse dissipata richiede la messa a punto di un modello 2D, la cui risoluzione può essere effettuata con approccio sia analitico che numerico [b].
E’ sensibile in tal caso l’aspetto morfologico della superficie dissipante che condiziona in modo prevalente l’interazione con il sistema fluido; è così importante che la ricerca possa abbracciare, almeno in parte, questi aspetti per diventare essa stessa proposta e spunto per lo sviluppo di nuovi sistemi di dissipazione.
L’unità di ricerca dovrà realizzare un circuito idraulico con un canale di prova modulare, in grado di alloggiare il sistema di promozione della turbolenza e le eventuali alettature da testare. Tale apparato verrà progettato e realizzato sulla base dei risultati conoscitivi derivanti dalla ricerca effettuata nell’ambito del PRIN 2005. Una volta realizzato il canale di prova, dovranno essere trasferite le nozioni acquisite per la destabilizzazione dei flussi esterni in questo settore legato ai flussi confinati. Dovranno essere analizzati i componenti elettromeccanici più adatti alla creazione del disturbo da introdurre all’interno dello strato limite per promuovere la condizione turbolenta. Dovranno altresì essere valutate le frequenze e le ampiezze dei disturbi da fornire allo strato limite in relazione alle sue caratteristiche di recettività. Andrà poi realizzato un opportuno dissipatore alettato da introdurre nel canale e da monitorare nelle sue prestazioni di scambio termico mediante un’analisi non intrusiva di tipo termografico.