Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca»Unità di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano
Bibliografia
• Baldini A. E. (a cura di), Aristotelismo politico e ragion di stato, Firenze, Olschki, 1995
• Bernardini, P., La Germania e l'Europa: studi su politica, religione e filosofia del Settecento tedesco, Pisa: Scuola normale superiore, 2002
• Chomsky, N., Linguaggio e problemi della conoscenza, Bologna: Il Mulino 1991
• Coffa A.J., The semantic Tradition from Kant to Carnap. The Vienna Station, Cambridge University Press, Cambridge 1991
• Dummett, M. Alle origini della filosofia analitica, Bologna, Il Mulino, 1990
• Friedman, M., Dynamics of Reason, Center for the Study of Language and Information, Stanford, California, 2001
• Friedman M., A Parting of the Ways: Carnap, Cassirer, and Heidegger, Chicago: Open court, 2000
• Goldberg, A.E., Constructions at work: The Nature of Generalization in Language, Oxford: Oxford University Press 2006
• Habermas, J., Il futuro della natura umana, Torino Einaudi, 2002
• Howard D., Einstein, Kant and the origin of logical empiricism, in W. Salmon, G. Wolters (eds), Logic, language and the Structure of Scientific Theories. Proceedings of the Carnap-Reichenbach Centenial, University of Konstanz, 21-24 May 1991, Pittsburgh, University of Pisstburgh, 1994
• Kolakowski L., Dieu ne nous doit rien. Brève remarque sur la religion et l’esprit du jansénisme, Paris, Albin Michel, 1995
• Kornblith, H. Naturalizing Epistemology 2nd Edition, Cambridge: MIT Press 1994.
• Kuhn, T.[1962] The Structure of Scientific Revolutions, University of Chicago Press, Chicago; trad. it., La struttura delle rivoluzioni scientifiche, Einaudi, Torino 1969.
• Lakatos, I., Falsification and the Methodology of Scientific Research Programmes, in I. Lakatos, A. Musgrave (eds.), Criticism and the Growth of Knowtedge, Cambridge University Press: Cambridge 1970; trad. it. Feltrinelli, 1976.
• Leites E. (ed.), Conscience and Casuistry in Early Modern Europe, Cambridge, Cambridge University Press, 1988
• Lorenz, K. “Kant’s Lehre vom Apriorischen im Lichte gegenwärtiger Biologie”, in Blatter für Feutsche Philosophie, 15 (1941), pp. 94-125; trad. it. “La dottrina kantiana dell’’a priori’ e la biologia contemporanea”, in K. Lorenz, Natura e destino; Mondatori, Milano 1985, pp. 83-112.
• McCrea A., Constant Minds. Polical Virtue and the Lipsian Paradigm in England, 1584-1650, Toronto, University of Toronto Press, 1997
• Millikan, R.G., Language: A Biological Model, Oxford: Oxford University Press 2005
• Moreau P.-F. (sous la dir.), Le stoïcisme au XVIe et au XVIIe siècle, Paris, Albin Michel, 1999
• Morford M., Stoics and Neostoics. Rubens and the Circle of Lipsius, Princeton, Princeton University Press, 1991
• Oberdan, Th., The Vienna Circle’s ‘Anti-Foundationalism’, in Br. J. Philos. Sci. 1998; 49: 297-308
• Quine, W.V.O., “Epistemology Naturalized” In: Naturalizing Epistemology. Edited by Hilary Kornblith. Cambridge, MA.: The MIT Press, 1994.
• Richardson A., Carnap’s Construction of the World. The “Aufbau” and the Emergence of Logical Empiricism, Cambridge University Press, Cambridge 1991
• Richardson A., “How not to Russell Carnap Aufbau”, in PSA: Proceedings of the Biennial Meeting of the Philosophy of Science Association, Vol. 1990, pp. 3-14.
• Ryckman, T. A., Conditio sine qua non? Zuordnung in the early Epistemologies of Cassirer and Schlick, Synthese 88 (1991): 57–95.
• Rorty, R., La filosofia dopo la filosofia: contingenza, ironia e solidarieta, prefazione di Aldo G. Gargani Roma: G. Laterza, 1989.
• Rorty, R., La filosofia e lo specchio della natura, nota introduttiva di Diego Marconi e Gianni Vattimo, 2ª ed., Milano: Bompiani, 1992.
• Rosa, M., Politica e religione nel '700 europeo, Sansoni: Firenze, 1974.
• Sauer W., "On the Kantian Background of Neopositivism", Topoi, vol. 8, 2, Sett. 1989: 111-119.
• Senellart M., Les arts de gouverner. Du regimen médiéval au concept de gouvernement, Paris, Seuil, 1995
• Serrapica, S., Religione, natura, storia e scienza nel Settecento, Le Lettere: Firenze 2002.
• Simons, P., Philosophy and Logic in Central Europe from Bolzano to Tarski, Dordrecht, Kluwer, 1992 introduzione e cap. 6, "The Anglo-Austrian Analytic Axis".
• Smith, B., Austrian Philosophy - The Legacy of Franz Brentano, Open Court: Chicago and La Salle, 1994.
• Stich, S. and Nisbett R., "Justification and the Psychology of Human Reasoning," Philosophy of Science 47 (1980): 188-202.
• Tuck R., Philosophy and Government. 1572-1651, Cambridge, Cambridge University Press, 1993
• Wittgenstein L. Ricerche filosofiche, Einaudi, Torino, 1967.

Programma di ricerca

Vita e forme della cultura in età moderna e contemporanea
Università di riferimento
Università degli Studi di CATANIA - PROCESSI FORMATIVI - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Francesco Coniglione
Descrizione
Sulla base delle linee di indagine indicate nell’abstract il programma di ricerca si propone di perseguire uno studio delle molteplici modalità in cui la razionalità umana si manifesta nella cultura scientifica e nella cultura storica in età moderna e contemporanea. Infatti, il panorama del pensiero contemporaneo è caratterizzato dalla complessità delle relazioni tra cultura scientifica e discipline socio-umanistiche. Tale quadro di riferimento non può essere compreso senza un’indagine accurata delle origini storiche di tali problematiche le quali affondano le loro radici nella modernità. È infatti a partire dalla rivoluzione galileiana del diciassettesimo secolo che la conoscenza scientifica si impone come paradigma del sapere a cui le altre discipline guardano come modello metodologico capace di assicurare un saldo statuto epistemologico. Un simile processo investe anche i settori della cultura che indagano la realtà etico-politica e civile. Basti pensare al progetto spinoziano di costruire un’etica dimostrata secondo l’ordine geometrico, all’indagine hobbesiana della realtà politica posta sotto il segno della “filosofia meccanica” o all’ambizione di Hume di condurre uno studio della natura umana sulla falsariga della scienza newtoniana. Accanto a questa impostazione sorge ben presto una tendenza differente volta a ricendicare autonomia conoscitiva e metodologica alle discipline che indagano la realtà etico-politica. La nascita e il consolidamento degli stati nazionali, d’altro canto, aveva imposto all’attenzione una serie di tematiche relative all’ordinamento giuridico e alla convivenza politica e civile dei popoli che richiedevano di venir indagate iuxta propria principia al pari di quanto Telesio aveva messo in evidenza per lo studio della realtà naturale. Così la “Scienza nuova” vichiana con il principio del verum ipsum factum, che assicurava al soggetto la possibilità di conoscere in maniera compiuta unicamente ciò che scaturiva dalla propria prassi storico-sociale, veniva a porsi accanto all’indagine della natura di impronta galileiano-newtoniana.
Un tale approccio mira ad offrire una prospettiva sinottica volta alla ridefinzione del posto del soggetto umano nel mondo naturale e storico-sociale. Il progetto prenderà quindi in considerazione contesti culturali e disciplinari variegati, tratteggiandone le complesse interazioni reciproche. Elemento di incontro delle diverse linee di ricerca che compongono il presente progetto sarà il comune riconosocimento di una concezione della razionalità umana non algoritmica e capace di riconoscerne l’ineliminabile contingenza storica. È questa un’acquisizione che appare ormai condivisa tanto nella ricerca epistemologica che ha come oggetto precipuo le metodologie proprie delle scienze naturali, quanto nelle discipline di indagine che tematizzano in misura preferenziale la realtà storico-sociale. Al raggiungimento di tale orizzonte comune hanno contribuito gli sviluppi interni dei diversi contesti d’indagine i quali appaiono quindi come espressione di un clima culturale condiviso. Sul piano della riflessione storico-filosofica si è venuta consolidando l’idea della processualità e prospetticità delle forme della ragione e della conoscenza umana: tale concezione ha come suo correlato immediato il riconoscimento della pluralità delle visioni del mondo e delle modalità del vivere associati, si direbbe, wittgensteinianamente, delle “forme di vita”. Da qui la necessità di aprire l’orizzonte della ricerca allo sforzo di individuare una serie di criteri metacontestuali in grado di consentire un confronto tra contesti culturali e storico-politici differenti. Una simile dialettica di pensiero è apparsa influenzare negli ultimi decenni anche la riflessione epistemologica, allorché la cosiddetta “nuova filosofia della scienza” ha sottolineato l’insufficienza di un’analisi rigorosamente formale delle teorie scientifiche e l’apertura verso la dimensione storica della conoscenza scientifica stessa. Sono stati di conseguenza tematizzati esplicitamente aspetti del “contesto della scoperta” che per loro natura rimandano alla processualità storica del processo conoscitivo in atto nelle scienze naturali, con l’individuazione anche in questo caso di una pluralità di paradigmi e la relativa esigenza di fare fronte alla minaccia della reciproca “incommensurabilità” dei presupposti teorici di ciascuno di essi. Lo slittamento di paradigma dall’assunzione di un modello di indagine epistemologica orientato sulle procedure di indagine della fisica verso una maggiore attenzione rivolta alle scienze biologiche ha determinato l’imporsi di una serie di programmi di ricerca volti alla naturalizzazione della conoscenza e ha permesso in tal modo una significativa apertura verso la dimensione storico-evolutiva degli aspetti fondamentali della razionalità umana, quali il linguaggio o l’intenzionalità. Una significativa convergenza si riscontra i questo senso con le procedure d’indagine delle scienze storico-sociali che in molti casi hanno assunto con favore la prospettiva biologico-evoluzionista quale modello di interpretazione dei fenomeni oggetto del loro dominio peculiare di ricerca. Non sono mancate tuttavia le prese di posizioni che in diversi settori disciplinari afferenti tanto alle discipline di matrice scientifico-naturale quanto a quella storico-sociale hanno messo in luce i pericoli riduzionistici insiti nell’assunzione acritica di un simile modello. Da qui è emersa l’esigenza di rimodulare le premesse epistemologiche di tale nuovo paradigma di indagine tenendo conto della specificità dei rispettivi statuti disciplinari a cui esso di volta in volta viene applicandosi.
Gli studiosi coinvolti nel presente progetto di ricerca si propongono quindi di sviluppare le linee di indagine qui esposte, rivolgendo la loro attenzione a tematiche e contesti disciplinari diversi, considerati quali espressioni molteplici del quadro di riferimento unitario che si è voluto delineare.
Nello specifico, la ricerca del prof. F. Coniglione mira ad elucidare le fase di costituzione di quella “filosofia scientifica” che, nelle sue diverse incarnazioni nazionali, ha costituito il piú serio tentativo da parte filosofica di rispondere alla sfida che veniva dal pensiero scientifico, a volte correndo il rischio di smarrire la specificità stessa della rifllessione filosofica, altre volte arroccandosi in una forma di autosufficienza che finiva per giudicare le scienze come destituite di autentica razionalità. Il progetto della filosofia scientifica verrà in particolare preso in esame nelle sue diverse articolazioni storiche: da un approccio che intende mutuare le metodiche della conoscenza scientifica per applicarle ai problemi specifici delle discipline filosofiche, agli sviluppi che negano una peculiarità dell’oggetto di indagine filosofico, intendo la filosofia come metascienza o come disciplina deputata alla generalizzazione dei risultati scientifici. Momenti della storia dell’epistemologia contemporanea costituiranno ulteriore oggetto d’indagine, con particolare attenzione al positivismo classico italiano ed europeo, al neopositivismo, alle cosiddetta “nuove epistemologie” e al recente affermarsi dei paradigmi evolutivi e cognitivi.
Il professore Camardi si impegnerà nell’analisi del processo storico che condusse, dopo la formulazione dei teoremi di incompletezza da parte di Goedel, al grande sviluppo della logica e ad un potenziamento degli strumenti di calcolo disponibili, fino alla formulazione della tesi di Church e alla definizione dei primi linguaggi di programmazione.
Il professore Mazzone condurrà un’analisi delle contrapposizioni/interazioni tra paradigmi storici e biologici nello studio del linguaggio. Gli studi sul linguaggio nel Novecento, con il progetto teorico chomskiano, vedono uno slittamento da un paradigma essenzialmente storico (le lingue come fatti storico-sociali) ad uno biologico. Negli ultimi decenni assistiamo ad un nuovo slittamento: è il paradigma biologico stesso a subire una transizione da una concezione orientata formalmente (la Grammatica Universale) ad una più legata alla contingenza storica (le convenzioni linguistiche viste come analogo delle specie biologiche, che si trasmettono per replicazione).
Il professore Bentivegna si occuperà di umanologia e storicità nella cultura contemporanea, in particolare nella tradizione ispanico-americana. Inoltre, approfondirà il tema della fondazione storico-teoretica delle scienze umane nei loro rapporti con le scienze della cultura, in particolare in Hume, Piovani e Meinecke.
Il professore Raciti prenderà in esame il dinamismo di “civiltà” e “civilizzazione” nel quadro delle politiche e biopolitiche contemporanee.
Il professore Manganaro affronterà il tema del “disincanto del mondo” e il rapporto tra tecnica e metafisica a partire dalle problematiche heideggeriane fino agli ultimi esiti,in particolare nella filosofia tedesca.
Il professore Magnano San Lio si occuperà di approfondire le relazioni tra sapere storico-filosofico, e più in generale umanistico, e metodi delle scienze cosiddette naturali, nella prospettiva di una possibile trattazione, con riferimento soprattutto all'area della cultura tedesca contemporanea, del problema della storia, dell'individualità e della sua integrazione entro la dimensione politico-culturale e storico-scientifica.
Il prof. Vittone avrà come proprio oggetto i rischi della genetica liberale e il fondamento e la possibilità del valore, anche attraverso lo studio di pensatori contemporanei fra cui R. Rorty, P. Feyerabend, H. Jonas e J. Habermas.
Il prof. Crimaldi vuole occuparsi dell'idea di nichilismo nella seconda metà del Novecento italiano: ci si propone di ricostruire l'ambito problematico e le filiazioni storiografiche attraverso cui penetra in Italia la versione "patetica" del nichilismo, con i limiti che essa comporta.
Il prof. Burgio si occuperà di genealogie della modernità in relazione alle categorie di ‘appartenenza’, ‘negozio’, ‘riconoscimento’ e ‘governo’, con particolare riferimento al pensiero neostoico europeo cinque-seicentesco e alla cultura teologica e filosofica della Controriforma.