Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca»Unità di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
Grammatica
Histoire des idées linguistiques. Le développement de la g. occidentale, cur. S. Auroux, Liège, Mardaga 1992
HOLTZ L., Grammairiens irlandais au temps de Jean Scot, in Jean Scot Erigène et l'histoire de la philosophie, cur. R. Roques, Paris 1977 69-78
— Les innovations théoriques de la g. carolingienne, in L'héritage des grammairiens latins, cur. I. Rosier-Catach, Leuven 1988 133-5
JEUDY C., L'Ars de nomine et verbo de Phocas: manuscrits et commentaires médiévaux, Viator 5 (1974) 61-156
— Nouveaux fragments de textes grammaticaux, Revue d'hist. des textes 14-15 (1984-85) 131-4
JOLIVET J., G. et théologie au Moyen Age, Trav. d'hist. des théories linguist. 1 (1982) 59-67
KNEEPKENS C.H., Nominalism and Grammatical Theory in the Late 11th and Early 12th Centuries, Vivarium 30 (1992) 34-50.
Latin G. and Rhetoric. From Classical Theory to Medieval Practice cur. C. D. Lanham, London-New York 2002
LAW V., G. and Grammarians in the Early Middle Ages, London-New York 1997
— The Study of G. in Carolingian Culture: Emulation and Innovation cur. R. McKitterick, Cambridge 1994 XVII-334, 88-110
Per una storia della g. in Europa, cur. C. Milani et al., Milano 2004

Dialettica
BULLOUGH D.A., Alcuin before Frankfort, in Das Frankfurter Konzil von 794, Akten zweier Symposien 571-585.
BURTON P., The Vocabulary of the Liberal Arts in Augustine's Confessiones, in Augustine and the Disciplines: From Cassiciacum to Confessiones, cur. K. Pllmann et al., Oxford 2005 141-164
CANTIN A., Foi et d. au XIe siècle, Paris1997
CONTRENI J.J., Carolingian Biblical Studies, in Carolingian Essays, cur. U.R. Blumenthal, Washington D.C. 1983 71-83
CRISTIANI M., Le vocabulaire de l'enseignement dans la correspondance d'Alcuin, in Vocabulaire des écoles et des méthodes d'enseignement au Moyen Âge, cur. O. Weijers, Turnhout 1992
D’ONOFRIO G., Disputandi disciplina. Procédés d. et logica vetus dans le langage philosophique de Jean Scot, in Jean Scot Ècrivain, cur. G. Allard, Montreal 1983
— Fons scientiae. La d. nell’Occidente tardo-antico, Liguori, 1986
— La d. in Agostino e il metodo della teologia nell’alto medioevo, in Congr. internaz. S. Agostino, Roma 1987 I 251-282
— D. and Theology: Boethius' Opuscula sacra and Their Early Medieval Readers, Studi medievali s. 3a, 27 (1987) 45-67
DELP M.D., Alcuin: Master and Practitioner of d., in Proceedings of the PMR Conference, 16-17, cur. J. C. Schnaubelt et al., Villanova 1994, 91-103
EVANS G.R., Boethian and Euclidean Axiomatic Method in the Theology of the Later 12th Century, Arch. intern. d’hist. des sc., 30 (1980) 36
HENRY D.P., The Logic of Saint Anselm, Oxford 1967
HURAND B., Place et usage de la d. dans la méthode anselmienne, Rev. des Sc. Philos. et Théol., 90 (2006) 317-35
LAW V., The History of Linguistics in Europe from Plato to 1600, Cambridge 2003
MARENBON J., From the Circle of Alcuin to the School of Auxerre. Logic, Theology and Philosophy in the Early Middle Ages, Cambridge 1981
MICHAUD-QUANTIN P., L'emploi des termes logica et dialectica au moyen âge, in Arts libéraux et philosophie au Moyen Age, Actes du IV Congrès SIEPM, Montréal 1969, 855-62
RICHÉ P., Instruments de travail et méthodes de l’exégète à l’époque carolingienne, in Le Moyen Age et la Bible, cur. P. Richè et al., Paris 1984 147-61
WEIJERS O., De la joute d. à la dispute scholastique, Acad. des inscript. et belles-lettres, c.r. des séances, 2 (1999) 509-17

Retorica
BALDWIN C. S., Medieval R. and Poetic (to 1400) Interpreted from Representative Works, New York 1928 (ripr. 1959)
BOLGAR R.R., The Teaching of R. in the Middle Ages, in R. Revalued, cur. B. Vickers, Binghamton 1982 79-86.
CARRACEDO FRAGA J., La r. en la Hispania visigótica, Euphrosyne, 30 (2002) 115-30
Dialektik und R. im früheren und hohen Mittelalter, cur. J. Fried, München 1997.
DRONKE P., Mediaeval R., in Literature and Western Civilization, II, cur. D. Daiches, London 1973 315-45
GERL H.-B., R. und Philosophie im Mittelalter, in Rhetorik und Philosophie, cur. H. Schanze, J. Kopperschmidt, München 1989 99-120
KNAPPE G., Traditionen der klassischen Rhetorik in angelsächsischen England, Heidelberg 1996
KENNEDY G., Classical R. and its Christian and Secular Tradition from Ancients to Modern Times, Chapel Hill 1980 (1999).
KRISTELLER P.O., R. e filosofia dall'antichità al Rinascimento, Napoli 1981.
McKeon R.P., R. in the Middle Ages, Speculum, 17 (1942) 1-32
von MOOS P., La r. nel medioevo, in Lo spazio letterario nel Medioevo, cur. G. Cavallo et al., I/2, Roma 1993 231-71
MURPHY J.J., R. in the Middle Ages. A History of Rhetorical Theory from Saint Augustin to the Renaissance, Berkeley – Los Angeles 1974
QUADLBAUER F., Die antike Theorie der genera dicendi im lateinischen Mittelalter, Wien 1962
The R. of Cicero in its Medieval and Early Renaissance Commentary Tradition, cur. V. Cox et al., Leiden – Boston 2006
WALLACH L., Alcuin and Charlemagne, Ithaca (N.Y.) 1959
WARD J.O., Ciceronian R. in Treatise, Scholion and Commentary, Turnhout 1995

Programma di ricerca

Filosofia e scienza nel medioevo. Edizioni e studi
Università di riferimento
Università degli Studi di SALERNO - LATINITA' E MEDIOEVO - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Giulio D'onofrio
Descrizione
OBIETTIVI PRINCIPALI DELLA RICERCA.
Con il volume CXX del «Corpus Christianorum Continuatio Mediaevalis», ed. Brepols (Turnhout, Belgio), contenente gli anonimi Excerpta Isagogarum et Categoriarum del sec. X a c. di G. d’Onofrio è stata inaugurata la serie «Logica Antiquioris Mediae Aetatis», sotto la direzione del medesimo studioso. Il presente progetto ha tra i suoi obiettivi principali, sulla base di accordi già avviati con l’editore Brepols, la realizzazione edizioni critiche di testi anonimi altomedievali concernenti le arti del trivium destinate ad essere collocate nella prosecuzione di tale serie e nell’apertura di due serie ad essa parallele, rispettivamente intitolate «Grammatica» e «Rhetorica Antiquioris Mediae Aetatis». Per la realizzazione di tale obiettivo sarà indispensabile avviare in una prima fase un capillare lavoro di recensione dei manoscritti, mediante spoglio dei cataloghi, inventario e classificazione, con particolare attenzione al reperimento di eventuali ulteriori testimoni, oltre quelli già noti, delle opere prese in considerazione. Infine, e parallelamente al percorso filologico-critico, il progetto prevede la realizzazione di uno studio storico-speculativo sul valore delle opere prese in considerazione e sui risultati del censimento per il perfezionamento delle conoscenze sul curriculum degli studi relativi alle discipline del trivium tra i secoli VII e XI (argomenti, fonti, testimonianze), con individuazione storico-geografica dei centri di studio più direttamente coinvolti e topografia dei luoghi di maggiore specializzazione; nonché l’analisi della fortuna e della diffusione dei testi più importanti e verifica teorico-speculativa dell’incidenza degli insegnamenti ad essi collegati nella produzione filosofica dell’epoca.
Per la realizzazione di tali scopi l’Unità di ricerca si avvarrà anche dei rapporti di collaborazione internazionale, già avviati da singoli membri, (oltre che con le edizioni Brepols) con: il programma di studio «Project Glosulae. Arts du langage et théologie aux confins des s. XIe-XIIe» (resp. Irène Rosier-Catach, CNRS UMR 7597, Paris); il Centre d’Histoire des Sciences et des Philosophies Arabes et Médiévales (resp. A. Vassiliu, CNRS-UMR 7062 / Université Paris 7, Villejuif, Paris).

DEFINIZIONE TEMATICA E LIMITI CRONOLOGICI DELL’AMBITO DELLA RICERCA.
Una ricerca finalizzata all’approfondimento delle conoscenze sull’insegnamento e lo studio delle arti liberali del trivium nell’alto Medioevo, alla individuazione e edizione di testi collegati, ed alla valutazione dell’incidenza speculativa delle relative competenze disciplinari sulla produzione filosofico-teologica, trova le sue ragioni portanti nell’accostamento ad una specifica concezione speculativa dominante in tale epoca: la concezione secondo cui alle artes loquendi spetta il compito di regolamentare capacità e funzioni linguistiche e semantiche dell’uomo, in ordine alla possibilità di una ricostruzione metodologicamente coerente e sistematica del parallelismo che sussiste sul piano ontologico tra ordo rerum (struttura del reale finito), ordo idearum (modelli eterni dell’essere progettati eternamente nell’intelletto divino) e, appunto, ordo verborum (organizzazione delle conoscenze umane mediante espressioni significanti formalmente regolate e comunicabili). Tale concezione orienta l’intero ordine del pensiero speculativo in modo particolare nel corso dei secoli VI-XI, quando (anteriormente ai nuovi sviluppi tematici aperti nelle scuole cittadine e alla riscoperta dell’autonomia degli ambiti scientifici), la riflessione degli intellettuali sui grandi temi dell’esistenza e della vita umana e sulle verità più immutabili e nascoste del cosmo è stata generalmente concepita come un percorso unitario e omogeneo di accostamento progressivo della mente al divino, caratterizzato da una stretta complementarietà di ragione naturale e fede nella rivelazione. In tale contesto infatti – in mancanza di una effettiva coscienza epistemologica (quale sarà poi recuperata, a partire dalla riscoperta degli Analitici secondi, nell’avanzato dodicesimo secolo) – alla filosofia corrispondono un oggetto e un’area di indagine non distinti da quelli della teologia o di altre scienze primarie delle condizioni dell’essere (filosofia prima o metafisica, ontologia, ecc.); più genericamente, invece, la filosofia viene concepita come l’attività di studio, definizione e comprensione della veritas, intesa come ciò che non muta e non subisce alterazioni accidentali o falsificazioni. La limitazione cronologica ai secoli del periodo altomedievale non assolve dunque soltanto alla finalità pratica di fissare i confini della ricerca, ma delinea con chiarezza un ben definito quadro speculativo di riferimento: all’interno del quale è indispensabile definire con chiarezza, per comprendere i procedimenti del sapere in tutte le possibili sfere di applicazione, le relazioni tra il linguaggio e le regole formali, i procedimenti e i condizionamenti che sono peculiari dell’intelligenza umana quando riflette con i propri percorsi l’ordine eterno della creazione. È infatti evidente l’opportunità storico-filosofica di operare una compiuta verifica su entità, dimensioni e diffusione della strumentazione metodologica a disposizione in tale epoca, ossia sulla costituzione del programma di studi delle arti del trivium, finalizzate, per gli autori operanti all’interno di tale generalizzata concezione del sapere, a organizzare le regole espressive e formali che la conoscenza umana deve rispettare per poter assicurare una ricostruzione adeguata delle leggi naturali imposte dalla volontà divina al creato.

ARTICOLAZIONE DEL PROGRAMMA DI RICERCA.
A. Prima fase. Censimento e classificazione delle fonti.
1. Censimento delle fonti manoscritte e recensione dei codici per l’individuazione di testi non segnalati o editi in forma inadeguata o di eventuali testimoni ancora non noti di opere prese in considerazione. La recensione dei codici e la conseguente individuazione e classificazione dei testi di maggiore interesse saranno condotte sui cataloghi delle biblioteche moderne, sui cataloghi elettronici di manoscritti (sia quelli messi a disposizione on line dalle biblioteche proprietarie, sia i database dedicati, come l’Iter italicum elettronico), sulle edizioni moderne dei cataloghi medievali di biblioteche cattedrali o monastiche, sulle ricostruzioni di biblioteche medievali, ecc.
2. Repertorio di citazioni di testi delle arti del trivium nelle opere di autori altomedievali (condotta in base a conspectus auctorum e apparatus fontium delle edizioni classiche e moderne), individuazione di citazioni esplicite e implicite degli autori e testi grammaticali attraverso l’individuazione di concordanze testuali mediante database informatici. I dati raccolti verranno posti a confronto con la mappa della diffusione delle fonti primarie su base codicologica onde verificare entità e modalità di diffusione dell’insegnamento del trivium nell’epoca presa in considerazione.
3. Individuazione e studio di regole, temi e argomenti grammaticali, logici e retorici, applicati dagli autori tra VII e XI sec. all’interno di sviluppi filosofico-teologici, ma anche in ambito letterario, storico, epistolare, sermocinale, agiografico, ecc. Su questa base sarà avviata la ricostruzione della funzione speculativa dello studio altomedievale delle arti del trivium.

B. Seconda fase. Realizzazione o avvio delle edizioni critiche dei testi inediti prescelti (tutti anonimi) destinate alle serie indicate del CCCM (Brepols) con studio filologico-critico e storico-filosofico introduttivo. In particolare al momento attuale è possibile prevedere una particolare attenzione per i seguenti testi:
a) Glosse grammaticali del ms. Paris, BNF, lat. 12949 (sex. XI).
b) Parti grammaticali del commento agli Opuscula sacra trasmesso dal ms. Como, Bibl. del seminario vescovile, 15 (sec. XI ex.).
c) Octo sunt partes orationis (Distributio omnium specierum nominis inter cathegorias Aristotelis): testo interessante per la convergenza di interessi grammaticali e dialettici (databile tra IX e XI sec., forse area di Gerberto di Aurillac).
d) Dialogus inter Magistrum et Discipulum de Dialectica et Rhetorica (inc. "Si omnis vita nostra philosophiae disciplinis...") (databile tra IX e X sec., forse area carolingia).
e) Brevi trattati anonimi dialettici e grammaticali dei ms. lat. 3471, 3472 e 3850, e Barb. lat. 388, 442, 453, 573, 477, 556.
f) Dialectica est bene disputandi scientia, De partibus logicae e Quis sit dialecticus (mss. Zurich, Zentralbibl., 98, e Bruxelles, Bibl. R., 10615-10729, sec. XI).
g) Glosse inedite al De inventione di Cicerone (ms. Oxford, Bodleian Library, Lat. 49, sec. IX-X, forse il primo commento medievale alle opere retoriche ciceroniane).
h) Commentum in Ciceronis rhetoricam (attribuito a Manegoldo di Lautenbach, fine sec. XI).

C. Complementare in modo costitutivo alla ricerca dovranno essere dei precisi percorsi di studio teorico-critico sul contributo offerto dalle norme delle arti del trivium all’argomentazione filosofica. In questa prospettiva parte dell’attività del personale impegnato nella ricerca sarà dedicata alla realizzazione di nuove edizioni e traduzioni commentate di opere particolarmente significative sotto la prospettiva della funzionalità epistemologica degli insegnamenti dialettici e grammaticali e degli incipienti interessi per la grammatica speculativa. In particolare è progettata la realizzazione della prima traduzione italiana commentata del Periphyseon di Giovanni Scoto Eriugena (d’Onofrio); quindi un’edizione commentata delle Expositiones in Hierarchiam coelestem dello stesso Giovanni Scoto, delle opere didattiche di Alcuino di York, dei Libri carolini, del De veritate di Anselmo d’Aosta (Bisogno, Borriello, Catalani, de Filippis, Loisi, Mainoldi, Monaco).
Questo lavoro sarà affiancato da progetti monografici di ricostruzione delle linee di sviluppo della grammatica e della retorica nei secoli VII-XI, a completamento degli studi già esistenti per la dialettica. Per la grammatica l’analisi sarà comprensiva di particolare attenzione per le singole parti della disciplina (figure grammaticali, etimologia, definizione ecc.) e per la definizione dei confini della grammatica speculativa (teoria del soggetto e del verbo, teoria della significazione ecc.); e ancora, per i rapporti tra la lingua latina e il volgare, in particolare in area germanica (cfr. ambiente di Sankt-Gallen), per la determinazione del primo emergere di una funzionalità metalinguistica dell’espressione significante (Gambale, Mainoldi, Santoro, Todini). Per la retorica sarà indispensabile approfondire il ruolo svolto dagli auctores minori fino a Rabano Mauro (De institutione clericorum) per la cristianizzazione della disciplina, ed esporre su questa base le funzionali modificazioni alto-medievali del patrimonio dottrinario retorico, nonché le modalità di insegnamento dell’ars bene dicendi, e la sua incidenza sull’attività speculativa in base ad un adeguato riconoscimento degli elementi di specificità che la caratterizzano rispetto alle altre due discipline nell’utilizzazione attuativa dei suoi insegnamenti sia nelle composizioni letterarie in generale, sia, più in particolare, nella speculazione teologica e nell’elaborazione cosciente della sua funzionalità etico-pratica (de Filippis, Della Monica, Sanguineti, Todini). Anche nei confronti della dialettica saranno comunque opportune messe a punto della lenta ma costante evoluzione subita dalle regole accolte all’interno del corpus dall’età tardo-antica sino all’epoca anselmiana, del suo rapporto con l’argomentazione filosofica e la sua funzione dominante all’interno della paideia cristiana: sotto questo punto di vista di particolare interesse sarà di fatto la possibilità di avviare una valutazione definitiva dell’impatto esercitato dagli studi logici all’interno della grande «epopea metafisica» di Giovanni Scoto e nella sistemazione teologica anselmiana (con particolare riferimento alla teoria della rectitudo, nelle sue diverse applicazioni tematiche) (Bisogno, Catalani, d’Onofrio, Monaco, Schiavolin).