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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
AERTSEN / SPEER 1998 = J.A. AERTSEN / A. SPEER (Hrsg.), Was ist Philosophie im Mittelalter?, de Gruyter («Miscellanea Mediaevalia», 26), Berlin-New York 1998.
AVICENNA 2006 = AVICENNA, Metafisica, a cura di O. LIZZINI / P. PORRO, Bompiani, Milano 2006.
BENEDETTO 2005 = M. BENEDETTO, Lo statuto della sapienza nel «Fons vitae» di Ibn Gabirol, «Quaestio», 5 (2005), pp. 259-272.
CASTELLANO 2005 = V. CASTELLANO, La felicità speculativa e l’ideale del filosofo nell’aristotelismo tardomedievale e rinascimentale, «Quaestio», 5 (2005), pp. 640-645.
DOMANSKI 1996 = J. DOMANSKI, La philosophie, théorie ou mode de vie. Les contreverses du Moyen Âge et au début de la Renaissance, Editions Universitaires, Fribourg 1996.
GULDENTOPS / STEEL 2003 = G. GULDENTOPS / C. STEEL (eds.), Henry of Ghent and the Transformation of Scholastic Thought, Leuven University Press, Leuven 2003.
GUTAS 1988 = D. GUTAS, Avicenna and the Aristotelian Tradition. Introduction to Reading Avicenna’s Philosophical Works, Brill, Leiden 1988.
GUTAS 1998 = D. GUTAS, Greek Thought, Arabic Culture: The Graeco-Arabic Translation Movement in Baghdad and Early ‘Abbâsid Society (2nd-4th / 8th-10th c), Routledge, London 1998 (trad. it. Einaudi, Torino 2002).
HADOT 1995 = P. HADOT, Qu’est-ce que la philosophie antique?, Gallimard, Paris 1995 (trad. it. Einaudi, Torino 1998).
HADOT 2002 = P. HADOT, Exercises spirituels et philosophie antique, nouv. éd., Albin Michel, Paris 2002 (trad. it. Einaudi, Torino 2002).
HORN 1998 = C. HORN, Antike Lebenskunst. Glück und Moral von Sokrates bis zu den Neuplatonikern, Beck, München 1998 (trad. it. Carocci, Roma 2004).
IERODIAKONOU 2002 = K. IERODIAKONOU (ed.), Byzantine Philosophy and Its Ancient Sources, Clarendon Press, Oxford 2002.
KAPRIEV 2005 = G. KAPRIEV, Philosophie in Byzanz, Königshausen & Neumann, Würzburg 2005.
DE LIBERA 1991 = A. DE LIBERA, Penser au Moyen Age, Seuil, Paris 1991; 1996.
PODSKALSKY 1977 = G. PODSKALSKY, Theologie und Philosophie in Byzanz, Beck, München 1977.
PORRO 1996a-b-c = P. PORRO, Possibilità e «esse essentiae» in Enrico di Gand; A Historiographical Image of Henry of Ghent; Bibliography, in VANHAMEL 1996, risp. pp. 211-253; 373-403 e 405-434.
PORRO 2000 = P. PORRO, Metaphysics and Theology in the Last Quarter of the 13th Century: Henry of Ghent Reconsidered, in J.A. AERTSEN / A. SPEER (Hrsg.), Geistesleben im 13. Jahrhundert, de Gruyter («Miscellanea Mediaevalia», 27), Berlin-New York 2000, pp. 265-282.
PORRO 2001 = P. PORRO, Il posto della metafisica nella divisione delle scienze speculative di Tommaso d’Aquino, in G. D’ONOFRIO (a cura di), La divisione della filosofia e le sue ragioni, Avagliano, Cava de’ Tirreni 2001, pp. 194-265.
PORRO 2002a = P. PORRO, Le «Quaestiones super Metaphysicam» attribuite a Enrico di Gand: elementi per un sondaggio dottrinale, «Documenti e studi sulla tradizione filosofica medievale», 13 (2002), pp. 507-602.
PORRO 2002b = P. PORRO, Universaux et esse essentiae: Avicenne, Henri de Gand et le “Troisième Reich”, in Le réalisme des universaux. Philosophie analytique et philosophie médiévale, «Cahiers de Philosophie de l’Université de Caen», 38-39 (2002), pp. 9-51.
PORRO 2003a-b = P. PORRO, Henry of Ghent on Ordained and Absolute Power e Bibliography on Henry of Ghent, 1994-2002, in GULDENTOPS / STEEL 2003, risp. pp. 387-408 e pp. 409-426.
PORRO 2003c = P. PORRO, Essere e essenza in Giovanni Picardi di Lichtenberg: note sulla prima ricezione del tomismo a Colonia, in M. PICKAVÉ (Hrsg.), Die Logik des Transzendentalen, de Gruyter, Berlin-New York 2003, pp. 226-245.
PORRO 2004b = Duns Scot et le point de rupture avec Avicenne, in O. BOULNOIS / E. KARGER / J.-L. SOLÈRE / G. SONDAG (éd.), Duns Scot à Paris 1302-2002, Brepols, Turnhout 2004, pp. 195-218.
PORRO 2005 = P. PORRO (a cura di), Metaphysica – sapientia – scientia divina. Soggetto e statuto della filosofia prima nel Medioevo, Brepols, Turnhout / Pagina, Bari 2005 (= «Quaestio», 5/2005).
PORRO 2006 = P. PORRO, Doing Theology (and Philosophy) in the First Person: Henry of Ghent’s Quodlibeta, in C. SCHABEL (ed.), Theological Quodlibeta in the Middle Ages. The Thirteenth Century, E.J. Brill, Leiden 2006, pp. 171-231.
STURLESE 1996 = L. STURLESE, Storia della filosofia tedesca nel Medioevo. Il secolo XIII, Olschki, Firenze 1996.
STURLESE 2007 = Homo divinus. Philosophische Projekte in Deutschland zwischen Meister Eckhart und Heinrich Seuse, Kohlhammer, Stuttgart 2007,
TOMMASO D’AQUINO 2002 e 2007 = TOMMASO D’AQUINO, L’ente e l’essenza, a cura di P. PORRO, Bompiani, Milano 2002; Commenti a Boezio, a cura di P. PORRO, Bompiani, Milano 2007.
TRIZIO 2007 = M. TRIZIO, Byzantine Philosophy as a Contemporary Historiographical Project, «Recherches de Théologie et Philosophie médiévales», 74 (2007), pp. 247-294.
VANHAMEL 1996 = W. VANHAMEL (ed.), Henry of Ghent, Leuven University Press, Leuven 1996.
ZONTA 1996 = M. ZONTA, La filosofia antica nel Medioevo ebraico, Paideia, Brescia 1996.

Programma di ricerca

Filosofia e scienza nel medioevo. Edizioni e studi
Università di riferimento
Università degli Studi di BARI - SCIENZE FILOSOFICHE - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Pasquale Porro
Descrizione
L’obiettivo di fondo del progetto è quello di verificare alcune delle principali trasformazioni (relativamente al soggetto, allo statuto e alla funzione storico-sociale) a cui la filosofia è andata incontro nei quattro fondamentali ambiti culturali e socio-religiosi della Tarda Antichità e del Medioevo: quello latino-cristiano, quello bizantino, quello arabo-islamico e quello ebraico. Più in particolare, l’intento è quello di sottoporre a una revisione critica la tesi avanzata in modi diversi da Pierre Hadot, Juliusz Domanski e Christoph Horn, secondo cui la filosofia, intesa prevalentemente nel mondo antico come uno stile o una pratica di vita, cesserebbe di essere tale nel Medioevo, per trasformarsi in una disciplina sostanzialmente teorica. Tale trasformazione sarebbe stata determinata soprattutto dall’avvento e dalla diffusione del cristianesimo, che avrebbe reso superflua la filosofia come fonte di felicità e strumento di salvezza intramondana, costringendola appunto a rideterminarsi come puro ambito disciplinare: in altri termini, come un semplice oggetto di studio (dalla valenza essenzialmente propedeutica), più che come un’opzione esistenziale. L’ipotesi di partenza che s’intende invece cercare di verificare è che questo approccio, certamente fecondo per la filosofia antica, rischia invece di risultare troppo generico e indifferenziato per quel che riguarda il Medioevo, non tenendo sufficientemente conto della pluralità dei suoi aspetti tanto sotto il profilo strettamente storico quanto sotto quello geo-politico e religioso. Inoltre, sviluppando alcune indicazioni tracciate in questi ultimi anni ad esempio da Alain de Libera e, in Italia, proprio dalle Unità di Ricerca di Lecce e Bari coinvolte in questo progetto, ci si propone di mostrare come l’ideale dell’esercizio della filosofia come scelta di vita finalizzata alla felicità non sia affatto venuto meno nel Medioevo, e non sia stato neppure confinato e circoscritto esclusivamente ad ambiti determinati e minoritari (ad es., l’averroismo nella cultura filosofica araba, alcuni maestri della Facoltà delle Arti nel mondo latino).
Per realizzare questo obiettivo di fondo (entro i limiti di una programmazione biennale), si è scelto, anche sulla base delle esperienze già acquisite, di concentrare l’attenzione su alcune figure ritenute rappresentative di approcci differenti alla questione dello statuto e del ruolo della filosofia per ciascuno dei quattro principali ambiti prima menzionati. I componenti del Gruppo di Ricerca seguiranno così ciascuno una linea specifica del progetto; in particolare:
• il dr. Trizio si occuperà della persistenza di una corrente strettamente filosofica (soprattutto di ascendenza procliana) nella tradizione bizantina, considerando soprattutto il caso di Eustrazio di Nicea, e curando a tal fine anche l’edizione critica della versione latina del Commento dello stesso Eustrazio ai libri I e VI dell’«Etica Nicomachea» di Aristotele;
• in parallelo, la dr.ssa Martone prenderà in esame alcuni aspetti del controverso rapporto tra neoplatonismo pagano e neoplatonismo cristiano, con particolare riferimento ai temi dello statuto dell’anima e dell’identità individuale (a partire soprattutto da Giamblico);
• la dr.ssa Benedetto si occuperà (insieme alla dr.ssa Olga Lizzini) della tradizione arabo-islamica e di quella ebraica, soffermandosi principalmente sulla ricezione di alcune dottrine avicenniane e averroiste in ambito ebraico e sul valore attribuito alla “sapienza profana” nelle enciclopedie ebraiche prodotte tra XIII e XIV secolo, in particolare presso le corti di Federico II e Roberto d’Angiò;
• le dr.sse Leone e Arezzo concentreranno la loro attenzione sulla scolastica latina, e soprattutto su Enrico di Gand, occupandosi degli aspetti connessi al modo in cui il teologo fiammingo (figura di spicco nella grande crisi del 1277, che è anche e soprattutto un conflitto sulla delimitazione degli ambiti e delle funzioni tra filosofia e teologia) concepisce sia in generale la dimensione della vita attiva, sia la funzione e lo status del “magister theologiae” in rapporto a quello dei maestri delle Arti. Più in particolare, la dr.ssa Leone, insieme al Responsabile dell’Unità di Ricerca, lavorerà anche all’edizione critica del «Quodlibet VIII» di Enrico, mentre la dr.ssa Arezzo si occuperà del ruolo effettivamente svolto da Enrico negli eventi del 1277 e degli elementi più originali della sua sintesi teologica, sulla scorta di ricerche già avviate da entrambe: cfr. ad esempio M. LEONE, Metaphysics, Theology and the Natural Desire to Know Separate Substances in Henry of Ghent, «Quaestio», 5 (2005), pp. 513-526 e A. AREZZO, La felicità del teologo. Gloria, grazia e scienza in Enrico di Gand, in M. BETTETINI / F. PAPARELLA (a cura di), La felicità nel Medioevo, FIDEM, Louvain-la-Neuve 2005, pp. 411-424;
• la dr.ssa Castellano si occuperà delle trasformazioni della figura del filosofo tra Medioevo e Rinascimento, con particolare attenzione alla lunga durata della concezione della filosofia come «meditatio mortis», ma anche alla persistenza, nel mondo latino, dell’immagine del sapiente in grado di trasformare operativamente se stesso e la realtà che lo circonda, prendendo in considerazione soprattutto le tradizioni dell’ermetismo latino e dell’aristotelismo tardomedievale e rinascimentale;
• il Responsabile scientifico dell’Unità di Ricerca curerà infine la ricostruzione di alcuni aspetti del dibattito sullo statuto e sul soggetto della filosofia, in rapporto alla scienza teologica, nella scolastica latina, con particolare riferimento ai dibattiti sviluppatisi nell’ultimo terzo del XIII secolo e nei primi anni del XIV intorno alle posizioni di Tommaso d’Aquino e alla sua eredità. Sulla scorta delle ricerche già portate avanti in questi ultimi anni, le figure principali prese in considerazione, oltre allo stesso Tommaso d’Aquino, saranno da una parte Enrico di Gand e Giovanni Duns Scoto, e dall’altra alcuni maestri della scuola domenicana tedesca, come Teodorico di Freiberg (portatore di una linea alternativa, all’interno del medesimo ordine, rispetto a quella di Tommaso) e Giovanni Picardi di Lichtenberg (sostenitore invece di una maggiore fedeltà alle tesi tomiste). Nell’ambito di questo medesimo interesse, il responsabile lavorerà anche, come già anticipato, all’edizione critica del «Quodlibet VIII» di Enrico di Gand (insieme alla dr.ssa Leone), e al completamento dell’edizione critica delle «Quaestiones disputatae» (qq. 19-38) di Giovanni Picardi di Lichtenberg. Si auspica anche di poter mettere in cantiere l’edizione critica dei «Quodlibeta» (tuttora inediti) del maestro carmelitano Sibert de Beek, sempre nell’ambito del «Corpus Philosophorum Teutonicorum Medii Aevi».

Il fuoco prospettico unitario di tutte queste linee sarà appunto rappresentato dal comune approccio “metafilosofico” (nel senso tecnico e ristretto del termine), cioè – come detto – dall’attenzione alle modalità effettive in cui la filosofia è stata considerata e praticata in regioni, tradizioni, istituzioni diverse. In tal modo, ci si augura di ottenere un quadro il più possibile rispettoso (sulla base delle stesse evidenze testuali) di un un’epoca intrinsecamente policentrica e multiculturale, a dispetto dei duraturi pregiudizi storiografici – non ancora del tutto dissipati – che continuano a proporre l’immagine di un Medioevo monolitico e indifferenziato.
Accanto a queste linee specifiche, l’Unità si propone infine di sviluppare anche ricerche trasversali di più ampio respiro, che – sempre sulla base del medesimo approccio metodologico – risultino dalla confluenza delle competenze dei singoli partecipanti. Si segnala a tale proposito soprattutto l’intenzione di realizzare volumi collettivi (con la partecipazione non solo dei membri dell’Unità, ma anche di altri studiosi italiani e stranieri) rispettivamente sulla storia del concetto di materia e sull’eredità di Duns Scoto (in occasione del settimo centenario della morte; anche qui l’attenzione sarà rivolta principalmente alla risistemazione del sapere filosofico, e in particolare alle implicazioni della nuova articolazione tra “metaphysica generalis” – scienza dell’ente trascendentale – e “metaphysica specialis” – scienza del divino).


13.2. Coordinamento con le altre Unità di Ricerca e con altre strutture internazionali

Il coordinamento e l’integrazione con le altre Unità di Ricerca afferenti allo stesso PRIN sarà assicurato in prima istanza dalla condivisione delle medesime prospettive metodologiche generali (attenzione prioritaria alle evidenze testuali e alla materialità dei testi, e dunque al lavoro di edizione critica di testi medievali ancora inediti; riconoscimento non solo della pluralità “regionale” delle culture medievali, ma anche, all’interno di ciascun ambito regionale, della coesistenza di tradizioni diverse, spesso irriducibili; idea di una stretta e non estrinseca interrelazione tra filosofia e saperi scientifici) e, in secondo luogo, dal comune interesse intorno ad almeno due temi: 1) la tradizione del neoplatonismo medievale, che si ritrova trasversalmente nei progetti di ciascuna delle Unità coinvolte nel progetto; 2) la scuola domenicana tedesca, che è uno degli obiettivi principali delle ricerche dell’Unità di Lecce. Come già ricordato, l’edizione delle «Quaestiones disputatae» di Giovanni Picardi di Lichtenberg (e, in prospettiva, quella dei «Quodlibeta» di Sibert de Beek) è prevista nell’ambito del «Corpus Philosophorum Teutonicorum Medii Aevi», curato attualmente appunto a Lecce. Sempre in collaborazione con l’Unità di Lecce, s’intende inoltre portare a termine l’edizione italiana commentata di alcuni scritti (soprattutto di filosofia naturale e metafisica) di Teodorico di Freiberg.
Per quanto riguarda invece la collocazione a livello internazionale del Progetto, si segnala che il Responsabile dell’Unità di Bari è anche Coordinatore del Progetto Scientifico internazionale «Soggetto e statuto della filosofia nel Medioevo. Nuove prospettive di ricerca nell’edizione critica dei testi e nelle metodologie di indagine storiografica», che raggruppa, oltre alla stessa Università di Bari, il Thomas-Institut der Universität zu Köln, il De Wulf-Mansioncentrum della Katholieke Universiteit Leuven, l’Université de Paris IV-Sorbonne, e l’Univ. St. Kliment Ochdriski di Sofia e che è stato selezionato dal MIUR (per quel che concerne le sole spese di mobilità) nell’ambito del bando InterLink 2004-2006. L’esistenza di questa rete già consolidata di rapporti internazionali di ricerca è un presupposto fondamentale non solo per i progetti di edizione critica (come già evidenziato, l’edizione del «Quodlibet VIII» di Enrico di Gand e quella del Commento di Eustrazio all’«Etica Nicomachea» si collocano nell’ambito di due serie promosse e coordinate dal De Wulf-Mansioncentrum della K. U. Leuven, insieme al Thomas-Institut der Universität zu Köln), ma anche per la realizzazione delle ricerche sotto il profilo strettamente storico-dottrinale: le quattro istituzioni estere citate vantano una lunga tradizione di studi sui temi specifici oggetto del progetto di ricerca (Tommaso e la scuola domenicana tedesca; Enrico di Gand e Giovanni Duns Scoto; Eustrazio e in generale il pensiero bizantino; Avicenna e la sua influenza sui maestri scolastici; la filosofia in ambito ebraico; la tradizione del neoplatonismo nel mondo arabo e in quello latino).


13.3. Obiettivi specifici conseguibili nel biennio

Più in particolare, gli obiettivi finali concretamente raggiungibili dall’Unità di Ricerca, nelle sue varie componenti, nell’arco del biennio a cui fa riferimento il Progetto potrebbero essere schematizzati come segue: <br />
13.3.1 – Edizioni critiche:
a) completamento e presumibile pubblicazione dell’edizione critica del «Quodlibet VIII» di Enrico di Gand;
b) completamento e presumibile pubblicazione dell’edizione critica delle «Quaestiones disputatae» (qq. 19-38) di Giovanni di Lichtenberg;
c) completamento dell’edizione critica del commento di Eustrazio di Nicea (nella versione latina di Roberto Grossatesta) al I e al VI libro dell’«Etica Nicomachea» di Aristotele;
d) avvio del lavoro editoriale relativo ai «Quodlibeta» di Sibert de Beek.

13.3.2. – Studi dottrinali e traduzioni commentate di testi medievali:
a) realizzazione e presumibile pubblicazione di studi (e eventualmente di un volume monografico) sullo statuto disciplinare della filosofia in Tommaso d’Aquino, in rapporto alla tradizione greco-araba;
b) preparazione di un volume e di alcuni articoli sulla tradizione degli studi filosofici in ambito bizantino, con particolare riferimento a Eustrazio di Nicea;
c) preparazione di studi sul ruolo della filosofia nella cultura ebraica medievale, con particolare riferimento alla ricezione della filosofia araba (Avicenna e soprattutto Averroè) e agli enciclopedisti e ai traduttori attivi presso la corte sveva e quella angioina;
d) preparazione della traduzione italiana, con introduzione e commento, di alcuni scritti di Teodorico di Freiberg (progetto in comune con l’Unità di Ricerca di Lecce);
e) realizzazione di una serie di studi (monografie, contributi in volumi nazionali e internazionali, articoli) sul pensiero di Enrico di Gand, in particolare sui seguenti aspetti: il concetto di “vita activa” e la filosofia pratica; il ruolo negli eventi del 1277; la dottrina dell’intelletto, in relazione a Teodorico di Freiberg; rapporti con la tradizione agostiniana; il ruolo del “magister theologiae” nelle questioni di etica economica; la dottrina della subalternazione e lo statuto epistemologico della teologia;
f) preparazione e presumibile pubblicazione di una traduzione italiana commentata del «Tractatus de primo principio» di Giovanni Duns Scoto;
g) realizzazione e possibile pubblicazione di un volume collettivo su «L’eredità di Giovanni Duns Scoto»;
h) realizzazione e possibile pubblicazione di un volume collettivo sulle differenti interpretazioni filosofiche del concetto di materia tra tarda antichità, Medioevo e età moderna;
i) realizzazione di uno studio sulla psicologia di Giamblico e la storia della sua ricezione;
l) preparazione di uno studio sulla storia della definizione della filosofia come “meditatio mortis” tra Medioevo e Rinascimento;
m) preparazione e possibile pubblicazione dell’edizione italiana aggiornata di alcuni strumenti interpretativi ritenuti particolarmente utili ai fini del progetto (ad es. G. Kapriev, «Die Philosophie in Byzanz»; S. Gersh, «From Iamblichus to Eriugena»).