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UNITA' DI RICERCA
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Bibliografia
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Programma di ricerca
IDENTITA' DIGITALI E COMUNITA' VIRTUALI, PROFESSIONALI E FORMATIVEUniversità di riferimento
Università degli Studi di BARI - PSICOLOGIA - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Maria Beatrice LigorioDescrizione
La letteratura analizzata ci porta ad ipotizzare un modello di Blended Learning in cui fattori identitari, processi di sviluppo della comunità e artefatti tecnologici possano essere reciprocamente connessi ed interdipendenti come nodi di una rete flessibile. Si può inoltre ipotizzare che le configurazioni assunte da tale rete possano avere un’influenza sull’apprendimento in termini di efficacia.Obiettivi
Seppure esista in letteratura una buona consapevolezza degli aspetti qui descritti, non è ancora ben chiaro come essi possano essere valorizzati nella pratica educativa. L’obiettivo generale di questa unità di ricerca è dunque di costruire e sperimentare un modello di formazione blended in cui i processi psicosociali legati alla costruzione dell’identità, dell’appartenenza e degli artefatti culturali siano messi al servizio di un apprendimento efficace. La ricerca sarà contestualizzata nella formazione universitaria, considerata come il livello di scolarità che, a causa dei grandi numeri di studenti frequentanti, maggiormente necessita di ritrovare la dimensione psicosociale dell’apprendimento (Ligorio, Cacciamani e Cesareni, 2006).
Nello specifico, ci si propone di raggiungere i seguenti obiettivi:
- l’operazionalizzazione delle relazioni sistemiche tra i processi: identitari, di partecipazione, di sviluppo della comunità e di produzione/trasformazione di artefatti culturali nei contesti di apprendimento on-line ed off-line;
- la progettazione e la sperimentazione di un modello di formazione blended in cui studenti universitari possano esperire un processo di apprendimento sistemico.
Fasi della ricerca
Per raggiungere tali obiettivi, l’unità di ricerca svolgerà alcuni compiti che saranno pianificati secondo quattro fasi:
1. Analisi delle interazioni tra studenti in corsi universitari blended (8 mesi). In questa fase il gruppo di ricerca sarà impegnato nella raccolta dei dati e nell’analisi dei sistemi di costruzione distibuita del sé, dell’appartenenza e degli artefatti culturali. L’obiettivo sarà la descrizione operazionale di tali sistemi e delle reti di interazione che li caratterizzano. A tale scopo saranno messe a punto metodologie di analisi ad hoc che possano tener conto della qualità e della quantità delle interazioni e degli aspetti processuali.
2. Progettazione di un modello di formazione blended (6 mesi). In questa seconda fase il gruppo di ricerca userà i risultati emersi nella prima fase per modellizzare dei percorsi di lavoro in cui la costruzione dell’identità, del senso di appartenenza e degli artefatti culturali siano a supporto dell’apprendimento on-line e off-line [per esempio: attività di role-playing, feedback intermedi sulla partecipazione, compiti basati sulla costruzione collaborativa ed individuale di prodotti culturalmente significativi (testi, ipertesti, mappe, etc)].
3. Sperimentazione del modello di formazione progettato. In questa fase l’unità di ricerca sarà impegnata nell’avvio di corsi blended basati sul modello progettato nella fase 2. Il gruppo di ricerca monitorerà i corsi e la performance degli studenti (4 mesi)
4. Raccolta ed analisi dei dati (6 mesi). Alla fine dei corsi saranno raccolti ed analizzati i dati utili per la verifica dell’efficacia del modello formativo blended progettato, in termini di apprendimento significativo.
Analisi dei dati
La metodologia di analisi seguirà le tracce del pragmatismo di Peirce, Dewey e James (cit. in Creswell, 2003), secondo i quali è necessario che il ricercatore sia libero nel volgere lo sguardo ora all’uno ora all’altro aspetto del suo oggetto di studio e quindi di usare diverse procedure e tecniche di analisi. In questo modo, il ricercatore è anche libero dalle diatribe che dicotomizzano la ricerca in qualitativa o quantitativa, facendo le sue scelte in base a ciò che serve piuttosto che in base a dei dogmi.
La scelta dei dati, degli strumenti e dei metodi di analisi sarà quindi dettata dalla complessità dello specifico oggetto di studio e dalla forte valenza contestuale, e quindi difficilmente elicitabile in laboratorio, di processi interazionali che coinvolgono l’individuo, la comunità e gli artefatti.
I partecipanti saranno studenti universitari che frequentano corsi blended, cioè parzialmente in aula e parzialmente all’interno di una piattaforma on-line. Quindi i dati raccolti avranno una natura molteplice, al fine di rispettare la complessità degli obiettivi di ricerca:
• videoregistrazioni delle attività in aula;
• note postate nei forum on-line;
• prodotti e artefatti costruiti in rete e in presenza;
• interviste agli studenti e focus-group.
Gli strumenti di analisi saranno scelti in modo da essere adatti ai molteplici oggetti di studio presi in esame, come raccogliendoli di volta in volta da una “cassetta degli attrezzi” (Dal Lago e De Biasi, 2002). Tecniche qualitative, quali l’analisi del discorso e del testo, accompagneranno metodi quantitativi come le analisi del contenuto e delle Reti Sociali. In particolare, partendo da un approccio teorico di tipo socio-costruttivista e considerando il linguaggio come il principale artefatto di mediazione tra pensiero, azione, interazione e cultura (Vygotskij, 1934; 1956; 1983), in questa ricerca sarà sottolineata l’analisi del discorso e dell’interazione verbale come strumento essenziale per osservare le attività di apprendimento e i modi in cui esse assumono un significato intersoggettivo per gli individui. Un uso innovativo della Social Network Analysis permetterà di fare emergere non solo le interazioni tra i vari partecipanti ma anche tra parti dei discorsi, allo scopo di rendere conto di come i diversi fenomeni studiati siano tra loro in relazione sistemica.
La verifica dei risultati provenienti dall’analisi del discorso avverrà attraverso la tecnica dell’auditing, ovvero il controllo delle procedure di ricerca e delle interpretazioni dei dati da parte di uno o più ricercatori esperti nel campo ma esterni al gruppo di ricerca. L’analisi del contenuto sarà effettuata da due o più codificatori addestrati e validata calcolando gli accordi inter-codificatori. I risultati dell’analisi delle reti sociali, essendo soprattutto quantitativi, potranno essere validati con le tecniche della validazione statistica classica (secondo la teoria dell’errore).
Inoltre, l’intera ricerca sarà sottoposta a:
- una validazione culturale-scientifica basata su un continuo scambio con un ampia comunità di ricerca esperta nei settori di riferimento, tramite pubblicazioni in riviste e testi scientifici nazionali ed internazionali e presentazioni a convegni nazionali e internazionali;
- una validazione in termini di applicabilità e sostenibilità di modelli sistemici per la formazione BL, attraverso la progettazione ed applicazione di un modello BL applicato alla quotidiana attività didattica dei componenti del gruppo di ricerca in specifici corsi universitari.
Risultati attesi
Ci si aspetta di poter raggiungere dei risultati che possano avere un impatto sia sullo sviluppo delle teorie riguardanti le dinamiche psicosociali dell’apprendimento che sull’innovazione delle pratiche educative:
• Risultati di rilevanza teorica. A partire da una rielaborazione critica della teoria e dello stato dell’arte circa l’uso dell’e-learning a livello universitario e dai risultati ottenuti durante la prima fase di ricerca, ci si aspetta di poter costruire un modello teorico che possa operazionalizzare i processi attraverso i quali si ottiene una costruzione distribuita del sé, dell’appartenenza e della conoscenza. Inoltre, alla fine della quarta fase ci si aspetta di poter elaborare un modello teorico dell’apprendimento in cui esso è messo in relazione con i processi psicosociali studiati.
• Risultati di rilevanza pratica. Si prevede di elaborare un modello formativo blended in cui siano valorizzati i processi sistemici implicati nell’apprendimento. Saranno date ai formatori indicazioni pratiche su come strutturare attività di apprendimento, contesti e compiti efficaci.



