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UNITA' DI RICERCA
italiano
Bibliografia
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Programma di ricerca
IDENTITA' DIGITALI E COMUNITA' VIRTUALI, PROFESSIONALI E FORMATIVEUniversità di riferimento
Università degli Studi di PAVIA - PSICOLOGIA - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Maria Assunta ZanettiDescrizione
Il progetto si articola in due percorsi paralleli:1) quello che indaga su una popolazione di studenti e professionisti in formazione universitaria; 2) quello che coinvolge giovani blogger.1) STUDENTI E PROFESSIONISTI IN FORMAZIONE
Si intende esplorare la costruzione dell’identità professionale (Berry, Clemans, Kostogriz, 2007) degli studenti di Scienze della Formazione Primaria (SFP), futuri insegnanti o insegnanti già in servizio (Alsup, 2005); in un ambiente on line. I partecipanti utilizzeranno il weblog per la presentazione di sé come studenti del CL in Scienze della Formazione Primaria e come futuri o ri-definiti insegnanti insegnanti, durante un periodo di tempo nel quale, insieme alla costruzione progressiva dei weblog, essi saranno impegnati in attività di discussione e negoziazione in web forum su casi problematici scolastici. I weblog e le attività svolte in web forum permetteranno ai ricercatori di indagare i processi di sviluppo, di formazione e di cambiamento dell’identità professionale di ciascun partecipante.
In particolare la ricerca si focalizzerà sui seguenti aspetti:
1. credenze dell’insegnante sul suo ruolo in formazione o già in essere;
2. rapporti tra costruzione identitaria professionale e interazione on line;
3. ruoli svolti dalla tecnologia del web forum e quella del weblog;
4. il rapporto fra tecnologie (web forum, weblog) e status dei soggetti (età, studi, esperienze, professione…).
IPOTESI
1. Si ipotizza che attività formative, sviluppate in modalità laboratoriale on line (con uso di forum e scrittura collaborativa), se supportate da blog personali interattivi, aumentino la motivazione e l'interesse alle attività didattiche, la qualità degli stessi processi e prodotti formativi sviluppati nel laboratorio on-line e lo sviluppo dei processi identitari professionali.
2. Si ipotizza che lo status professionale degli studenti coinvolti nelle attività formative (studenti non lavoratori e studenti già in servizio come insegnanti, anche anagraficamente più anziani dei precedenti, ovvero adulti) differenzi comunque la motivazione e la qualità dei processi e dei prodotti formativi sviluppati nel laboratorio on-line.
ARTICOLAZIONE
Durante il primo anno saranno progettate e messe in atto attività didattiche, in forma laboratoriale, che prevederanno il coinvolgimento diretto, per circa 6 mesi, di studenti frequentanti il secondo anno del CL in SFP, una popolazione complessiva di circa 75 soggetti, di differente età e status professionale.
Ad inizio e fine laboratorio gli studenti saranno individualmente sottoposti a questionari di motivazione allo studio e invitati ad esplicitare le loro credenze sul “buon insegnante”.
Durante l’attività laboratoriale di case work in piccoli gruppi (6 soggetti), gli studenti interagiranno con differenti tools di rete (web forum e weblog articolati in spazi a scrittura e lettura differenziata).
Durante il secondo anno si procederà ad interviste narrative a testimoni privilegiati selezionati tra i soggetti coinvolti l’anno precedente e si procederà al trattamento e all’analisi qualitativa e quantitativa dei testi digitali raccolti (prodotti nei web forum e nei weblog), con una nostra rivisitazione ad hoc delle categorie d’analisi proposte da Garrison e Anderson (2003) e da Harrington (1996), già utilizzate allo scopo negli aa.aa. precedenti.
I weblog saranno strutturati in modo che ciascuno studente abbia a disposizione uno “spazio” di blog individuale interattivo (a lettura e scrittura individuale “aperta”) e uno spazio di blog a sola scrittura-lettura individuale (tipo “diario” e “blocco notes” personale); inoltre si prevedere un terzo spazio di blog individuale a scrittura “non modificabile”, da utilizzare all’inizio e alla fine delle attività, con la “narrazione” individuale delle personali credenze sull’insegnamento e su funzione-ruolo-prerogative del “buon insegnante”.
RACCOLTA DATI
Verranno analizzati ed elaborati registrazioni, testi e messaggi prodotti, durante la prima fase di indagine, attraverso:
· questionari;
· web forum;
· weblog;
· interviste narrative.
METODI E STRUMENTI
Le registrazioni, i testi e i dati raccolti verranno sottoposti alle seguenti analisi ed elaborazioni:
- elaborazione statistica dei dati rilevati attraverso i questionari (abilità studio e motivazione e interesse allo studio);
-analisi sociometrica e conversazionale in relazione alla capacità di attivazione e gestione epistemica dei singoli soggetti e del gruppo nel suo complesso (SNA e oltre con uso anche del software Net-miner);
- analisi statistica dei testi prodotti on line: analisi delle specificità, analisi delle corrispondenze e clusters analisi (facendo anche uso del software T-LAB);
- analisi descrittiva, qualitativa non parametrica, facente riferimento ad una rivisitazione ad hoc delle categorie d’analisi di Garrison e Anderson, attraverso un processo bottom-up e servendoci anche del software d’analisi testuale Atlas-T;
- analisi critico-interpretativa di interviste narrative condotte con testimoni privilegiati.
RISULTATI ATTESI
Ci aspettiamo che i futuri giovani insegnanti in formazione utilizzino le potenzialità della tecnologia del weblog in modo più articolato e completo rispetto agli studenti adulti già in servizio e che ciò determini diversità nell’elaborazione dei rispettivi profili professionali.
Ci aspettiamo inoltre che giovani futuri insegnanti e insegnanti già in servizio attivino processi diversi nelle attività di case-work in web forum, con conseguente diversa elaborazione dell’identità professionale.
2) BLOGGER
Si intende studiare come i nuovi mezzi di comunicazione tecnologica possano creare condizioni per un’apertura anche agli aspetti di costruzione soggettiva come risultato di processi di interazione on-line. L’analisi dei processi indagati, privilegerà l’attivazione di meccanismi di tipo bottom-up che possono essere ricondotti a strategie di condivisione sociale per la costruzione del Sé. Questa modalità ha radici lontane che possono essere individuate a partire dalla forma della narrazione sociale fino a giungere alle nuove tecnologie della comunicazione. Questo rappresenta per de Kerckhove (2001) una nuova forma di intelligenza che emerge, come costruzione collettiva dal basso, a partire da tali auto-narrazioni.
IPOTESI
1. Si ipotizza l’esistenza di una differenza di genere nella rappresentazione del Sé sia per lunghezza e articolazione del contenuto delle narrazioni, sia per la ricchezza di particolari nella rappresentazione iconografica.
2. Si ipotizza che sia possibile individuare tipologie di percorsi di rappresentazione di sé differenti e influenzate dalla qualità e quantità dei feedback inviati e ricevuti sul proprio weblog.
3. Si ipotizza che essere più competenti socialmente e avere un’immagine di sé ben adattata attivi un comportamento di leadership nella rete sociale, capace di influenzare le traiettorie narrative degli altri blogger. Si ipotizza inoltre che un’adeguata competenza tecnica nell’uso delle tecnologie influenzi la posizione del singolo all’interno della rete sociale.
ARTICOLAZIONE
Il primo anno sarà dedicato alla strutturazione della piattaforma in cui saranno allocati i weblog, alla costruzione, da parte dei singoli utenti, del proprio spazio narrativo e al monitoraggio delle interazioni sociali che verranno prodotte per valutarne gli effetti sulle rappresentazioni del Sé. In questo primo momento verranno coinvolti studenti iscritti al I° primo anno del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, a cui verranno somministrati appositi strumenti per la valutazione di alcune caratteristiche individuali relative ad aspetti legati alle competenze nell’utilizzo delle nuove tecnologie nonché agli orientamenti valoriali, alle credenze e alle life skills.
Durante il secondo anno si prevede il trattamento e l’analisi qualitativa e quantitativa dei testi digitali e delle immagini prodotti nei weblog (sia narrazioni che rappresentazioni iconografiche).
I weblog saranno strutturati in modo che ciascun utente abbia a disposizione uno “spazio” individuale interattivo (a lettura e scrittura individuale “aperta”) in cui sia possibile individuare due aree per la rappresentazione di sé, uno spazio di blog a sola scrittura-lettura individuale (tipo “diario” e “blocco notes” personale) e uno spazio IM interattivo.
RACCOLTA DATI:
Verranno analizzati ed elaborati registrazioni, testi, immagini e messaggi prodotti, durante la prima fase di indagine, attraverso:
· questionari;
· weblog;
· interviste narrative.
METODI E STRUMENTI
Verrà utilizzato un campione di 100 studenti universitari al primo anno di scienze e tecniche psicologiche (50 maschi e 50 femmine) per la produzione di blog e altre attività di interazione costruzione di comunità in Rete. Gli strumenti utilizzati per la produzione delle attività saranno software di uso comune della rete Internet. I dati e le interazioni prodotte saranno analizzate in modo da garantire l’anonimato dei soggetti coinvolti.
Verranno indagate le modalità di rappresentazione di Sé dei partecipanti, sia attraverso l’analisi delle rappresentazione iconografiche, sia attraverso la narrazione di Sé.
Un secondo aspetto centrerà l’attenzione su obiettivi volti ad esplorare, alla luce delle premesse indicate, le caratteristiche proprie delle nuove tecnologie in relazione con la costruzione del Sé. Si prevede inoltre di effettuare un'analisi dei dati (contenuti, modalità narrative, stili di comunicazione, interazione) contenuta nei blog, nel tentativo di individuare come questi nuovi mezzi di comunicazione tecnologica possano influire anche sulla vita quotidiana (sui sistemi di credenze e valori, sul modo di rapportarsi con gli altri).
Le rappresentazioni iconografiche verranno esaminate alla luce delle categorie già elaborate e sperimentate per/nell’analisi delle interazioni on line (Danet, 1998, 2001).
Gli aspetti linguistici verranno esaminati con il software DICTION 5, un programma per l’analisi di contenuto che tiene conto sia del contesto linguistico che della frequenza delle parole. Alla luce di quest’analisi sarà possibile indagare il tono e le caratteristiche semantiche dei blog, anche monitorando il loro cambiamento nel tempo, focalizzando stili linguistici caratterizzati da risolutezza, attività, comunanza e le sottocomponenti di passività, aggressività, cooperazione nelle interazioni (Hart, 2000). Esaminando congiuntamente gli aspetti iconografici e narrativo-linguistici saremo in grado di considerare in modo congiunto gli aspetti del Sé che potrebbero essere più stabili nel tempo, osservandoli in questo nuovo contesto di esplorazione identitaria.
Le registrazioni, sia testi che immagini, verranno sottoposti alle seguenti analisi ed elaborazioni:
- elaborazione statistica dei dati rilevati attraverso i questionari (immagine di Sé, competenze sociali, valori, scale di disimpegno morale e civico)
- analisi statistica quantitativa e qualitativa, parametrica e non parametrica dei testi prodotti on line: analisi delle specificità, corrispondenze e clusters analisi (facendo anche uso dei software T-LAB e di DICTION 5);
- analisi descrittiva, quantitativa e qualitativa non parametrica, valutata con le categorie d’analisi di Garrison e Anderson, attraverso un processo bottom-up e servendoci anche del software d’analisi testuale Atlas-T;
analisi sociometrica e conversazionale in relazione alla capacità di attivazione e gestione epistemica dei singoli soggetti e del gruppo nel suo complesso (SNA e oltre, con uso anche del software Net-miner);
RISULTATI ATTESI
Dall’analisi dei weblog ci aspettiamo di trovare significative differenze di genere nelle modalità di espressione dell’identità soggettiva on line. In particolare pensiamo di individuare diverse modalità di narrazione della propria individualità, sia iconografiche che narrative all’interno di weblog
Nello specifico che le femmine privilegino modalità iconografiche più raffinate, maggiormente orientate all’espressione di stati emotivi, aspetti che pensiamo di cogliere anche nella narrazione. Per quanto riguarda i maschi ci aspettiamo di trovare un maggiore utilizzo di modalità narrative caratterizzate dal “linguaggio del fare”, con contenuti e referenti linguistici maggiormente aggressivi e modalità di espressione più risolute.
Ci aspettiamo, infine, differenze relative alle modalità di interazione, sia rispetto alle caratteristiche dei feedback che all’influenza di questi nella ridefinizione del sé del singolo soggetto.



