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UNITA' DI RICERCA
italiano
Bibliografia
IN GENERALEF. Ruffini, "Corso di diritto ecclesiastico italiano: la libertà religiosa come diritto pubblico subiettivo", Torino 1924;
A.C. Jemolo, "Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni", Torino 1971;
E. Kantorowicz, "I due corpi del re", Torino 1989;
P. Prodi, "Il sacramento del potere: il giuramento politico nella storia costituzionale dell'Occidente", Bologna 1992;
M. Begou-Davia, "L'interventionisme bénéficial de la papauté au XIIIe siècle. Les aspects juridiques", Paris 1997;
O. Condorelli, "Ordinare-iudicare : ricerche sulle potestà dei vescovi nella Chiesa antica e altomedievale : secoli II-IX", Roma 1997;
J. Gaudemet, "Storia del diritto canonico: ecclesia et civitas", Cinisello Balsamo 1998;
M. Bellomo, "L'Europa del diritto comune", Roma 1998;
E. Cortese, "Le grandi linee della storia giuridica medioevale", Roma 2000;
AA.VV., "Papste, Pilger, Poenitentiarie. Festschrift fuer Ludwig Schmugge zum 65. Geburstag", Tubingen 2004;
C. Donati - H. Flachenecker, "Le secolarizzazioni nel Sacro Romano Impero e negli antichi Stati italiani: premesse, confronti, conseguenze", Berlin 2005;
P. Grossi, "L'ordine giuridico medioevale", Roma-Bari 2006;
P. Grossi, "Società, diritto, Stato: un recupero per il diritto", Milano 2006;
M. Bellomo - O. Condorelli (a cura di), "Proceedings of the eleventh international congress of medieval canon law", Città del Vaticano 2006;
F. Bolgiani - F. Margiotta Broglio - R. Mazzola (a cura di), "Chiese cristiane, pluralismo religioso e democrazia liberale in Europa: atti del convegno della Fondazione Michele Pellegrino", Bologna 2006;
L. Musselli, "Storia del diritto canonico: introduzione alla storia del diritto e delle istituzioni ecclesiali", Giappichelli 2007;
A. Padoa Schioppa, "Storia del diritto in Europa: dal medioevo all'età contemporanea", Bologna 2007.
SPECIFICATAMENTE SUGLI STATI SABAUDI ED IN ORDINE AI TEMI SPECIFICI OGGETTO DELLA RICERCA
A.C. Jemolo, "La questione della proprietà ecclesiastica nel Regno di Sardegna e nel Regno d'Italia (1848-1888)", Bologna 1974;
G. di Renzo Villata, "Dottrina, legislazione e prassi documentaria in tema di tutela nell'Italia del Duecento", in "Confluences des droits savants et des pratiques juridiques. Actes du colloque de Montpellier, 12-14 dècembre 1977", Milano 1979, pp. 373-434;
G. di Renzo Villata, "Note per la storia della tutela nell'Italia del Rinascimento", in "La famiglia e la vita quotidiana in Europa dal '400 al '600", IV, Roma 1986, pp. 59-95;
A. Lupano, "Il canonista torinese Innocenzo Maurizio Baudisson: dal giurisdizionalismo al giacobinismo", Savigliano 1991;
G. di Renzo Villata, "Tutela (diritto intermedio)", in "Enciclopedia del diritto", 45, Milano 1992, pp. 315-360;
A. Lefebvre-Teillard, "Introduction historique au droit de personnes et de la famille", Paris 1996;
M.T. Bouquet-Boyer - P. Bonniffet, "Claude le Jeune et son temps: en France et dans les Etats de Savoie, 1530-1600; musique, littérature et histoire. Actes du colloque de Chambéry (4-7 novembre 1991)", Bern 1996;
I. Soffietti, "Rapporti tra poteri dello Stato ai primordi dello
Statuto albertino. Considerazioni in materia di legislazione", in "Rivista di storia del diritto italiano", 70 (1997), pp. 27 sgg.;
M.T. Silvestrini, "La politica della religione : il governo ecclesiastico nello Stato sabaudo del XVIII secolo", Firenze 1997;
E. Mongiano, "Ricerche sulla successione intestata nel secoli XVI-XVIII: il caso degli Stati sabaudi", Torino 1998;
E. Mongiano, "Patrimonio e affetti: la successione legittima nell'età dei codici", Torino 1999;
F. Aimerito, "Per un codice di procedura civile del Regno di Sardegna: problemi del processo e prospettive di riforma nel Piemonte della Restaurazione", Roma 2001;
A. Lupano, "Verso il giurisdizionalismo subalpino: il De regimine ecclesiae di Francesco Antonio Chionio nella cultura canonistica torinese nel Settecento", Torino 2001;
I. Soffietti - C. Montanari, "Il diritto negli Stati sabaudi: le fonti", Torino 2001;
F. Goria, "Una controversia fra Stato e Chiesa nel Piemonte del XVIII sec.: la prevostura d’Oulx", in "Rivista di storia del diritto italiano", LXXVI (2003), pp. 291-338;
F. Aimerito, "Note per una storia delle professioni forensi: avvocati e causidici negli Stati sabaudi del periodo preunitario", in "Rassegna forense", 2 (2004), pp. 379-412;
G.S. Pene Vidari, "Arturo Carlo Jemolo, studente della Facoltà di Giurisprudenza di Torino", in R. Bertolino - I. Zuanazzi, "La lezione di un maestro. Atti del convegno in memoria di Arturo Carlo Jemolo (Torino, 8 giugno 2001)", Torino 2005, pp. 11-37;
M.Rosboch, "Le minoranze religiose e le riforme di Carlo Alberto", in "Studi piemontesi" 34-2 (2005), pp. 123 sgg.
C. Latini, "Il privilegio dell'immunità: diritto d'asilo e giurisdizione nell'ordine giuridico dell'età moderna", Milano 2002;
G. de Giudici, "Il governo ecclesiastico nella Sardegna sabauda (1720-1761)", Napoli 2007.
Programma di ricerca
Diritto del “Principe”, diritto della Chiesa: il problema della secolarizzazione e della tolleranza nella prospettiva della storia giuridicaUniversità di riferimento
Università degli Studi del PIEMONTE ORIENTALE "Amedeo Avogadro"-Vercelli - SCIENZE GIURIDICHE ED ECONOMICHE - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Elisa MongianoDescrizione
L'unità si propone di esaminare, attraverso l'indagine documentaria e l'analisi delle fonti dottrinarie, le conseguenze dell’atteggiarsi del rapporto tra dimensione secolare e dimensione spirituale sul diritto e sugli ordinamenti sabaudi fra medioevo ed età contemporanea. Esso si concentrerà su alcuni settori specifici che appaiono particolarmente significativi, scelti secondo il triplice criterio della loro sino ad oggi scarsa frequentazione ad opera della storiografia giuridica, della attuale disponibilità, o verosimile possibilità di reperimento, di fonti inedite di particolare importanza, e della specifica competenza in tali settori dei componenti il gruppo di ricerca.Le indagini saranno pertanto condotte:
- nel settore del diritto delle persone, della famiglia e delle successioni, che, secondo una linea di tendenza condivisa dagli ordinamenti statuali di antico regime, è solo toccato in modo marginale dalla normativa principesca, e nel quale si collocano tuttavia alcuni significativi interventi legislativi di portata dirompente, in quanto volti ad incidere in ambiti tradizionalmente ritenuti di prevalente quando non di esclusiva pertinenza del diritto canonico. Tali interventi trovano le loro premesse nella seconda metà del secolo XVI ed acquistano più ampia portata nel quadro del giurisdizionalismo settecentesco, dando vita ad un indirizzo legislativo destinato almeno in parte a sopravvivere nel Codice civile albertino del 1837. Un primo ambito d’indagine è offerto dalle disposizioni rivolte a privare i religiosi professi della capacità di succedere, che mirano a limitare pesantemente le possibilità di accrescimento della proprietà ecclesiastica, nella duplice prospettiva di tutelare gli interessi del fisco e l’integrità dei patrimoni privati, e che sono nel contempo manifestazione della più generale azione di controllo statale sugli ordini religiosi ed in specie su alcuni di questi, come è il caso dei gesuiti, in quanto direttamente dipendenti dalla S. Sede e talora retti da superiori stranieri. Un secondo ambito di ricerca è legato alla materia matrimoniale, ossia ad un terreno per sua natura ‘minato’ nel quale intervengono le competenze dell’ordinamento canonico e di quello secolare, competenze che, in linea teorica, risultano nettamente distinte e circoscritte ciascuna entro il proprio ordine, ma che, nella pratica, si rivelano spesso divise da un fragile confine. Sono soprattutto i problemi inerenti alle unioni clandestine, al centro dell’attività riformatrice svolta dal concilio di Trento in tema di disciplina del matrimonio, che più direttamente forniscono elementi per approfondire il rapporto tra potere temporale e potere spirituale. Lo Stato, infatti, non solo riconosce effetti civili al solo matrimonio canonico ed, utilizzando ai propri fini le norme tridentine, fa del matrimonio in facie Ecclesiae una solennità obbligatoria e della registrazione nei registri parrocchiali il mezzo di prova necessario, ma interviene pure con propri ulteriori strumenti di controllo. E non potendo incidere sulla validità del vincolo contratto clandestinamente opera nei campi di sua competenza, costituiti dalla sfera dei rapporti patrimoniali e dei diritti ereditari. È proprio su quest’ultimo terreno che presentano peculiare rilievo le iniziative legislative dei sovrani sabaudi, tra XVI e XVIII secolo, intese ad imporre il consenso degli ascendenti alle nozze, a pena di diseredazione degli sposi inadempienti.
Entrambi i temi, sinora solo parzialmente affrontati dalla storiografia, offrono ampie possibilità di approfondimento, sia nella prospettiva di un più completo esame delle fonti legislative e di una più precisa indagine della giurisprudenza formatasi in materia, con peculiare riguardo alle decisioni emanate dai supremi tribunali sabaudi, sia nella prospettiva di comparazione con gli indirizzi adottati in ambito europeo e soprattutto nella vicina Francia, per molti aspetti collegata agli Stati sabaudi da vicende politiche, tradizioni culturali ed esperienze giuridiche affini.
- nel settore della fiscalità, nel quale la prospettiva dei rapporti fra Stato e Chiesa interessa in particolar modo due aspetti: da una parte quello della legittimità dell’imposizione fiscale, fortemente ancorata, ancora in pieno XVI secolo (si vedano le discussioni sulla bolla In coena Domini) a criteri di giustizia di origine medievale e di ispirazione in gran parte ecclesiastica che contribuiscono, più o meno ‘secolarizzati’ e nella dialettica con la sempre più incisiva potestà impositiva dello Stato assoluto, alla emersione di principi basilari anche nell’odierno diritto tributario, quali quello della equità, della proporzionalità e della ragionevolezza dell’azione impositiva dei pubblici poteri, e, dall’altra, quello della demarcazione fra sfera del Principe e sfera della Chiesa che si esprime nel regime delle immunità ecclesiastiche e nel processo di superamento delle stesse, culminante nelle soppressioni dei ‘privilegi’ del secolo XIX. I temi saranno esaminati, oltre al resto, con ricerche sulla trattatistica specializzata del tardo diritto comune, ed in particolare su quella del Piemonte, dove, allo stato delle ricerche, pare svilupparsi con particolare precocità la riflessione giuridica sulla materia.
- settore della disciplina degli ordinamenti professionali forensi, attraverso un’indagine delle modalità con le quali le organizzazioni dei professionisti evolvono dalla loro originaria natura di corporazioni medievali, volte in egual grado alla cura degli interessi materiali e spirituali degli ascritti, ad organizzazioni esclusivamente indirizzate alla disciplina dell’esercizio della professione in una prospettiva puramente ‘laica’: è il caso dei Collegi dei procuratori sabaudi, che sarà analizzato approfonditamente in collaborazione con gli Ordini Professionali del Piemonte Orientale, e porterà da una parte alla verifica della possibilità di una ricostruzione digitalizzata, degli archivi degli antichi Collegi, oggi dispersi, e, dall’altra, ad una serie di interventi comparativi a livello internazionale che confluiranno in alcune relazioni congressuali in lingua inglese e francese delle quali ci si propone la pubblicazione.
- nel settore della tutela dei soggetti deboli, oggi interessato dalla prima applicazione della riforma del titolo XIII del Codice civile, settore nel quale storicamente si esprime una prerogativa fondamentale della sovranità, di derivazione tipicamente giudaico-cristiana , ovvero quella, della protezione dei deboli, che ispira gli istituti della tutela dei minori e della cura degli incapaci, istituti poi fatti propri anche dallo stato emerso dal processo di secolarizzazione.
- negli ordinamenti processuali, attraverso lo studio della progressiva 'laicizzazione' del processo che prende avvio già con le riforme dell’ordinamento giudiziario della seconda metà del ‘500 (in particolare con riferimento alla giurisdizione) e si manifesta poi pienamente nel corso dell’ottocento, in settori come la competenza, la materia probatoria, il giuramento, il gratuito patrocinio, gli adempimenti - tipicamente religiosi- preparatori all’udienza di discussione ed alla votazione della causa; questa dimensione sarà indagata nell’ambito di una riflessione generale sul rapporto fra giurisdizione secolare e giurisdizione ecclesiastica fra Età Moderna ed Età Contemporanea, ed in un’indagine più specifica sul processo civile del Regno di Sardegna fra i secoli XVIII e XIX;
- nel settore della disciplina degli acattolici, ed in particolare degli ebrei, per verificare quale sia stata, e se vi sia stata, nella prassi e nella legislazione del primo ottocento, una evoluzione delle rigide prescrizioni discriminatorie della legislazione dei sovrani sabaudi del sei-settecento. Si verificherà, in particolare, se si possa venire a configurare una sorta di pre-emancipazione, anteriore a quella connessa all’entrata in vigore dello Statuto albertino, operata durante la Restaurazione sia per via legislativa, con alcuni provvedimenti di Vittorio Emanuele I (abolizione dell’obbligo di portare segni distintivi, abilitazione al commercio - 1816), sia per via di provvedimenti individuali ‘di grazia’ in deroga, in particolare di Carlo Felice, dei quali è stata reperita traccia negli archivi.
- nel settore del diritto dell’alimentazione, attraverso indagini volte a rilevare l’influenza nella dimensione ‘temporale’ delle prescrizioni alimentari di derivazione religiosa, in particolare nelle disposizioni sul commercio al minuto e nelle opzioni per determinate vocazioni produttive, legate, ad esempio, al carattere determinante delle reguale monastiche nella disciplina delle attività agricolo-pastorali del latifondo ecclesiastico (produzione casearia, itticultura).
- nel settore del diritto feudale, attraverso un’indagine sul problema del feudo ecclesiastico, nel quale si intrecciano la prospettiva eminentemente temporale dell’istituto feudale ed i suoi riflessi sull’assetto dell’organizzazione dei pubblici poteri in tale ambito con la struttura e l’ordinamento della Chiesa nella sua specifica finalizzazione alla cura della dimensione spirituale. La materia sarà indagata principalmente attraverso uno studio della dottrina feudistica del diritto comune incentrata su uno dei suoi principali esponenti della prima età moderna, il giurista, vescovo, docente universitario e consigliere politico del Re di Francia e del Duca di Savoia Claudio di Seyssel.



