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DISTILRAU, STUDIO DELLA CORRELAZIONE TRA MATERIE PRIME SARDE E CICLO TECNOLOGICO DELLA DISTILLAZIONE

Stimolare la crescita economica sfruttando le tipicità della regione Sardegna: con questo fine è nato il progetto Distilrau.
Alcune ricerche hanno evidenziato la possibilità di utilizzare bacche e frutti spontanei di questo territorio (corbezzolo, mele, pere …) nei processi di distillazione, come avviene già in Portogallo o in Spagna e in regioni italiane come il Veneto, il Piemonte, il Trentino: qui, ad esempio, la produzione delle grappe si aggira intorno ai 260 milioni di euro, un risultato che si deve all’esperienza centenaria di distillazione delle aziende di questa zona, alla forte caratterizzazione e tipicità dei prodotti locali e alla integrazione delle imprese con i centri di ricerca.

L’analisi della situazione sarda ha evidenziato una grave criticità regionale che si è voluta superare grazie al progetto Distilrau: le imprese della regione non risultavano specializzate nella produzione di distillati, nonostante i consumi nell’isola avessero avuto un incremento notevole nel corso degli ultimi anni; inoltre, le imprese operanti nel settore non si occupavano della produzione e commercializzazione di distillati partendo da materie prime come i frutti. Per la produzione del distillato di vinacce, l’unico messo in commercio, la fase di distillazione è stata sempre affidata a imprese di altre regioni.
Tutto ciò non favoriva lo sviluppo del territorio, comportando una serie di problemi specifici quali: maggiori costi fissi e un mancato diretto controllo qualitativo su tutto il processo produttivo.

Un’analisi accurata di tutta la filiera produttiva – a partire dalla raccolta delle materie prime fino alla valutazione delle migliori tecniche e tecnologie di formazione – consentirà di proporre prodotti di elevata qualità e tipicità, per un mercato sempre più attento e in espansione.
Il progetto, del valore di 836.580,00 euro, è stato finanziato come progetto di ricerca industriale grazie all’art. 5 del Decreto Ministeriale 593 del 2000.

Progetti come questo descritto sono di massima rilevanza per le piccole e medie imprese (PMI) che operano nel settore “food”, e rappresentano - soprattutto per le imprese del mezzogiorno - una opportunità per rafforzare la propria capacità innovativa e rilanciarne la competitività sul territorio attraverso collaborazioni tra PMI, soggetti pubblici di ricerca e organismi finanziari. Attraverso l’innovazione si stimola l’impresa a modificare i propri prodotti e processi, ad acquisire nuove conoscenze e ricercare vantaggi competitivi, orientandosi verso produzioni di qualità.

Gli aspetti più strettamente scientifici del progetto sono stati condotti con la collaborazione dell’Università di Sassari e dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige che hanno messo a disposizione le competenze nel settore agro-alimentare maturate negli anni.
Il risultato è stato una selezione di distillati con sapori e aromi nuovi, assenti sul mercato, ottenuti con la valorizzazione di frutti particolari. Le tipicità locali vengono riaffermate con orgoglio affinché non vada perso il patrimonio di cultura e tradizione della regione.