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Comunicati Stampa - 7 febbraio 2006
Intervento del Ministro Letizia Moratti alla presentazione del "Progetto Lauree Scientifiche" - Monte Porzio Catone, 13 ottobre 2004

Il progetto "Lauree scientifiche" è il risultato dei lavori del tavolo tecnico "Miur-Confindustria" costituito ai sensi della vigente Convenzione, recentemente rinnovata con la partecipazione della Conferenza Nazionale dei Presidi di Scienze e Tecnologie.

Il progetto vuole dare risposte concrete alla crisi delle vocazioni scientifiche, una crisi che interessa quasi tutti i paesi dell'area europea. Le iscrizioni all'università ai corsi di laurea in chimica, fisica e matematica negli ultimi 15 anni registrano una flessione media di oltre il 50%, con l'inevitabile risultato di una perdita di competitività internazionale nell'alta tecnologia. Va tuttavia segnalato che negli ultimi tre anni gli iscritti alle Lauree triennali nelle classi di Scienze e Tecnologie Chimiche, di Scienze e Tecnologie Fisiche e di Scienze matematiche sono in consistente ripresa.

Varie sono le cause di tale fenomeno. In particolare è opinione ormai diffusa che occorre ripensare sia alle modalità della didattica, sin dalla scuola elementare, che ad una serie concomitante di azioni preordinate a valorizzare la scelta universitaria dei giovani, rendendo però accattivante lo studio delle discipline scientifiche.

Il progetto, pertanto, assume una valenza sperimentale prospettando percorsi progettuali che vedono per la prima volta, in qualità di attori interagenti, le università, le associazioni imprenditoriali e le scuole di ogni ordine e grado.

Quattro sono gli assi progettuali che vengono proposti dal Miur:

  1. orientamento pre-universitario;
  2. revisione delle classi dei corsi di laurea (21, 25 e 32);
  3. potenziamento degli stage;
  4. potenziamento dei percorsi post-lauream.

Ciascuno di essi si articola in azioni, sia a livello locale che nazionale, attraverso il coinvolgimento diretto di studenti ed insegnanti delle scuole e delle università, delle Conferenze dei Presidi delle facoltà di scienze e tecnologie, delle Associazioni imprenditoriali e quindi del tessuto socio-economico e produttivo del Paese. Con riferimento alle azioni locali, il Miur intende selezionare 10 progetti che dovranno essere presentati dagli atenei in collaborazione con le Associazioni imprenditoriali e con le scuole. Tali progetti dovranno contemplare due o più azioni ed essere distribuiti a livello nazionale in modo di assicurare una equilibrata distribuzione degli interventi sul piano nazionale. Particolare significato assume in tale contesto l'orientamento. Infatti, la strategia delineata a Lisbona e i conseguenti cinque parametri di riferimento individuano l'abbandono scolastico e l'insufficiente numero totale dei laureati in matematica, scienze e tecnologia dell'Unione Europea come due delle principali priorità ed emergenze dei nostri sistemi d'istruzione e formazione.

È opinione unanimemente condivisa che tali criticità sono direttamente imputabili all'orientamento scolastico e pre-universitario. In linea con gli obiettivi europei e in attuazione della legge n. 53/2003, il Ministero ha pertanto programmato una serie di azioni volte a promuovere il successo formativo e il pieno sviluppo della persona, in ogni fase della vita, anche attraverso un più efficace raccordo tra scuola, università, altri soggetti ed istituzioni, mondo del lavoro. Lo strumento è il Piano nazionale per l'orientamento, che coinvolge tutti i soggetti interessati, istituzionali e non, e che rappresenta la cornice per la condivisione dell'impianto culturale e metodologico degli interventi. Il Piano, infatti, crea il contesto all'interno del quale trovano valorizzazione e sostegno le azioni che ciascuna scuola e ciascuna università, nella loro autonomia, realizzano in risposta ai bisogni dei soggetti interessati e del territorio.

Il progetto "Lauree Scientifiche" offre, coerentemente con le linee d'azione del Piano, l'opportunità di sperimentare nelle nostre scuole superiori nuovi modelli e strumenti per l'orientamento, capaci di migliorare il livello di apprendimento degli studenti, in particolare accrescendone le competenze di base e quelle scientifiche, e di apportare cambiamenti nella formazione dei docenti. Le azioni pilota individuate, destinate a coinvolgere scuole e reti di scuole già attive in questo senso, consentiranno di sperimentare modelli di didattica orientativa, da inserire nella pratica quotidiana e nuovi modelli di formazione dei docenti.

Tra le azioni individuate meritano attenta considerazione quelle preordinate all'aggiornamento professionale degli insegnanti anche attraverso la costituzione di laboratori sperimentali nell'ambito delle scuole. L'aggiornamento interesserà circa 14.000 insegnanti nei tre anni di validità del progetto, con corsi di almeno tre giorni in cui saranno dibattute le tematiche della ricerca di punta sia applicativa che di base alimentando così un confronto diretto tra gli insegnanti ed i ricercatori delle università, degli enti di ricerca e delle imprese.

Il progetto delinea altresì ulteriori azioni che consentiranno di sperimentare nelle scuole e nelle università, con la collaborazione delle imprese e degli enti di ricerca, progetti pilota preordinati all'organizzazione di laboratori di chimica e di fisica. Siamo convinti che tali iniziative possano stimolare l'interesse degli studenti per le materie scientifiche, innovando le attuali metodologie dell'insegnamento. D'altro canto le università, in sede di immatricolazione degli studenti ai corsi di laurea si impegnano a riconoscere la partecipazione a questi corsi di laboratorio come crediti formativi universitari (Cfu) spendibili nel curriculum studiorum degli studenti. Tali esperienze saranno destinate alle classi degli ultimi anni (3°, 4° e 5°) e per circa 40 unità per corso. Nei tre anni di validità del progetto circa 10.000 ragazzi selezionati dalle scuole saranno coinvolti nella sperimentazione di tale programma il cui successo potrà essere valutato in base a puntuali indicatori messi a punto dalle università e dalle scuole. Analogamente, i progetti presentati potranno prevedere corsi integrativi di matematica riservati a studenti degli ultimi anni, selezionati dalle scuole e tenuti presso gli atenei con l'ausilio di una docenza qualificata. Tale iniziativa potrebbe coinvolgere a livello nazionale circa 1.200 studenti sulla base di progetti pilota formulati dalle facoltà di scienze e dalle scuole.

Assumono, inoltre, una valenza strategica per il successo del progetto le azioni delineate per potenziare gli stage ed i tirocini formativi. Essi consentiranno agli studenti, infatti, di accedere al mondo del lavoro con una prima esperienza professionale e con effetti positivi sulla occupabilità e di trasferire know how tra mondo del lavoro e sistema universitario. Purtroppo, lo scenario attuale degli stage in Italia è caratterizzato da una forte frammentazione. I servizi disponibili sono diversificati e offerti da strutture assai diverse fra loro (università, imprese private, servizi di derivazione istituzionale). Tale frammentazione si traduce nella difficoltà per le istituzioni competenti di misurare con precisione e guidare il fenomeno nel quadro della legislazione attuale e degli accordi stipulati tra le stesse istituzioni e le associazioni di categoria.

Con un ampio numero di imprese presenti in Italia abbiamo elaborato un progetto che mira a creare un "percorso" praticabile per dare vita ad una piattaforma universale per gli stage. Attualmente sulla base di dati elaborati dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario sono attivi circa 140.000 stage: l'obiettivo è di riunire in un'unica Banca dati nazionale tutti gli stage disponibili con una completa mappatura di sistema. La piattaforma produrrà un'aggregazione ed integrazione tecnologica dei vari attori attualmente impegnati nella promozione dello strumento dello stage, garantendo alle istituzioni educative e formative e alle imprese una maggiore visibilità ed un maggiore controllo sugli stage.

Il progetto di aggregazione potrà essere completato in tre anni e porterà alla nascita di un grande Sportello elettronico nazionale nel quale tutti potranno convergere, confrontando fabbisogni e offerta di competenze, bisogni e aspettative. Tale Banca dati, basata su una struttura di front-end semplice ed intuitiva tanto per gli studenti quanto per le imprese e le istituzioni educative, renderà questo fondamentale strumento di collegamento tra università e mondo del lavoro più efficiente e controllabile, garantendo a tutti più possibilità di scelta sull'intero territorio nazionale ed in tutti i settori professionali. Le imprese avranno finalmente a disposizione un mezzo univoco per selezionare gli studenti da inserire in programmi di formazione aziendale. E gli studenti potranno più facilmente identificare le opportunità formative che le imprese sono in grado di mettere a disposizione.

Si creerà, dunque, una grande "community on line", la prima vera "community" nella quale università e mondo del lavoro potranno ogni giorno incontrarsi ed interloquire.

I 10 progetti selezionati saranno supportati da adeguate risorse. Attualmente sono stati stanziati circa 6,5 milioni di euro a carico del fondo per la programmazione del sistema universitario periodo 2004/2006, approvato con decreto del 5 agosto 2004. A tali risorse vanno ad aggiungersi quelle che saranno destinate alla formazione e l'aggiornamento degli insegnanti e per la predisposizione dei progetti pilota dei laboratori di chimica, fisica e matematica (circa 2 milioni di euro).

Tutto il progetto "Lauree scientifiche" è pertanto supportato non solo dalle linee guida cui si è fatto cenno, ma anche da adeguate risorse finanziarie.

Tali risorse consentiranno ai vari soggetti proponenti di erogare incentivi agli studenti immatricolati (e soprattutto alle studentesse) ai corsi di laurea delle classi 21, 25 e 32, nonché agli studenti delle scuole che parteciperanno ai progetti pilota di laboratorio.

In particolare, è prevista una specifica azione per sostenere gli studi universitari in chimica, fisica e matematica, con un totale di 150 borse di studio l'anno della durata di tre anni per ciascuno dei tre anni di vita del progetto. Gli studenti vincitori di borsa saranno liberi di iscriversi all'università di loro gradimento senza alcun vincolo geografico. Gli studenti più brillanti che abbiano seguito con profitto i corsi sperimentali di cui sopra e superato le relative prove di valutazione usufruiranno di soggiorni premio di due settimane in strutture di ricerca pubbliche e private, italiane e straniere. Almeno 200 studenti potranno usufruire di questa opportunità. Allo stesso modo, specifici incentivi potranno essere erogati agli immatricolati per effettuare periodi di stage e tirocini formativi presso imprese, strutture di ricerca pubbliche e private e presso centri interuniversitari, sia italiani che stranieri.

Il progetto si completa, infine, con alcune azioni di sistema oltre a quella sulla costituzione della Banca dati sugli stage che vengono qui di seguito sintetizzate:

  1. l'attuale revisione delle classi dei corsi di studio avviate con il Dm 17.07.04 (modifiche al regolamento n° 509/99), consentirà di riprogettare i corsi nelle materie scientifiche in più stretta aderenza alle esigenze delle imprese e del settore pubblico e privato della ricerca;
  2. verrà elaborato uno specifico booklet di presentazione dei corsi universitari (classi 21, 25 e 32) da distribuire a tutti gli studenti delle scuole;
  3. sarà incentivata la istituzione, da parte delle facoltà di scienze, di appositi corsi (master di I e II livello) per l'aggiornamento degli insegnanti delle scuole nelle varie discipline scientifiche.

Con riferimento a tale ultima azione, vorrei premettere che i corsi di perfezionamento organizzati dalle università (master) prevalentemente in collaborazione con le associazioni imprenditoriali, le regioni e gli enti locali, gli ordini professionali e gli enti pubblici e privati, stanno assumendo, nel panorama dell'offerta formativa di livello universitario, una valenza strategica.

Essi consentono, infatti, di far fronte alle esigenze di aggiornamento professionale e di formazione continua in ossequio ai principi e alle raccomandazioni dell'Ue sul tema del "long life learning". Il Progetto"Lauree scientifiche"attribuisce grande importanza a tale strumento atteso che la progettazione mirata e congiunta tra università e imprese di corsi di perfezionamento di primo livello può creare il giusto passaggio dalla formazione metodologica e di base della laurea triennale a una formazione altamente professionalizzante che punti alla definizione di una precisa figura professionale.

Tutto questo ha il vantaggio di:

  • orientare al mondo del lavoro;
  • coinvolgere nel processo formativo docenti provenienti dal mondo imprenditoriale;
  • creare legami più stretti tra Università e Imprese.

Corsi di perfezionamento di questo tipo sono anche strategici:

  • per aggiornare, nello spirito di una formazione permanente, laureati "anziani" in discipline che come la Chimica, la Fisica e la Matematica in particolare (ma non solo) hanno visto una forte evoluzione delle ricadute applicative di alta tecnologia;
  • per potenziare gli aspetti interdisciplinari che caratterizzano i nuovi campi applicativi;
  • per consentire ai docenti di scuola media superiore di avere corsi di aggiornamento specifici nei campi di loro interesse.

Nello stesso spirito e con lo stesso obiettivo, sono previsti appositi incentivi finanziari per le università che in accordo con le istituzioni scolastiche, e con le associazioni imprenditoriali, procedano all'attivazione di master di I e II livello per quegli insegnanti che vogliano intraprendere un periodo di studio sia per aggiornamento sia per specializzazione.