Il progetto "Lauree scientifiche" è il risultato dei lavori del tavolo
tecnico "Miur-Confindustria" costituito ai sensi della vigente
Convenzione, recentemente rinnovata con la partecipazione della Conferenza
Nazionale dei Presidi di Scienze e Tecnologie.
Il progetto vuole
dare risposte concrete alla crisi delle vocazioni scientifiche, una crisi
che interessa quasi tutti i paesi dell'area europea. Le iscrizioni
all'università ai corsi di laurea in chimica, fisica e matematica negli
ultimi 15 anni registrano una flessione media di oltre il 50%, con
l'inevitabile risultato di una perdita di competitività internazionale
nell'alta tecnologia. Va tuttavia segnalato che negli ultimi tre anni gli
iscritti alle Lauree triennali nelle classi di Scienze e Tecnologie
Chimiche, di Scienze e Tecnologie Fisiche e di Scienze matematiche sono in
consistente ripresa.
Varie sono le cause di tale fenomeno. In
particolare è opinione ormai diffusa che occorre ripensare sia alle
modalità della didattica, sin dalla scuola elementare, che ad una serie
concomitante di azioni preordinate a valorizzare la scelta universitaria
dei giovani, rendendo però accattivante lo studio delle discipline
scientifiche.
Il progetto, pertanto, assume una valenza
sperimentale prospettando percorsi progettuali che vedono per la prima
volta, in qualità di attori interagenti, le università, le associazioni
imprenditoriali e le scuole di ogni ordine e grado.
Quattro sono
gli assi progettuali che vengono proposti dal Miur:
- orientamento pre-universitario;
- revisione delle classi dei corsi di laurea (21, 25 e 32);
- potenziamento degli stage;
- potenziamento dei percorsi post-lauream.
Ciascuno di essi si articola in azioni, sia a livello locale che
nazionale, attraverso il coinvolgimento diretto di studenti ed insegnanti
delle scuole e delle università, delle Conferenze dei Presidi delle
facoltà di scienze e tecnologie, delle Associazioni imprenditoriali e
quindi del tessuto socio-economico e produttivo del Paese. Con riferimento
alle azioni locali, il Miur intende selezionare 10 progetti che dovranno
essere presentati dagli atenei in collaborazione con le Associazioni
imprenditoriali e con le scuole. Tali progetti dovranno contemplare due o
più azioni ed essere distribuiti a livello nazionale in modo di assicurare
una equilibrata distribuzione degli interventi sul piano nazionale.
Particolare significato assume in tale contesto l'orientamento. Infatti,
la strategia delineata a Lisbona e i conseguenti cinque parametri di
riferimento individuano l'abbandono scolastico e l'insufficiente numero
totale dei laureati in matematica, scienze e tecnologia dell'Unione
Europea come due delle principali priorità ed emergenze dei nostri sistemi
d'istruzione e formazione.
È opinione unanimemente condivisa che
tali criticità sono direttamente imputabili all'orientamento scolastico e
pre-universitario. In linea con gli obiettivi europei e in attuazione
della legge n. 53/2003, il Ministero ha pertanto programmato una serie di
azioni volte a promuovere il successo formativo e il pieno sviluppo della
persona, in ogni fase della vita, anche attraverso un più efficace
raccordo tra scuola, università, altri soggetti ed istituzioni, mondo del
lavoro. Lo strumento è il Piano nazionale per l'orientamento, che
coinvolge tutti i soggetti interessati, istituzionali e non, e che
rappresenta la cornice per la condivisione dell'impianto culturale e
metodologico degli interventi. Il Piano, infatti, crea il contesto
all'interno del quale trovano valorizzazione e sostegno le azioni che
ciascuna scuola e ciascuna università, nella loro autonomia, realizzano in
risposta ai bisogni dei soggetti interessati e del territorio.
Il
progetto "Lauree Scientifiche" offre, coerentemente con le linee d'azione
del Piano, l'opportunità di sperimentare nelle nostre scuole superiori
nuovi modelli e strumenti per l'orientamento, capaci di migliorare il
livello di apprendimento degli studenti, in particolare accrescendone le
competenze di base e quelle scientifiche, e di apportare cambiamenti nella
formazione dei docenti. Le azioni pilota individuate, destinate a
coinvolgere scuole e reti di scuole già attive in questo senso,
consentiranno di sperimentare modelli di didattica orientativa, da
inserire nella pratica quotidiana e nuovi modelli di formazione dei
docenti.
Tra le azioni individuate meritano attenta considerazione
quelle preordinate all'aggiornamento professionale degli insegnanti anche
attraverso la costituzione di laboratori sperimentali nell'ambito delle
scuole. L'aggiornamento interesserà circa 14.000 insegnanti nei tre anni
di validità del progetto, con corsi di almeno tre giorni in cui saranno
dibattute le tematiche della ricerca di punta sia applicativa che di base
alimentando così un confronto diretto tra gli insegnanti ed i ricercatori
delle università, degli enti di ricerca e delle imprese.
Il
progetto delinea altresì ulteriori azioni che consentiranno di
sperimentare nelle scuole e nelle università, con la collaborazione delle
imprese e degli enti di ricerca, progetti pilota preordinati
all'organizzazione di laboratori di chimica e di fisica. Siamo convinti
che tali iniziative possano stimolare l'interesse degli studenti per le
materie scientifiche, innovando le attuali metodologie dell'insegnamento.
D'altro canto le università, in sede di immatricolazione degli studenti ai
corsi di laurea si impegnano a riconoscere la partecipazione a questi
corsi di laboratorio come crediti formativi universitari (Cfu) spendibili
nel curriculum studiorum degli studenti. Tali esperienze saranno destinate
alle classi degli ultimi anni (3°, 4° e 5°) e per circa 40 unità per
corso. Nei tre anni di validità del progetto circa 10.000 ragazzi
selezionati dalle scuole saranno coinvolti nella sperimentazione di tale
programma il cui successo potrà essere valutato in base a puntuali
indicatori messi a punto dalle università e dalle scuole. Analogamente, i
progetti presentati potranno prevedere corsi integrativi di matematica
riservati a studenti degli ultimi anni, selezionati dalle scuole e tenuti
presso gli atenei con l'ausilio di una docenza qualificata. Tale
iniziativa potrebbe coinvolgere a livello nazionale circa 1.200 studenti
sulla base di progetti pilota formulati dalle facoltà di scienze e dalle
scuole.
Assumono, inoltre, una valenza strategica per il successo
del progetto le azioni delineate per potenziare gli stage ed i tirocini
formativi. Essi consentiranno agli studenti, infatti, di accedere al mondo
del lavoro con una prima esperienza professionale e con effetti positivi
sulla occupabilità e di trasferire know how tra mondo del lavoro e sistema
universitario. Purtroppo, lo scenario attuale degli stage in Italia è
caratterizzato da una forte frammentazione. I servizi disponibili sono
diversificati e offerti da strutture assai diverse fra loro (università,
imprese private, servizi di derivazione istituzionale). Tale
frammentazione si traduce nella difficoltà per le istituzioni competenti
di misurare con precisione e guidare il fenomeno nel quadro della
legislazione attuale e degli accordi stipulati tra le stesse istituzioni e
le associazioni di categoria.
Con un ampio numero di imprese
presenti in Italia abbiamo elaborato un progetto che mira a creare un
"percorso" praticabile per dare vita ad una piattaforma universale per gli
stage. Attualmente sulla base di dati elaborati dal Comitato nazionale di
valutazione del sistema universitario sono attivi circa 140.000 stage:
l'obiettivo è di riunire in un'unica Banca dati nazionale tutti gli stage
disponibili con una completa mappatura di sistema. La piattaforma produrrà
un'aggregazione ed integrazione tecnologica dei vari attori attualmente
impegnati nella promozione dello strumento dello stage, garantendo alle
istituzioni educative e formative e alle imprese una maggiore visibilità
ed un maggiore controllo sugli stage.
Il progetto di aggregazione
potrà essere completato in tre anni e porterà alla nascita di un grande
Sportello elettronico nazionale nel quale tutti potranno convergere,
confrontando fabbisogni e offerta di competenze, bisogni e aspettative.
Tale Banca dati, basata su una struttura di front-end semplice ed
intuitiva tanto per gli studenti quanto per le imprese e le istituzioni
educative, renderà questo fondamentale strumento di collegamento tra
università e mondo del lavoro più efficiente e controllabile, garantendo a
tutti più possibilità di scelta sull'intero territorio nazionale ed in
tutti i settori professionali. Le imprese avranno finalmente a
disposizione un mezzo univoco per selezionare gli studenti da inserire in
programmi di formazione aziendale. E gli studenti potranno più facilmente
identificare le opportunità formative che le imprese sono in grado di
mettere a disposizione.
Si creerà, dunque, una grande "community on
line", la prima vera "community" nella quale università e mondo del lavoro
potranno ogni giorno incontrarsi ed interloquire.
I 10 progetti
selezionati saranno supportati da adeguate risorse. Attualmente sono stati
stanziati circa 6,5 milioni di euro a carico del fondo per la
programmazione del sistema universitario periodo 2004/2006, approvato con
decreto del 5 agosto 2004. A tali risorse vanno ad aggiungersi quelle che
saranno destinate alla formazione e l'aggiornamento degli insegnanti e per
la predisposizione dei progetti pilota dei laboratori di chimica, fisica e
matematica (circa 2 milioni di euro).
Tutto il progetto "Lauree
scientifiche" è pertanto supportato non solo dalle linee guida cui si è
fatto cenno, ma anche da adeguate risorse finanziarie.
Tali risorse
consentiranno ai vari soggetti proponenti di erogare incentivi agli
studenti immatricolati (e soprattutto alle studentesse) ai corsi di laurea
delle classi 21, 25 e 32, nonché agli studenti delle scuole che
parteciperanno ai progetti pilota di laboratorio.
In particolare, è
prevista una specifica azione per sostenere gli studi universitari in
chimica, fisica e matematica, con un totale di 150 borse di studio l'anno
della durata di tre anni per ciascuno dei tre anni di vita del progetto.
Gli studenti vincitori di borsa saranno liberi di iscriversi
all'università di loro gradimento senza alcun vincolo geografico. Gli
studenti più brillanti che abbiano seguito con profitto i corsi
sperimentali di cui sopra e superato le relative prove di valutazione
usufruiranno di soggiorni premio di due settimane in strutture di ricerca
pubbliche e private, italiane e straniere. Almeno 200 studenti potranno
usufruire di questa opportunità. Allo stesso modo, specifici incentivi
potranno essere erogati agli immatricolati per effettuare periodi di stage
e tirocini formativi presso imprese, strutture di ricerca pubbliche e
private e presso centri interuniversitari, sia italiani che
stranieri.
Il progetto si completa, infine, con alcune azioni di
sistema oltre a quella sulla costituzione della Banca dati sugli stage che
vengono qui di seguito sintetizzate:
- l'attuale revisione delle classi dei corsi di studio avviate con il
Dm 17.07.04 (modifiche al regolamento n° 509/99), consentirà di
riprogettare i corsi nelle materie scientifiche in più stretta aderenza
alle esigenze delle imprese e del settore pubblico e privato della
ricerca;
- verrà elaborato uno specifico booklet di presentazione dei corsi
universitari (classi 21, 25 e 32) da distribuire a tutti gli studenti
delle scuole;
- sarà incentivata la istituzione, da parte delle facoltà di scienze,
di appositi corsi (master di I e II livello) per l'aggiornamento degli
insegnanti delle scuole nelle varie discipline scientifiche.
Con riferimento a tale ultima azione, vorrei premettere che i corsi di
perfezionamento organizzati dalle università (master) prevalentemente in
collaborazione con le associazioni imprenditoriali, le regioni e gli enti
locali, gli ordini professionali e gli enti pubblici e privati, stanno
assumendo, nel panorama dell'offerta formativa di livello universitario,
una valenza strategica.
Essi consentono, infatti, di far fronte
alle esigenze di aggiornamento professionale e di formazione continua in
ossequio ai principi e alle raccomandazioni dell'Ue sul tema del "long
life learning". Il Progetto"Lauree scientifiche"attribuisce grande
importanza a tale strumento atteso che la progettazione mirata e congiunta
tra università e imprese di corsi di perfezionamento di primo livello può
creare il giusto passaggio dalla formazione metodologica e di base della
laurea triennale a una formazione altamente professionalizzante che punti
alla definizione di una precisa figura professionale.
Tutto questo
ha il vantaggio di:
- orientare al mondo del lavoro;
- coinvolgere nel processo formativo docenti provenienti dal mondo
imprenditoriale;
- creare legami più stretti tra Università e Imprese.
Corsi di perfezionamento di questo tipo sono anche strategici:
- per aggiornare, nello spirito di una formazione permanente, laureati
"anziani" in discipline che come la Chimica, la Fisica e la Matematica
in particolare (ma non solo) hanno visto una forte evoluzione delle
ricadute applicative di alta tecnologia;
- per potenziare gli aspetti interdisciplinari che caratterizzano i
nuovi campi applicativi;
- per consentire ai docenti di scuola media superiore di avere corsi
di aggiornamento specifici nei campi di loro interesse.
Nello stesso spirito e con lo stesso obiettivo, sono previsti appositi
incentivi finanziari per le università che in accordo con le istituzioni
scolastiche, e con le associazioni imprenditoriali, procedano
all'attivazione di master di I e II livello per quegli insegnanti che
vogliano intraprendere un periodo di studio sia per aggiornamento sia per
specializzazione.