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I FILMATI SCIENTIFICI DEGLI ENTI DI RICERCA
In questa sezione, destinata ad ampliarsi nel tempo, sono disponibili i primi video proposti dagli Enti di Ricerca italiani. Le materie trattate sono diverse e tutte affascinanti, grazie alle nuove idee e ai continui approfondimenti che la ricerca mette in campo.
Intervista doppia Zichichi-Hack
Tre minuti di intervista doppia per conoscere più da vicino due dei massimi esponenti della Ricerca italiana. Dalle domande "leggere" a quelle più strettamente connesse all'attività di scienziati, Margherita Hack e Antonino Zichichi si raccontano attraverso le loro preferenze letterarie e cinematografiche, la loro scoperta più importante, le strumentazioni più utili per le loro indagini, l'esistenza di Dio e il luogo di villeggiatura preferito.
(Intervista doppia per "Astri e particelle" Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2009)
Tre minuti di intervista doppia per conoscere più da vicino due dei massimi esponenti della Ricerca italiana. Dalle domande "leggere" a quelle più strettamente connesse all'attività di scienziati, Margherita Hack e Antonino Zichichi si raccontano attraverso le loro preferenze letterarie e cinematografiche, la loro scoperta più importante, le strumentazioni più utili per le loro indagini, l'esistenza di Dio e il luogo di villeggiatura preferito.
(Intervista doppia per "Astri e particelle" Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2009)
QUELLI CHE LA FISICA... I RICERCATORI RACCONTANO
Per raggiungere risultati, in ogni campo, è necessario applicarsi e studiare molto. E la Fisica non fa eccezione. La passione, le difficoltà e la determinazione di chi ha scelto questa strada attraverso i racconti di alcuni ricercatori, che illustrano i diversi settori di questa affascinante disciplina.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
Per raggiungere risultati, in ogni campo, è necessario applicarsi e studiare molto. E la Fisica non fa eccezione. La passione, le difficoltà e la determinazione di chi ha scelto questa strada attraverso i racconti di alcuni ricercatori, che illustrano i diversi settori di questa affascinante disciplina.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
LEARNING FROM STARLIGHT: UN PROGETTO CONTRO LA DISLESSIA
“Progettare per comprendere” è un'iniziativa dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), realizzata con il contributo di Hewelett – Packard Phylantropy, 2004 e in collaborazione con il Comune di Bologna - Settore Istruzione, l’Associazione Italiana Dislessia e alcuni istituti scolastici del capoluogo emiliano e di Verona. Un modo utile e divertente per far amare le scienze e la tecnologia ai più giovani, aiutando gli studenti con problemi di dislessia.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
“Progettare per comprendere” è un'iniziativa dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), realizzata con il contributo di Hewelett – Packard Phylantropy, 2004 e in collaborazione con il Comune di Bologna - Settore Istruzione, l’Associazione Italiana Dislessia e alcuni istituti scolastici del capoluogo emiliano e di Verona. Un modo utile e divertente per far amare le scienze e la tecnologia ai più giovani, aiutando gli studenti con problemi di dislessia.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
R2B - RESEARCH TO BUSINESS: INNOVAZIONE E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO
Nazareno Mandolesi, direttore dell’Ufficio Innovazione Tecnologica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), parla dell’importanza dell’innovazione tecnologica e del trasferimento tecnologico alle imprese nel campo aerospaziale. I casi, presentati in questo video da un numeroso gruppo di ricercatori dell’INAF, lo confermano: da “l’acchiappa polveri”, a “grid”, la tecnologia per distribuire risorse di calcolo, un percorso sulla continua innovazione della ricerca in Italia.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
Nazareno Mandolesi, direttore dell’Ufficio Innovazione Tecnologica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), parla dell’importanza dell’innovazione tecnologica e del trasferimento tecnologico alle imprese nel campo aerospaziale. I casi, presentati in questo video da un numeroso gruppo di ricercatori dell’INAF, lo confermano: da “l’acchiappa polveri”, a “grid”, la tecnologia per distribuire risorse di calcolo, un percorso sulla continua innovazione della ricerca in Italia.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
RICERCATORI ITALIANI VINCONO IL PREMIO CARTESIO 2005
Un gruppo di scienziati italiani ha scoperto una coppia di stelle davvero unica, vincendo “l’Oscar europeo” 2005 per la ricerca scientifica: il premio Cartesio. Alessandro Corongiu, dottorando dell’Università di Cagliari, Nicolò D’Amico, Marta Burgay e Andrea Possenti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) di Cagliari, raccontano la loro ricerca e i risultati ottenuti.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
Un gruppo di scienziati italiani ha scoperto una coppia di stelle davvero unica, vincendo “l’Oscar europeo” 2005 per la ricerca scientifica: il premio Cartesio. Alessandro Corongiu, dottorando dell’Università di Cagliari, Nicolò D’Amico, Marta Burgay e Andrea Possenti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) di Cagliari, raccontano la loro ricerca e i risultati ottenuti.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
PREMIO BESSEL 2005 AD ANDREA CIMATTI
Lo studio delle galassie è da sempre uno dei settori più misteriosi e affascinanti dell’astronomia. Grazie alla precisione e alla qualità della sue ricerche su questo tema, Andrea Cimatti, astronomo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) nel 2005 ha vinto il premio Bessel per la ricerca scientifica, conferito ogni anno in Germania ai migliori scienziati stranieri. A spiegarci di che cosa si tratta esattamente e le motivazioni dell’assegnazione del premio, ci pensa lo stesso Andrea Cimatti.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
Lo studio delle galassie è da sempre uno dei settori più misteriosi e affascinanti dell’astronomia. Grazie alla precisione e alla qualità della sue ricerche su questo tema, Andrea Cimatti, astronomo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) nel 2005 ha vinto il premio Bessel per la ricerca scientifica, conferito ogni anno in Germania ai migliori scienziati stranieri. A spiegarci di che cosa si tratta esattamente e le motivazioni dell’assegnazione del premio, ci pensa lo stesso Andrea Cimatti.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
COME E' STATO COSTRUITO IL PIU' GRANDE TELESCOPIO DEL MONDO
Costruire un telescopio non è un gioco da ragazzi. Lo confermano le immagini di questo video, che mostrano come è stato realizzato il Large Binocular Telescope (LBT), il più potente strumento che l’uomo abbia mai creato per poter “raggiungere” le stelle dal nostro pianeta.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF , 2005)
Costruire un telescopio non è un gioco da ragazzi. Lo confermano le immagini di questo video, che mostrano come è stato realizzato il Large Binocular Telescope (LBT), il più potente strumento che l’uomo abbia mai creato per poter “raggiungere” le stelle dal nostro pianeta.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF , 2005)
INAUGURATO IN ARIZONA IL LARGE BINOCULAR TELESCOPE (LBT)
Come nascono le galassie? E le stelle? Ci sono altre forme di vita nel mondo? Per aiutare la scienza astrofisica a risolvere questi e altri fondamentali quesiti è stato creato il Large Binocular Telescope (LBT), il più potente telescopio del mondo. Nonostante si trovi negli Stati Uniti d’America, in Arizona, LBT deve molto alla ricerca italiana, come raccontano in questo video Piero Benvenuti, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Piero Salinari, dell’Osservatorio di Arceteri e Franco Pacini, del Dipartimento di Astronomia di Firenze.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
Come nascono le galassie? E le stelle? Ci sono altre forme di vita nel mondo? Per aiutare la scienza astrofisica a risolvere questi e altri fondamentali quesiti è stato creato il Large Binocular Telescope (LBT), il più potente telescopio del mondo. Nonostante si trovi negli Stati Uniti d’America, in Arizona, LBT deve molto alla ricerca italiana, come raccontano in questo video Piero Benvenuti, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Piero Salinari, dell’Osservatorio di Arceteri e Franco Pacini, del Dipartimento di Astronomia di Firenze.
(I corti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF, 2005)
TERREMOTI, MAREMOTI, AREE SISMICHE
Il 23 novembre 1980 un fortissimo terremoto porta lutti e distruzione in Irpinia. L'Italia si rende inesorabilmente conto della propria vulnerabilità e decide di dotarsi di una rete sismica, per proteggere i cittadini e il territorio. Oggi, con circa 250 sismografi sparsi in tutta la nazione, il nostro Paese vanta la migliore rete al mondo, grazie soprattutto al lavoro dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Enzo Boschi, creatore di questa rete sismica e presidente dell'INGV, spiega di che cosa si tratta e illustra come avvengono i terremoti, i maremoti e le attività vulcaniche in Italia e nelle aree sismiche del pianeta. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
Il 23 novembre 1980 un fortissimo terremoto porta lutti e distruzione in Irpinia. L'Italia si rende inesorabilmente conto della propria vulnerabilità e decide di dotarsi di una rete sismica, per proteggere i cittadini e il territorio. Oggi, con circa 250 sismografi sparsi in tutta la nazione, il nostro Paese vanta la migliore rete al mondo, grazie soprattutto al lavoro dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Enzo Boschi, creatore di questa rete sismica e presidente dell'INGV, spiega di che cosa si tratta e illustra come avvengono i terremoti, i maremoti e le attività vulcaniche in Italia e nelle aree sismiche del pianeta. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
APLABES - Il progetto dei coralli bianchi
Al largo di Santa Maria di Leuca, lungo i pendii dell'Apulian Plateau in Puglia, sono stati ritrovati banchi di coralli bianchi che si credevano estinti almeno 18.000 anni fa. Una scoperta importante per gli scienziati, perché tra i rami dei coralli si trovano anche numerose forme di vita marina ritenute estinte. La presenza dei coralli è stata documentata per la prima volta dal Progetto APLABES (Biocostruzioni a coralli bianchi nel Mar Ionio settentrionale - Apulian Plateau Bank), finanziato nei programmi FIRB del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) e coordinato dal Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa). Ne parla in modo approfondito il prof. Cesare Corselli, presidente del CoNISMa e docente di Geologia Marina all' Università Milano-Bicocca. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
Sull'argomento vedi anche lo Speciale: La Ricerca e il Mar Mediterraneo
Al largo di Santa Maria di Leuca, lungo i pendii dell'Apulian Plateau in Puglia, sono stati ritrovati banchi di coralli bianchi che si credevano estinti almeno 18.000 anni fa. Una scoperta importante per gli scienziati, perché tra i rami dei coralli si trovano anche numerose forme di vita marina ritenute estinte. La presenza dei coralli è stata documentata per la prima volta dal Progetto APLABES (Biocostruzioni a coralli bianchi nel Mar Ionio settentrionale - Apulian Plateau Bank), finanziato nei programmi FIRB del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) e coordinato dal Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa). Ne parla in modo approfondito il prof. Cesare Corselli, presidente del CoNISMa e docente di Geologia Marina all' Università Milano-Bicocca. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
Sull'argomento vedi anche lo Speciale: La Ricerca e il Mar Mediterraneo
IL MUSEO GEOFISICO DI ROCCA DI PAPA
In questo filmato del Museo Geofisico di Rocca di Papa - struttura realizzata con il contributo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il Comune della cittadina laziale, la Regione Lazio e la Provincia di Roma - si è guidati passo dopo passo all'interno delle sue sale, a conoscere macchine ludiche, strumenti e documentazione scientifica riguardanti la geologia, la geografia e la fisica terrestre. Un percorso affascinante tra immagini, oggetti curiosi, a volte quasi fantastici, alla scoperta dei segreti del nostro pianeta; l'idea e i dati scientifici che hanno portato alla modellazione dell'interno della terra.
In questo filmato del Museo Geofisico di Rocca di Papa - struttura realizzata con il contributo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il Comune della cittadina laziale, la Regione Lazio e la Provincia di Roma - si è guidati passo dopo passo all'interno delle sue sale, a conoscere macchine ludiche, strumenti e documentazione scientifica riguardanti la geologia, la geografia e la fisica terrestre. Un percorso affascinante tra immagini, oggetti curiosi, a volte quasi fantastici, alla scoperta dei segreti del nostro pianeta; l'idea e i dati scientifici che hanno portato alla modellazione dell'interno della terra.
ETNA - Gigante d'Europa
L'Etna è il vulcano attivo più alto d'Europa, e con i suoi 3340 mt è il monte più alto di tutto il Mediterraneo. Costituisce un sistema vulcanico a sè stante, i vulcanologi fanno risalire le sue origini a oltre 500.000 anni fa. Ma come nasce? Come si è formato? La sua attività eruttiva come si è sviluppata nel tempo? A queste e ad altre domande risponde un filmato realizzato dal Gruppo Nazionale per la Vulcanologia (GNV) che fa capo all’INGV. In collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, e con la consulenza scientifica del Prof. Franco Barberi. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
L'Etna è il vulcano attivo più alto d'Europa, e con i suoi 3340 mt è il monte più alto di tutto il Mediterraneo. Costituisce un sistema vulcanico a sè stante, i vulcanologi fanno risalire le sue origini a oltre 500.000 anni fa. Ma come nasce? Come si è formato? La sua attività eruttiva come si è sviluppata nel tempo? A queste e ad altre domande risponde un filmato realizzato dal Gruppo Nazionale per la Vulcanologia (GNV) che fa capo all’INGV. In collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, e con la consulenza scientifica del Prof. Franco Barberi. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
DAI DINOSAURI ALL'UOMO - La paleontologia racconta
Lo sapevate che i primi rettili volanti sono stati scoperti nel nord del nostro Paese? E che il primo ominide è comparso sulla terra circa due milioni di anni fa? A fornirci queste e altre preziose informazioni è la Paleontologia, disciplina che studia l'evoluzione degli animali nelle diverse ere. Raffaele Sardella, paleontologo del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università La Sapienza di Roma, traccia un interessante percorso che parte dalle origini del mondo ai nostri giorni, parlando di dinosauri, di animali estinti da millenni e di come l'uomo sia una delle specie più recenti apparse nel pianeta. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
Lo sapevate che i primi rettili volanti sono stati scoperti nel nord del nostro Paese? E che il primo ominide è comparso sulla terra circa due milioni di anni fa? A fornirci queste e altre preziose informazioni è la Paleontologia, disciplina che studia l'evoluzione degli animali nelle diverse ere. Raffaele Sardella, paleontologo del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università La Sapienza di Roma, traccia un interessante percorso che parte dalle origini del mondo ai nostri giorni, parlando di dinosauri, di animali estinti da millenni e di come l'uomo sia una delle specie più recenti apparse nel pianeta. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
ANTARTIDE - Il grande "archivio" della terra
L'Antartide è considerato dagli scienziati il più grande archivio della storia del nostro pianeta. I suoi 32 milioni di chilometri cubi di ghiaccio hanno stratificato intatti nei millenni particelle, batteri e segni che consentono ai ricercatori di risalire alle variazioni climatiche della terra e alle temperature esatte delle varie epoche. Per questo le perforazioni dei ghiacci antartici sono fondamentali per comprendere oltre al passato anche il futuro. L'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA) e il Programma Nazionale Ricerche in Antartide (PRNA) propongono un interessante documentario sulle missioni italiane, con immagini suggestive del continente di ghiaccio. Inoltre un'intervista a Cesidio Bianchi, Dirigente di Ricerca e Tecnologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
Sull'argomento vedi anche lo Speciale: La XXI spedizione italiana in Antartide
L'Antartide è considerato dagli scienziati il più grande archivio della storia del nostro pianeta. I suoi 32 milioni di chilometri cubi di ghiaccio hanno stratificato intatti nei millenni particelle, batteri e segni che consentono ai ricercatori di risalire alle variazioni climatiche della terra e alle temperature esatte delle varie epoche. Per questo le perforazioni dei ghiacci antartici sono fondamentali per comprendere oltre al passato anche il futuro. L'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA) e il Programma Nazionale Ricerche in Antartide (PRNA) propongono un interessante documentario sulle missioni italiane, con immagini suggestive del continente di ghiaccio. Inoltre un'intervista a Cesidio Bianchi, Dirigente di Ricerca e Tecnologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
Sull'argomento vedi anche lo Speciale: La XXI spedizione italiana in Antartide
SPERIMENTARE LA FISICA CON FRANCO FORESTA MARTIN
Sono passati secoli dagli studi sull’elettricità di Beniamino Franklin e dai suoi esperimenti con gli aquiloni, ma la fisica esercita ancora fascino e stupore tra alunni, docenti e appassionati. Non servono strumenti sofisticati per apprendere concetti fondamentali, o per studiare più da vicino fenomeni naturali; bastano infatti dei semplici apparecchi che si possono creare divertendosi in aula o a casa. Lo conferma in questo video Franco Foresta Martin, scrittore e giornalista scientifico del Corriere della Sera, appassionato di didattica informale che, partendo proprio dalla figura di Franklin, propone dei facili e interessanti esperimenti per studiare l’elettricità in laboratorio. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
Sono passati secoli dagli studi sull’elettricità di Beniamino Franklin e dai suoi esperimenti con gli aquiloni, ma la fisica esercita ancora fascino e stupore tra alunni, docenti e appassionati. Non servono strumenti sofisticati per apprendere concetti fondamentali, o per studiare più da vicino fenomeni naturali; bastano infatti dei semplici apparecchi che si possono creare divertendosi in aula o a casa. Lo conferma in questo video Franco Foresta Martin, scrittore e giornalista scientifico del Corriere della Sera, appassionato di didattica informale che, partendo proprio dalla figura di Franklin, propone dei facili e interessanti esperimenti per studiare l’elettricità in laboratorio. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
STROMBOLI - Le eruzioni del 2002 e 2003
Stromboli è un vulcano attivo, situato nell'omonima isola dell'arcipelago delle Eolie in Sicilia. E' famoso in tutto il mondo, e nella comunità scientifica, per la sua attività eruttiva. L'attività "stromboliana" non è pericolosa, a condizione che le esplosioni rimangano confinate all'interno dei crateri. Tuttavia di tanto in tanto avvengono esplosioni e colate laviche che possono raggiungere la costa e le zone abitate, mettendo a rischio la popolazione, come è successo nel 2002 e 2003. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che da anni svolge attività di monitoraggio del vulcano, documenta in un filmato proprio questo episodio, che ha provocato danni e un grande spavento nella popolazione. Segue un'intervista al geologo Piergiorgio Scarlato, che ha fatto parte del cordinamento delle attività nei sette mesi di eruzione del 2002-2003 a Stromboli. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
Stromboli è un vulcano attivo, situato nell'omonima isola dell'arcipelago delle Eolie in Sicilia. E' famoso in tutto il mondo, e nella comunità scientifica, per la sua attività eruttiva. L'attività "stromboliana" non è pericolosa, a condizione che le esplosioni rimangano confinate all'interno dei crateri. Tuttavia di tanto in tanto avvengono esplosioni e colate laviche che possono raggiungere la costa e le zone abitate, mettendo a rischio la popolazione, come è successo nel 2002 e 2003. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che da anni svolge attività di monitoraggio del vulcano, documenta in un filmato proprio questo episodio, che ha provocato danni e un grande spavento nella popolazione. Segue un'intervista al geologo Piergiorgio Scarlato, che ha fatto parte del cordinamento delle attività nei sette mesi di eruzione del 2002-2003 a Stromboli. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
PANAREA - Una violenta degassazione
Il 3 novembre 2002 un tratto di mare antistante l'isola ha cominciato a ribollire, enormi bolle sono salite in superficie, a galla centinaia di pesci morti, ovunque un forte odore di zolfo nell'area. Cosa era successo? Sii trattava di una degassazione (emissione sottomarina di gas), un fenomeno già noto a ricercatori, ma che non si era mai verificato con tanta violenza. La Protezione Civile ha incaricato allora l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e alcune università italiane di studiare e monitorare il fenomeno per evitare pericoli alla popolazione. In questo video un'intervista alla dott.ssa Alessandra Esposito, geologa dell'INGV, e un interessante filmato realizzato dal gruppo che si è occupato dell'analisi del fenomeno. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)
Il 3 novembre 2002 un tratto di mare antistante l'isola ha cominciato a ribollire, enormi bolle sono salite in superficie, a galla centinaia di pesci morti, ovunque un forte odore di zolfo nell'area. Cosa era successo? Sii trattava di una degassazione (emissione sottomarina di gas), un fenomeno già noto a ricercatori, ma che non si era mai verificato con tanta violenza. La Protezione Civile ha incaricato allora l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e alcune università italiane di studiare e monitorare il fenomeno per evitare pericoli alla popolazione. In questo video un'intervista alla dott.ssa Alessandra Esposito, geologa dell'INGV, e un interessante filmato realizzato dal gruppo che si è occupato dell'analisi del fenomeno. (I quattro elementi, a cura di Sonia Topazio, UNOSAT)



