Un viaggio tra i filosofi francesi del Novecento, tra inediti riemersi e voci dimenticate che ridisegnano il panorama della fenomenologia
Nel momento in cui prende forma una ricostruzione complessiva della filosofia del Novecento, alcune aree speculative che hanno segnato il dibattito filosofico sono già oggetto di analisi mirate.
Mentre emergono profili organici di correnti e autori, questo progetto propone una rilettura ulteriore del pensiero francese del secolo scorso, concentrandosi su fenomenologia, esistenzialismo, ermeneutica e riflessione etico-politica che ha utilizzato il metodo fenomenologico.
La ricerca si avvale di convenzioni consolidate tra i Dipartimenti italiani promotori e gli Atenei francesi, in particolare Paris I e Paris IV della Sorbonne. L’intento è riproporre alcuni autori come Merleau-Ponty, Sartre, Simone de Beauvoir, Simone Weil, Ricoeur, Foucault, Lévinas e Derrida, integrando inediti, scritti postumi e aree di riflessione sinora considerate marginali, come il pensiero femminile e la filosofia della differenza di genere.
I gruppi delle Università di Bari, Lecce, Roma 3, Sassari e Verona vantano una lunga collaborazione scientifica che ha prodotto convegni, seminari e volumi su figure centrali della filosofia francese. Alla soglia del nuovo secolo cresce l’esigenza di fare il punto, poiché sono già state pubblicate storie del pensiero francese del Novecento. Il progetto propone una rilettura più profonda, con attenzione alle implicazioni teoretiche, etiche e politiche, radicata nella fenomenologia husserliana introdotta in Francia negli anni Trenta.
Sartre e Merleau-Ponty rappresentano un nucleo centrale: la loro diffusione è dovuta anche alla capacità di usare generi letterari diversi, dal teatro alla narrativa, creando un dialogo tra filosofia e cultura. Merleau-Ponty, inoltre, divulgò per primo in Occidente i manoscritti inediti dell’ultimo Husserl, contribuendo a definire una nuova ermeneutica del vissuto e dei rapporti sociali. Accanto all’esistenzialismo, l’ermeneutica francese si sviluppò attraverso figure come Ricoeur e Lévinas, attente al ruolo della narrazione e della responsabilità etica.
La novità del progetto riguarda l’utilizzo sistematico di testi inediti o postumi, destinati a modificare le interpretazioni tradizionali. Per Sartre, ad esempio, sono ancora inediti lavori decisivi come L’Image dans la vie psychologique (1927), Egalité et liberté, Notes sur les Valeurs e le conferenze di Cornell del 1964. La loro analisi potrà offrire una nuova comprensione della sua filosofia morale e politica.
Per Merleau-Ponty risulta centrale la lettura postuma di Le visible et l’invisible, testo che ha trasformato l’immagine dell’autore influenzando profondamente la critica contemporanea. Lo studio prosegue grazie a strumenti come la rivista internazionale Chiasmi International e alle bibliografie sistematiche dedicate agli autori coinvolti.
Una parte rilevante del progetto riguarda la filosofia elaborata da soggetti femminili, spesso sottovalutata dalla critica. Accanto a Simone de Beauvoir emergono figure come Luce Irigaray, Françoise Collin e Hélène Cixous, protagoniste della filosofia della differenza sessuale. Questo approccio, sviluppato in Francia dagli anni Settanta, ha attraversato psicoanalisi, marxismo, esistenzialismo e simbolico lacaniano, ampliando il campo della riflessione fenomenologica ed etico-politica.
Il progetto intende quindi aggiornare la mappa del pensiero francese del Novecento, integrando tutto ciò che gli autori non pubblicarono in vita e valorizzando il contributo del pensiero femminile, fino ad oggi considerato spesso secondario. L’obiettivo finale è restituire un quadro più completo della complessità filosofica francese, connettendo opere edite, testi postumi e materiali d’archivio.
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