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Scienza e tecnologia

La fisica nucleare e subnucleare in Italia dagli anni 1930 agli anni 1970

Dalle cantine di via Panisperna alle piattaforme del San Marco, un viaggio nell’avventura scientifica che ha cambiato la ricerca italiana

Il programma ricostruisce l’evoluzione della fisica nucleare italiana dagli anni Trenta al secondo dopoguerra, seguendo gli sviluppi che portarono dalla ricerca sui raggi cosmici alla comprensione dei processi atomici più profondi.

La fisica nucleare e subnucleare in Italia dagli anni 1930 agli anni 1970 – ricercaitaliana.it

La prima linea di studio riguarda il lavoro svolto a Roma tra il 1933 e il 1946, anni in cui il gruppo di via Panisperna e figure come Enrico Fermi e Franco Rasetti posero le basi per esperimenti decisivi.

La ricerca analizza documenti d’archivio e testimonianze dirette per chiarire la dinamica della scoperta della radioattività indotta dai neutroni e il ruolo della paraffina nei test del 1934, esplorando inoltre il contributo dei “ragazzi di Garbasso” a Firenze, spesso trascurato dalla storiografia.

Accanto al lavoro romano cresceva la scuola dei raggi cosmici guidata da Bruno Rossi e i suoi collaboratori, attiva fino alla diaspora del 1938. Il progetto mira a ricostruire sia i percorsi individuali dei fisici emigrati sia il contributo di chi rimase in Italia, con particolare attenzione alla ricerca che culminò nell’esperimento di Conversi, Pancini e Piccioni del 1946, fondamentale per distinguere il mesotrone dalla particella teorizzata da Yukawa.

La costruzione della fisica teorica (1930-1970)

La seconda linea indaga la formazione della fisica teorica italiana tra anni Trenta e Settanta, un percorso segnato dalla creazione nel 1926 della prima cattedra di Fisica teorica a Roma, affidata a Fermi.

L’arrivo di Ettore Majorana e Giovanni Gentile jr. introdusse tecniche nuove come il formalismo di Dirac e la teoria dei gruppi, mentre Fermi apriva un filone fenomenologico che influenzò intere generazioni. Il programma esamina il contributo di figure come Pontecorvo, Puppi e Cabibbo, che svilupparono concetti fondamentali sulle interazioni deboli e sui neutrini, e analizza l’attività dei teorici impegnati nello studio delle interazioni forti, dai poli di Regge alle simmetrie dei quark.

L’obiettivo è ricostruire la nascita delle varie scuole italiane, valutando ciò che ha resistito nel tempo e ciò che è scomparso dall’orizzonte teorico, offrendo un quadro organico del contributo nazionale alla fisica fondamentale del Novecento.

Dai raggi cosmici allo spazio: l’avvio della ricerca spaziale

La terza linea affronta la transizione dalla fisica dei raggi cosmici alla fisica spaziale tra 1957 e 1972. Il progetto ricostruisce l’attività di Amaldi, Occhialini, Dilworth, Scarsi, Bonetti e Pizzella, seguendo archivi personali e interviste ai protagonisti. La ricerca analizza il contributo italiano all’Anno Geofisico Internazionale, la nascita di ESRO ed ELDO e le prime missioni dei gruppi universitari di Roma, Bologna, Milano e Torino.

Un focus centrale riguarda l’opera di Bruno Rossi negli Stati Uniti, tra plasma interplanetario e nascita dell’astronomia a raggi X, e il ruolo di Riccardo Giacconi nel formare i primi fisici spaziali italiani. Ampio spazio viene dedicato al progetto San Marco di Luigi Broglio, dai primi accordi con la NASA ai lanci orbitali del 1964 e 1967, fino al trasferimento tecnologico all’industria nazionale.

Antonio Papa

Giornalista pubblicista dal 2010, "fratello maggiore" di tanti redattori del network, autore di trasmissioni televisive. In TvPlay sono, insieme a Claudio Mancini, il conduttore di FantaTvPlay, di "Chi Ha Fatto Palo" e di altri format creati da noi. Sono una persona che ha fatto della scrittura la sua ragione di vita, coronando un sogno che avevo fin da bambino. Il mio motto è “lavorare seriamente senza mai prendersi sul serio”. Cerco di trasmettere la mia passione e il mio entusiasmo alle persone che lavorano con me: quando ci riesco… ci divertiamo!

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