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Lavori intossicanti: studio svela quali mestieri offuscano il cervello

Se vuoi sapere se il tuo lavoro è stato classificato tra quelli che offuscano il cervello, continua a leggere: prendi delle precauzioni

Oggi come oggi, anche a causa dei cellulari e dei dispositivi che ci consentono di essere sempre raggiungibili, è praticamente impossibile non portarsi il lavoro a casa. Questo significa che, anche quando si è in ferie o dopo il canonico orario lavorativo, in caso di necessità (o no) qualcuno potrebbe telefonarci, scriverci una e-mail o chiederci di tornare in ufficio: questo, però, crea dello stress spesso invisibile, ma molto pesante. Ecco quindi quali sono i mestieri intossicanti, che offuscano il cervello.

Questi mestieri offuscano il cervello: ecco quali sono -ricercaitaliana.it

Mai e poi mai sceglieremmo di fare un mestiere che sappiamo offuscare la mente. In realtà, però, chi lo svolge è difficile che se ne accorga poiché, per lui, quello stress fa parte della normalità. In realtà, uno studio del Paris Brain Institute ha scoperto che alcuni compiti cognitivi richiesti in certi lavori comportano l’accumulo nel cervello di una sostanza dannosa. Ecco di quali si tratta.

Lavori che danneggiano il cervello: scoprili tutti

Secondo gli studi del Paris Brain Institute, i lavori che richiedono multitasking, molta concentrazione, risoluzione di problemi e molta memoria favoriscono l’accumulo di glutammato. Questa sostanza, potenzialmente tossica, viene eliminata durante il sonno ma, se in grandi quantità, altera la corteccia prefrontale laterale, che è la sezione del cervello coinvolta nel processo decisionale.

Fai attenzione se svolgi uno di questi lavori-rricercaitaliana.it

I lavori che sembra favoriscano questa condizione sono quello di autista di autobus, medico, pilota, giudice e in generale tutte quelle professioni molto impegnative, dov’è richiesto prendere decisioni anche importanti. Secondo i ricercatori, chi svolge questa professione dovrebbe aver diritto a dei giorni di riposo con cadenza regolare, così che il circuito decisionale subisca un duro colpo.

Altri studi dimostrano che alcune decisioni difficili da prendere sul posto di lavoro, come quelle di giudici o medici, vengono altamente influenzate dalla stanchezza accumulata. Di conseguenza, una sentenza ingiusta o una diagnosi scorretta possono essere causate da un esaurimento delle energie del cervello che, cercando disperatamente il riposo, prende la prima decisione che gli capita a tiro così da concludere prima lo sforzo.

Questo, però, avviene a un livello inconscio: garantire a chi svolge queste professioni dei giorni di riposo o dei turni meno stancanti sarebbe quindi una tutela sia per loro, che per i loro pazienti o clienti. E voi cosa ne pensate di questa ricerca?

Giulia Belotti

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