Lavoro, Tenerini (FI): “Flessibilità e precarietà non devono andare di pari passo”

“Il salario minimo ha senso in quei Paesi dove la contrattazione collettiva non è ai livelli di percentuali italiani”. Ai nostri microfoni la deputata di Forza Italia Chiara Tenerini, della Commissione Lavoro alla Camera. “Il ragionamento si può ampliare lavorando sulle buone pratiche e i buoni contratti della contrattazione collettiva nazionale, partendo da quelli per risolvere il problema dei lavori non dignitosi”. 

Il Pil italiano è in crescita, nonostante la pandemia e la guerra in Ucraina
Come dato positivo c’è da rilevare che l’Italia ha dimostrato una capacità di resilienza notevole. Appena passata la pandemia, ci siamo trovati con la guerra in Ucraina che ha impattatato su tutti i costi energetici, delle materie prime, dell’approvvigionamento, e sul rincaro dei beni di prima necessità. Abbiamo avuto uno stress che oggi paghiamo con un’inflazione altissima che diminuisce il potere di acquisto di famiglie e aziende. Però le stime ci consegnano un’Italia resiliente che – come ha detto ieri il governatore di Banchitalia Ignazio Visco – anche più delle aspettative sta cercando di risollevarsi. Gli interventi che sono stati fatti rispetto al periodo post pandemico e quando è iniziato il tragico momento della guerra, sono stati veloci e incisivi, in emergenza. Questi ultimi hanno condizionato la possibilità di lavorare su una Legge di bilancio che prevedesse manovre più estensive”;

Lavoro, Tenerini (FI): "Flessibilità e precarietà non devono andare di pari passo"
Lavoro, Tenerini (FI): “Flessibilità e precarietà non devono andare di pari passo” (Foto di Facebook) – ricercaitaliana.it

Visco si è soffermato sulla precarietà del lavoro giovanile. “La quota dei giovani che dopo cinque anni si trova in condizioni di impiego a tempo determinato resta prossima al 20%”. Ma non solo: “Troppi, non solo tra i giovani, non hanno un’occupazione regolare o, pur avendola, non si vedono riconosciute condizioni contrattuali adeguate”, ha dichiarato.
Negli ultimi venti anni il lavoro precario è quasi raddoppiato in Italia. C’è una difficoltà a riuscire a trovare politiche attive per il lavoro che riescano a conciliare flessibilità ma non precarietà. I due termini non possono andare di pari passo. Si devono trovare le soluzione per mantenere la flessibilità, perché oggi è necessario, ma che non siano di fatto dei sistemi che mantengano la precarietà lavorativa”;

Qual è la soluzione, secondo lei?
In Italia abbiamo un problema grosso di incrociare domanda e offerta. Serve una revisione dei centri per l’impiego, delle agenzie interinali, vanno previste politiche attive, come già previsto nel decreto lavoro, ad esempio gli sgravi dei cosiddetti neet. Qualcosa si sta muovendo in questo senso. Inoltre, bisogna riuscire a ridurre le politiche di sostegno sociale o a pioggia come il reddito di cittadinanza per chiunque. Chi può lavorare deve essere messo in condizione di trovare un lavoro dignitoso e non precario. Oggi abbiamo un’altissima quantità di contratti che non durano più di un mese all’anno, è impressionante: c’è da fare un lavoro enorme”;

Cosa sta facendo il governo?
“L’intenzione del governo è riuscire a trovare soluzioni, compatibilmente con un periodo difficile che abbiamo affrontato. Gli interventi d’urgenza che abbiamo dovuto effettuare, hanno sottratto tantissime risorse alla Legge di bilancio. Secondo me, rispetto anche alla visione della ministra Calderone, nei prossimi mesi ci sarà un approfondimento sui neet e su tutti i ragazzi che in questo momento non sono attivi né nel mondo dello studio che in quello del lavoro, proprio per dare soluzioni e allinearci con i livelli europei”;

Il governatore di Banchitalia ha aperto alla possibilità di poter prevedere un salario minimo. Questo tema divide opposizione e maggioranza
In Commissione lavoro stiamo facendo una serie di audizioni, con sindacati, associazioni, professori universitari. Stiamo approfondendo il tema. Chiaramente il salario minimo ha un senso in quei Paesi dove la contrattazione collettiva non è ai livelli di percentuali italiani. Il diritto al lavoro dignitoso e sicuro, è sacrosanto. Per come è stato presentato in alcune proposte di legge anche delle opposizioni, secondo me rischia di distogliere dalla buona pratica della contrattazione collettiva che abbiamo in Italia. Serve uno strumento che preservi la contrattazione collettiva, non dimenticando però che all’interno di essa ci sono dei contratti sottopagati. Per tutto ciò che sta fuori dalla contrattazione collettiva va trovato uno strumento di salvaguardia, salvando però la contrattazione. Secondo me è più giusto parlare del trattamento economico complessivo. Un lavoro non è solo la parte salariale, ma anche welfare. Il ragionamento si può ampliare lavorando sulle buone pratiche e sui buoni contratti della contrattazione collettiva nazionale, partendo da quelli per risolvere il problema dei lavori non dignitosi. Purtroppo, questi ultimi si annidano nella contrattazione pirata o nel sommerso che non possiamo arginare neppure con il salario minimo”.

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