Se anche tu conservi gli avanzi di cibi cotti in frigorifero o ti organizzi preparando più pasti per i giorni a seguire, ecco a cosa devi prestare attenzione
Oggi come oggi, nessuno potrebbe mai fare a meno del frigorifero. Questo elettrodomestico consente infatti di conservare gli alimenti per diverso tempo e ne mantiene intatte le proprietà organolettiche e nutritive, così che durino più a lungo rispetto alla conservazione a temperatura ambiente. Molte persone, poi, lo usano anche per gli alimenti cotti, da preparare quando si ha tempo e da consumare nei diversi pasti dei giorni successivi. Ecco però cosa si deve sapere in merito.
Per seguire un’alimentazione varia e sana, infatti, è necessario avere una buona organizzazione dei tempi e non ci si può ridurre sempre all’ultimo, altrimenti il rischio è di consumare qualcosa di veloce e poco salutare. Di conseguenza, sono sempre di più le persone che cuociono verdura e legumi in abbondanza durante il weekend, da consumare poi lungo la settimana; se anche voi mettete in frigo cibo cotto, ecco cosa dovete sapere.
L’unico criterio da considerare, quando si ripone in frigo un alimento cotto, è il tempo di conservazione: se si sbaglia, il rischio di contrarre intossicazioni pericolose è alto. In generale, gli alimenti cotti possono essere tenuti per un massimo di quattro giorni: durante questo tempo, però, vanno consumati. Per la pasta asciutta, il tempo può protrarsi di anche un giorno mentre per carne, uova, pesce e formaggi la scadenza è categorica.
Sempre tenendo bene in mente che il frigo deve avere una temperatura interna compresa tra gli 0°C e i 4°C, non bisogna mai conservare gli alimenti cotti troppo a lungo. Lo stesso vale per quelli scaduti: se per quelli che hanno il termine minimo di conservazione c’è un margine di accettabilità, con quelli che riportano la dicitura “da consumare entro” non si deve sgarrare.
Inoltre, è buona abitudine separare adeguatamente i cibi cotti da quelli crudi, all’interno del frigorifero. Se non lo si fa, il rischio è quello della contaminazione crociata: i batteri presenti sull’alimento crudo, che verranno poi eliminati con la cottura, possono contaminare quello già pronto al consumo. In generale, la carne cotta e i suoi derivati vanno conservati per un massimo di 4 giorni, mentre per il pesce cotto il tempo si riduce a 3 giorni. Le uova sode, se chiuse in un contenitore ermetico, possono durare anche una settimana, mentre riso e pasta durano per 4 giorni.
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