Addio, Berlusconi, il racconto di Candiani (Lega): “Mi vengono in mente molte cose”

Non ce lo aspettavamo ma lo temevamo, perché il quadro clinico era complicato. Mi chiedo: “Adesso cosa succederà? Mi vengono in mente molte cose”. 

Così, ai microfoni di Ricerca italiana, Stefano Candiani, deputato della Lega, ricorda Silvio Berlusconi, che è deceduto questa mattina all’età di 86 anni.

Entrai nel Parlamento per la prima volta nel 2013, quando fui eletto in Senato. Una delle prime situazioni che affrontammo quell’anno fu la decadenza di Berlusconi. Ricordo una situazione incredibile, un clamore strepitoso e attorno a me c’erano sentimenti terribilmente contrastanti, senza vie di mezzo. L’odio e il rancore da un lato, dall’altro invece la difesa estrema e appassionata, adesione incondizionata. In quella stagione si consumò quello che indubbiamente è stato uno strappo nella politica, che portò alla nascita del Nuovo Centrodestra di Alfano, la fuoriuscita di Letta, l’ingresso in campo di Renzi. Uno strappo che ha tenuto lontano Berlusconi alle Aule istituzionali fino all’anno scorso quando è stato rieletto al Senato”, racconta Candiani.

Ho davanti un articolo di quel giorno de Il Giornale dal titolo “Gli illusi, oggi cacciano dal Senato Berlusconi e credono di averlo fatto fuori”. Anche oggi c’è qualcuno che gioirà o sarà felice perché il presidente finalmente se n’è andato. Sono illusi: Berlusconi ha caratterizzato a tal punto la vita politica dell’Italia negli ultimi quarant’anni che si dovranno fare i conti con questo per tanti anni ancora”. 

Addio, Berlusconi, il racconto di Candiani (Lega): "Mi vengono in mente molte cose"
Addio, Berlusconi, il racconto di Candiani (Lega): “Mi vengono in mente molte cose” (Ansa Foto) ricercaitaliana.it

Quali sono gli insegnamenti politici di Berlusconi che resteranno?
“In quegli anni Berlusconi e Bossi avevano un rapporto molto stretto che hanno sempre mantenuto anche nelle difficoltà di salute. Uno dei modi di dire di Bossi e che Berlusconi ha interpretato in maniera inappuntabile, era “non si deve mai mollare”. In questo senso Berlusconi è un esempio per tanti giovani che stanno iniziando l’attività politica. Ci si troverà sempre di fronte a ostruzioni e avversità, e davanti all’odio generato dall’opposizione politica. Non bisogna ma mollare. Se Berlusconi avesse ceduto al primo assalto, oggi la storia sarebbe differente. Gli è costato sicuramente tanto, non solo in termini economici ma anche di fatica e delusione. A mio avviso questo rappresenta una parte importante dell’eredità politica della persona: non cedere mai a compromessi su questioni valoriali e sulla propria identità, prendendo una posizione e dando certezza agli elettori, anche a costo di andare incontro a dispiaceri”;

Berlusconi è una figura divisiva…
Berlusconi sarà sempre una persona divisiva perché ha avuto successo. Una persona che ha successo genera invidia”;

Cosa ricorda di Silvio Berlusconi?
Non ci siamo mai frequentati personalmente. Ci sono state circostanze in cui insieme con Matteo Salvini ho partecipato ad alcune riunioni politiche a Palazzo Grazioli. Ricordo che entrando per la prima volta avevo il timore, tensione di incontrarlo. Però lui metteva le persone a proprio agio e creava le condizioni per stemperare le preoccupazioni. Incalzava sulle questioni su cui c’era un differente venuta, ma sempre con leggerezza, e questo non è banale. A lui veniva naturale trattare le cose importanti in maniera seria ma leggera, senza drammatizzarle, e questo è un merito”;

È stato criticato per questo.
Basta scorrere il web per vedere tante immagini di Berlusconi scanzonato. Qualcuno nel tempo le ha sicuramente derise e condannate. Ma che tristezza la politica grigia fatta da certa sinistra rancorosa, rispetto alla battuta e all’impostazione seria ma scapigliata! Penso che resterà un punto di riferimento non eguagliabile”;

Cosa succederà ora nel centrodestra?
Questo tema ci accompagnerà per parecchio tempo. In maniera molto brutale, la politica tende a chiudere le ferite e non lasciare i vuoti. Quello che è vero è che questo patrimonio anche valoriale del centrodestra che Berlusconi ha instituito nel ’93 con la prima aggregazione tra Lega, Forza Italia e Alleanza Nazionale, resta un paradigma della politica italiana che ancora oggi non dà tregua alla sinistra, tant’è che siamo al governo. Berlusconi si accomiata dalla scena politica nella stessa condizione in cui si affacciò: nel ’93 si affacciò col centrodestra unito, oggi se ne va col centrodestra unito al governo. Sono passati quarant’anni però ancora oggi il percorso, con tutto il travaglio, continua a dare i suoi frutti”.

Gestione cookie