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Gli agenti penitenziari scrivono a Nordio: “Situazione insostenibile”

Il sindacato degli agenti penitenziari preoccupato per le recenti aggressioni subite dagli agenti: “E siano solo all’inizio. Paura per ciò che accadrà in estate”

Le aggressioni in carcere continuano e a farne le spese sono le guardie penitenziarie. Il fenomeno è in continua crescita ed ha portato i responsabili dell’Osapp, il principale sindacato della Polizia Penitenziaria, a lanciare un allarme e a scrivere una nota al  ministro Carlo Nordio, al capo del Dap, al sottosegretario alla Giustizia e ai presidenti dei gruppi parlamentari.  Numerosi gli episodi riportati nella nota e che sono stati considerati  “eventi critici di particolare gravità”, ha scritto il sindacato.

Situazione insostenibile nelle carceri italiane. La Polizia lancia l’allarme – Ricercaitaliana.it – Pixabay Foto

Una delle aggressioni si è verificata a Modena l’8 giugno scorso, quando un  detenuto ha aggredito senza apparente motivazione con pugni al volto l’agente di sezione, che ha riportato ferite guaribili in 6 giorni. Anche nel carcere di Sassari si sono verificate violenze. Il nove giugno (il giorno dopo l’aggressione a Modena) un detenuto  ha lasciato la propria cella tentando di raggiungere un’altra sezione detentiva, e avrebbe colpito con pugni al viso due agenti. Sempre il 9 giugno c’è stato un nuovo episodio a Frosinone: un detenuto in isolamento ha colpito con un taglierino un poliziotto penitenziario, colpendolo alla gola: necessari 16 punti di sutura. A Torino, invece, una tentata aggressione al Lorusso e Cotugno.

L’Osapp chiede dunque se per i detenuti responsabili di aggressioni a danno del personale “si sia proceduto in sede disciplinare e penale”, se “si provveda sempre e comunque per l’allocazione dei responsabili in altre diramazioni detentive delle strutture interessate e non alla presenza nel servizio degli stessi addetti del Corpo vittime o testimoni”, se si stia provvedendo al trasferimento in istituti più idonei “nei casi di aggressione di maggiore e comprovata gravità” e se ci sia la garanzia che “presso tutte le sedi in cui si verificano aggressioni al personale e danneggiamenti ai beni pubblici siano state assunte le necessarie precauzioni anche a tutela dell’integrità fisica e morale dei dipendenti”.

I problemi evidenziati e i rischi per l’estate

In carcere aumentano le aggressioni – Ricercaitaliana.it – Pixabay Foto

“Oltre alle preoccupanti notizie di aggressioni – si legge nella nota del sindacato –  rivolte e risse che stanno pervenendo a questa Organizzazione Sindacale da una moltitudine di infrastrutture penitenziarie sul territorio nazionale voci altrettanto allarmanti e diffuse riguardano le condizioni di lavoro in cui il personale di Polizia penitenziaria si trova ad operare senza riuscire ad ottenere la fruizione dei diritti minimi lavorativi e che, purtroppo, sono sempre più spesso caratterizzate da:

– carenza di addetti in servizio da cui deriva il prolungamento, oltre misura ed in eccedenza al consentito, dell’orario di impiego e la copertura contemporanea da parte dello stesso addetto del Corpo in contemporanea di più posti di servizio con conseguente stress psico fisico;

– l’impossibilità di fruire del riposo settimanale con la prevista cadenza anche per 2/3 volte in un mese e il conseguente accumulo;

– l’impossibilità di fruire del congedi ordinari anche degli anni precedenti l’attuale; –

L’Osapp continua ad evidenziare le noti dolenti, evidenziando come, in estate la situazione possa ulteriormente peggiorare: “Peraltro, occorre anche considerare che tali condizioni di assoluto disagio e di sostanziale ingovernabilità delle infrastrutture penitenziarie, di fatto inaccettabili, sono andate a peggiorare in questi ultimi mesi, anche e soprattutto per quanto attiene alle intemperanze nella popolazione detenuta e si intensificheranno notevolmente con la calura estiva e stante la concomitante mancanza di adeguate contromisure da parte degli Organi centrali e territoriali dell’Amministrazione (qualora non mancanti del tutto le vigenti circolari in materia datano persino a decenni fa).

 

Paolo Colantoni

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