L’ex leader democristiano Arnaldo Forlani è morto serenamente nella sua casa a Roma all’età di 98 anni.
È stato uno dei massimi esponenti della DC ed ha ricoperto molti ruoli apicali non solo come segretario del partito ma anche nel governo.
La sua militanza politica cominciò in Nuove Cronache, come collaboratore di Amintore Fanfani. Agli inizi degli anni Ottanta, insieme con Antonio Gava e Vincenzo Scotti fondò Azione Popolare o Grande Centro. Fu presidente e vicepresidente del Consiglio, ministro degli Esteri, della Difesa e delle Partecipazioni Statali.
Dal 1969 al 1973 fu segretario della Democrazia Cristiana la prima volta. La seconda invece, dal 1989 al 1992. Per molto tempo è stato presidente del Consiglio nazionale del partito. Nel 1992 fu candidato alla presidenza della Repubblica, venendo ostacolato proprio dalla DC.
Nel 1980 di uno degli artefici della vittoria al Congresso di una maggioranza che elesse Flaminio Piccoli come segretario e mise un punto alla collaborazione con il Partito comunista italiano, rinunciando alla formula del centrosinistra. Dal 18 ottobre 1980 al 26 giugno 1981 fu presidente del Consiglio alla guida della coalizione tra DC, PSI, PSDI e PRI. Poi arrivò lo scandalo della loggia massonica, che lo portò alle dimissioni.
Il XVIII nazionale della DC lo elesse nuovamente alla segreteria. E da segretario, Arnaldo Forlani gestì la crisi di governo fino alle dimissioni del 19 maggio 1989 di Ciriaco De Mita, in seguito ai contrasti con Bettino Craxi. A luglio prese vita il sesto governo Andreotti e nacque i CAF, cioè l’asse politico tra Craxi, Andreotti e Forlani, fino al 1992.
Nel 1992 cominciarono anche le inchieste Tangentopoli della Procura di Milano, che colpirono prima il PSI poi la DC, determinando la crisi del partito. Il 5 aprile del 1992 ci furono le elezioni politiche e la Democrazia Cristiana perse quasi il 5% alla Camera. Nacque così l’ultimo esecutivo sostenuto dai quattro partiti, con alla guida Giuliano Amato. Con la fine del CAF arrivò anche la fine della carriera politica di Arlando Forlani, sconfitto nella corsa al Quirinale, costretto alle dimissioni da segretario e poi sotto processo nell’ambito dell’inchiesta Mani Pulite.
Continuò la sua attività da deputato ma non si presentò alle politiche del 1994, dopo una permanenza in Parlamento per nove legislature.
Arlando Formani nacque a Pesaro l’8 dicembre del 1925. Palazzo Chigi proclama il lutto nazionale e i funerali di Stato che si terranno lunedì a Roma.
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