Migranti, l’Ue trova l’intesa: cosa prevede il Patto di Lussemburgo

Foto dell'autore

By Angelo Bianco

Curiosità

I 27 hanno raggiunto un accordo su due pacchetti di norme, che sono il cuore del nuovo Patto sui migranti. 

Ci sono voluti sette anni prima di trovare un’intesa, oltre che 12 ore di maratona negoziale.

Alla fine hanno votato contro solo Polonia e Ungheria. “Si tratta di un grande giorno”, ha dichiarato la ministra svedese per l’immigrazione Maria Malmer Stenergard, presidente di turno.

I due regolamenti

I due regolamenti mirano a rafforzare la responsabilità dei Paesi di primo ingresso, ma anche a rendere obbligatoria la solidarietà da parte degli altri Paesi. I ricollocamenti non saranno obbligatori, ed è previsto un contributo finanziario.

Il patto ha rischiato di saltare: perché

Migranti, l'Ue trova l'intesa: cosa prevede il patto in Lussemburgo
Migranti, l’Ue trova l’intesa: cosa prevede il patto in Lussemburgo (Ansa Foto) – ricercaitaliana.it

L’ultimo ostacolo sa superare era la divergenza tra Germania e Italia sulla definizione di Paese terzo per i rimpatri dei migranti non ammessi all’asilo. È stata introdotta la procedura accelerata alla frontiera, per esaminare le domande dei migranti che hanno meno possibilità di ottenere lo status di rifugiato.

L’Italia, appoggiata da Lituania, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Bulgaria, Malta, Austria, Danimarca e Grecia, chiedeva di poter rimpatriare i migranti la cui richiesta di silo era stata respinta nei Paesi in cui erano transitati, trovando la Germania in disaccordo.

La soluzione è stata trovata lasciando agli Stati il margine per la definizione di Paese sicuro. Per poter rimpatriare un migrante in un Paese di transito o diverso da quello di origine, come ha spiegato la commissaria Johansson, lo Stato deve avere tutti i criteri di Paese terzo sicuro e il migrante deve essere in qualche modo connesso a questo Paese.

La procedura di asilo

La decisione presa ruota intorno alla procedura d’asilo e alla gestione della migrazione”, spiga il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi. “La procedura d’asilo (Apr) prevede l’istituzione di un percorso rapido con regole condivise europee per trattare le domande di asilo che provengono da quei Paesi con un basso grado di accettazione – sotto il 20% – e la creazione di una certa quota, attraverso una formula, secondo la quale ognuno dei 27 è obbligato ad applicare la procedura accelerata”. 

L’Ue si doterà di una capacità di gestione fissata per 30mila posti con un coefficiente di moltiplicazione progressivo di 2,3 e 4 nell’arco di tre anni. A contare è il “posto”. La domanda di asilo dovrà essere evasa entro 12 settimane. Il tetto del primo anno sarà 60mila persone, il secondo 90mila e poi 120mila, da ripartire tra i 27 Stati membri sulla base di Pil e popolazione.

La Commissione poi, stabilità se un Paese ha bisogno di solidarietà in caso di un aumento di arrivi. In quel caso sarà esentato dalla procedura di frontiera Ue e potrà accedere al bacino di 30mila ricollocamenti, da ottenere in forma pratica o con un finanziamento da 20mila euro per ogni migrante non trasferito.

L’Italia ha giocato un ruolo decisivo per il raggiungimento del Patto di Lussemburgo: “Abbiamo avuto una posizione di grande responsabilità, trovando corrispondenza da altri Paesi e ottenendo consenso sulle nostre proposte”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Riteniamo che sia un giorno in cui parte qualcosa e non solo sia un giorno di arrivo”. 

L’obiettivo era ottenere un accordo che sia reale nella pratica, non solo sulla carta”. Per la prima volta si parla di “dimensione esterna”. 

L’obiettivo dell’Italia era che i Paesi del Sud non diventassero il “centro di raccolta degli immigrati per conto dell’Europa”. È stata introdotta anche la responsabilità ridotta a 12 mesi invece che 24 per salvare le persone in mare con operazioni SAR che poi presentano ed ottengono la protezione internazionale.

Tra le misure c’è anche un sostegno finanziario per la realizzazione operativa, infrastrutture comprese, delle procedure di frontiera.

Gestione cookie