Ucraina nella Nato, Dreosto: “Ora bisogna continuare a sostenere Kiev, poi ragioneremo sull’ingresso”

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By Giovanna Sorrentino

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Il posto dell’Ucraina nella Nato non sembra così scontato. Almeno fino a quando non arriverà la fine della guerra con la Russia. 

È quanto emerso dal summit di Vilnius di ieri, martedì 11 luglio. Oggi “continueremo il nostro lavoro a Vilnius”, ha scritto su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “La nostra difesa è una priorità assoluta e sono grato ai nostri partner per la loro disponibilità a compiere nuovi passi. Più armi per i nostri guerrieri, più protezione per l’intera Ucraina! Porteremo in Ucraina nuovo importanti strumenti di difesa. Sono previsti incontri bilaterali con i partner americano, canadese, tedesco, britannico, olandese, giapponese e altri. In programma anche la prima riunione inaugurale del consiglio Nato-Ucraina”. 

L’apertura verso l’adesione di Kiev al Patto Atlantico c’è da parte degli altri Paesi, con gli Usa in testa: “Siamo a un punto di massima unità tra gli alleati, dopo il vertice Nato, abbiamo radunato il mondo per sostenere il popolo ucraino”. 

Dreosto a Notizie.com: cos’ha detto

Ucraina nella Nato, Dreosto: "Ora bisogna continuare a sostenere Kiev, poi ragioneremo sull'ingresso"
Ucraina nella Nato, Dreosto: “Ora bisogna continuare a sostenere Kiev, poi ragioneremo sull’ingresso” (Ansa Foto) – ricercaitaliana.it

Tuttavia l’Ucraina dovrà ancora aspettare. In un’intervista esclusiva a Notizie.com, il senatore della Lega Marco Dreosto, segretario della Commissione esteri e difesa di Palazzo Madama, ha spiegato: “È necessario continuare a sostenere il popolo ucraino davanti alla brutale aggressione russa ma per l’adesione dell’Ucraina alla Nato bisogna agire con una visione in prospettiva ricordando che a nessun Paese e mai stato chiesto di aderire all’Alleanza Atlantica in caso di conflitto in corso. Per cui è indispensabile raggiungere quanto prima un cessate il fuoco e una pace per poter ragionare in maniera sinergica assieme agli alleati sul futuro dell’Ucraina. Bene il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani che ha proposto un Consiglio permanente Nato – Ucraina per preparare il terreno all’eventuale adesione proprio per compiere quei passi necessari che garantiscano la sicurezza e la sovranità territoriale dell’Ucraina permettendo in contemporanea quei passi per il raggiungimento della pace e non mosse che la possano ostacolare”. 

La Svezia nella Nato

Ma le novità non riguardano solo la partita sul futuro dell’Ucraina. Nei giorni scorsi il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha tolto il veto sull’ingresso della Svezia nella Nato, a patto che venga creato un Coordinatore per la lotta al terrorismo, e che vengano allenate le limitazioni per l’export di armi verso Ankara. Ma ha detto sì anche perché ha ottenuto dalla Svezia l’impegno a sostenere l’ingresso della Turchia in Ue come Stato membro. In più, c’è la questione degli F-16 che otterrà dagli Stati Uniti.

L’abilità negoziale di Erdogan è indubbia. È riuscito per l’ennesima volta a ribaltare una situazione a proprio vantaggio. Se da un lato vi è la necessità di riallacciare e rafforzare i rapporti tra Occidente e Ankara, altra cosa è l’entrata della Turchia nell’Unione europea. Su quest’ultimo argomento sarei particolarmente cauto. Questo potrebbe avere delle ripercussioni sugli equilibri europei, già sotto pressione da molteplici fattori. Basti pensare che in caso di adesione, la Turchia potrebbe contare degli stessi voti in Consiglio europeo della Germania. Vi sono Paesi europei, come Grecia e Cipro, che hanno un contenzioso aperto con Ankara e anche noi in Libia dobbiamo capire le mire turche nella nostra ex quarta sponda. Insomma un risiko geopolitico particolarmente complesso al quale non vedo una facile soluzione, per usare un eufemismo“, ha dichiarato a Notizie.com il senatore Dreosto.

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