Strage di Bologna, polemica dopo le parole di De Angelis

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By Angelo Bianco

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So per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini. Non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza”. 

Sono le parole in un post su Facebook di Marcello De Angelis, ex terrorista nero, cognato dell’ex nar Luigi Ciavardini e oggi responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio.

Strage di Bologna, polemica dopo le parole di De Angelis
Strage di Bologna, polemica dopo le parole di De Angelis (Ansa Foto) – ricercaitaliana.it

De Angelis: “Io sul rogo come Giordano Bruno”

Le sue parole hanno creato moltissime polemiche, e si è spiegato in un altro post pubblicato oggi: “Ho espresso il mio dissenso. E sono finito sul rogo. Da uomo libero. Come ogni libero cittadino di questa Nazione, ho esercitato il diritto di esprimere la mia opinione su un evento solstiziale della nostra storia, fondata su decenni di inchiesta svolta come giornalista e parlamentare. E certo, non lo nego, animato dalla passione di chi ha avuto un fratello morto, vittima di uno degli accertati depistaggi orditi per impedire l’accertamento della verità, con l’utilizzo della falsa testimonianza del massacratore del Circeo Angelo Izzo. E quindi con il diritto personale e familiare di chiedere di approfondire ogni analisi finché non sia dissipato qualunque dubbio. Ho detto quello che penso senza timore delle conseguenze. Se dovrò pagare per questo e andare sul rogo come Giordano Bruno per aver violato il dogma, ne sono orgoglioso”. 

Il coraggio di Marcello De Angelis sulla strage di Bologna”, scrive Gianni Alemanno condividendo il post di De Angelis sulla strage di Bologna.

Schlein: “Dimissioni immediate per De Angelis”

La segretaria Pd Elly Schlein invece, definisce “ignobili” le sue parole e chiede le “dimissioni immediate” del portavoce del presidente della Regione Lazio: “Se  non riescono a farlo i vertici della Regione Lazio sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a prendere provvedimenti immediati. È grave che Meloni il giorno della commemorazione non sia riuscita a dire che quella di Bologna sia stata una strage neofascista, sarebbe gravissimo se continuasse a permettere ai suoi sodali di stravolgere la verità processuale. Ponga fine, una volta per tutte, a questa scellerata aggressione alla storia”. 

Calenda: “Nessuno la manderà al rogo perché per fortuna vive in un Paese democratico che ha sconfitto i fascisti (come lei)”

Polemiche anche dal leader di Azione Carlo Calenda, in un post su Twitter: “Caro  De Angelis, per fortuna lei vive in un paese democratico che ha sconfitto i fascisti (come lei). Dunque nessuno la manderà al rogo. Semplicemente continueremo a combattere le sue idee in nome della democrazia e della costituzione repubblicana che i suoi amici volevano sovvertire. Il martirio le è precluso, le dimissioni no. Spero che Rocca si dia una mossa in questo senso”. 

M5S Lazio: “Se De Angelis ha elementi che riscrivano la storia lo dica ai magistrati, altrimenti taccia”

Le parole di Marcello De Angelis sono inaccettabili. Negare la matrice neofascista della strage di Bologna e una verità giudiziaria che diverse sentenze hanno appurato è già di per sé grave, diventa gravissimo quando a scrivere tali affermazioni è il portavoce del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Se De Angelis è a conoscenza di elementi in grado di riscrivere la storia che ha visto condannato suo cognato Luigi Ciavardini, insieme a Mambro, Fioravanti e Cavallini, per l’ignobile atto terroristico, vada a riferire ai magistrati, in caso contrario taccia quantomeno per dovere istituzionale. Nel frattempo ci aspettiamo che il Presidente Rocca prenda le distanze e rimuova De Angelis dal suo incarico”. Così in una nota, il gruppo Movimento 5 Stelle della Regione Lazio. 

Azione-Italia Viva Lazio: “Parole di De Angelis inaccettabili”

Quanto dichiarato ieri dal portavoce della Regione Lazio Marcello De Angelis sulla strage di Bologna è gravissimo e inaccettabile”. Lo scrivono in una nota Marietta Tidei e Luciano Nobili, consiglieri regionali di Azione-Italia Viva: “Si tratta di considerazioni inconcepibili sul piano storico, che negano la matrice neofascista dell’attentato accertata dalle sentenze e allo stesso tempo rappresentano un attacco inaccettabile nei confronti del Capo dello Stato, che proprio pochi giorni fa si era espresso con parole inequivocabili sulla vicenda. Nell’esprimere la nostra vicinanza ai familiari delle vittime della strage – concludono Tidei e Nobili – riteniamo doveroso e indispensabile che il presidente Rocca prenda in maniera netta e chiara le distanze dalle posizioni del suo portavoce”. 

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