L’opinione che molti hanno sulla colazione non è uguale, c’è chi la ritiene sacra, chi invece pensa non sia così indispensabile, è bene però evitare di fare errori anche gravi.
Avere nozioni da nutrizionista non è certamente da tutti, molti di noi hanno però probabilmente sentito più volte una teoria che non è così campata per aria, quella che porta a credere che la colazione sia il pasto più importante della giornata. Basta questo per capire quanto possa essere determinante farla, anche se non sempre si rispetta nei fatti questo principio, specialmente quando si ha poco tempo a disposizione perchè ci si deve poi recare al proprio posto di lavoro o di studio.

Chi la salta o la consuma comunque velocemente finisce per credere di non fare niente di grave, visto che poi ha la possibilità di recuperare con il pranzo, previsto del resto poche ore dopo. Capire quali possano essere le conseguenze per chi non rispetta appieno questo principio può essere importante, probabilmente potrebbe poi essere portato ad avere una condotta più appropriata.
Un errore da non fare con la colazione
In genere si tende a pensare che saltare la colazione possa essere un errore soprattutto a livello nutritivo, visto che può esserci il rischio quasi certo di arrivare affamati a pranzo e rifarsi del digiuno, mangiando però più del dovuto. Se si è a dieta, ma soprattutto se si vuole evitare di arrivare al pomeriggio con lo stomaco pesante, non riuscendo così a rendere al meglio nei compiti quotidiani prefissati.
In realtà, possono esserci conseguenze ben peggiori, che possono condizionare la salute di una persona, che è bene conoscere. Già qualche anno fa, infatti, una ricerca effettuata da un gruppo di studiosi della Harvard University ha messo in evidenza il forte rischio di arrivare a una diagnosi di malattie coronariche cardiovascolari, infarti e morte per cardiopatie ischemiche, soprattutto nei maschi che tendono a non fare spesso la colazione.

Nel corso degli anni sono però stati realizzati altri studi sul tema, che hanno confermato ulteriormente questa teoria, non solo si rischierebbe l’infarto, ma si potrebbe anche incorrere in una recidiva che potrebbe essere fatale. Altre conferme a riguardo sono arrivate recentemente, grazie a una ricerca che ha coinvolto ben 103 mila persone, da cui è apparso chiaro che ogni ora di ritardo nel consumare la colazione aumenta il rischio cardiovascolare del +6%.
Non si tratta quindi di numeri di poco conto, ma che anzi si legano a una disciplina della medicina che sta prendendo sempre più piede, la crononutrizione. Sono diversi i ricercatori che hanno individuato un legame tra la rinuncia alla colazione e il recupero con i pasti successivi, comportamento che però porta a modificare fortemente il metabolismo. Chi ha questa condotta con cadenza periodica potrebbe così riscontrare problemi quali obesità, ipertensione, iperglicemia e insulinoresistenza, condizioni che possono avere conseguenze anche sull’andamento del cuore.
Tra gli effetti che potrebbe avere chi non fa colazione ogni mattina ci sono poi anche le maggiori probabilità di andare incontro a diabete, colesterolo e pressione alta. Gli orari in cui si mangia sono quindi importanti, visto che il corpo smaltisce gli zuccheri in maniera diversa di giorno o di notte.
Proprio per questo non è casuale che i lavoratori che operano a turno possono avere maggiori possibilità di incorrere in malattie metaboliche o diabete, visto che possono saltare la colazione, ma sedersi a tavola di notte. In alcuni casi modificare questa condotta può non essere semplice, sarebbe però bene ritagliarsi del tempo per ogni pasto, così da garantire al nostro organismo la regolarità di cui ha bisogno.