Adoro la pizza, ma non riuscivo mai a digerirla: ecco perché e come ho risolto

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By Ilaria Macchi

Lifestyle

La pizza piace praticamente a tutti, ma c’è chi poi fatica a digerirla e rimpiange di averla mangiata. Niente paura, è possibile capire perché questo accade e risolvere definitivamente. 

Ognuno di noi a tavola può avere gusti differenti e apprezzare alcuni cibi, ma allo stesso tempo odiarne altri e portare avanti queste scelte per tutta la vita. È però rarissimo trovare qualcuno che non ami la pizza, letteralmente un cibo passpartout a cui si può ricorrere in ogni occasione, compresi i momenti in cui non si ha grande voglia di cucinare e non sa cosa mangiare. Anzi, spesso questa ci viene proposta quando abbiamo la possibilità di passare un momento con amici e familiari, poco importa se ne abbiamo consumata una il giorno prima, raramente decidiamo di rinunciare.

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Tanti amano la pizza ma faticano a digerirla – Ricercaitaliana.it

Nonostante questo, tanti potrebbero rendersi conto di avere difficoltà a digerirla, avvertendo un peso sullo stomaco poco tempo dopo averla finita, addirittura c’è chi può arrivare a rigirarsi nel letto senza riuscire a prendere sonno. Sottovalutare questi sintomi può essere un errore, soprattutto perché si tratta di malesseri fastidiosi, proprio per questo sarebbe bene capire perché questo accada e provare a trovare una soluzione.

Non riesco a digerire la pizza: ecco perché e come risolvere

Chi si rende conto di avere difficoltà nella digestione della pizza potrebbe avvertire già pochi minuti dopo averne finita un dolore o bruciore di stomaco, spesso anche persistenti. Pensare di prendere sempre un medicinale per alleviare la situazione non è l’ideale, diventa quindi importante capire quali possano essere le cause di questo fenomeno in modo tale da poter gustare davvero uno die cibi più amati dagli italiani, bambini compresi.

Non è detto innanzitutto che il problema si presenti sempre, in casi simili tutto deve essere ricondotto al modo in cui è stata preparata la pizza, che non è evidentemente sempre lo stesso. A fare la differenza in negativo può essere la farina, il malessere può verificarsi quando abbiamo a che fare con un alimento realizzato con farine troppo ricche di proteine, glutine, amido resistente, additivi e stabilizzanti.

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Le farine della pizza incidono sulla digestione – Riceecaitaliana.it

Queste vengono “create” per cercare di venire incontro alle esigenze dei pizzaioli, che non hanno sempre tempo (e soldi) da dedicare a impasti freschi, per questo arrivano a puntare su questi che possono avere una durata maggiore, anche a distanza di giorni.

Alla farina classica si aggiungono così componenti quali i polisaccaridi come il glucano o enzimi come l’isolmaltasi, che non fanno certamente sempre bene ai consumatori. Non si deve poi trascurare la durata della lievitazione, altro aspetto che può influire sulla qualità del prodotto e che può renderlo più appetitoso.

Qualora la tempistica sia ridotta (sono in pochi a superare le 12 ore, ritenuto il minimo), si può andare incontro alla reazione di Maillard che si registra nel corso della cottura ad alte temperature, con la formazione delle proteine glicate. Questo tipo di proteine porta ad avere problemi all’intestino, con altri danni al sistema cardiovascolare da non trascurare.

Si deve inoltre sottolineare la presenza della pizza dell’amido resistente, chiamato così perché non riesce a essere digerito in maniera adeguata dall’intestino tenue. Queste componenti portano alla formazione di gas, disturbi intestinali e alla necessità di bere ripetutamente. Se possibile, sarebbe bene quindi informarsi presso la pizzeria a cui ci rivolgiamo per capire come avvenga la lievitazione, così da capire se davvero rimpiangeremo la nostra amata pizza.

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