“Nuovi italiani in aumento”: i dati confermano un’inversione di tendenza

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By Paolo Colantoni

Curiosità

Alessio Menonna, ricercatore Ismu, in esclusiva a Ricercaitaliana.it: “I dati sono in crescita. Ecco da cosa dipendono. E le differenze tra l’Italia e gli altri Paesi”

Aumentano gli stranieri che, una volta arrivati nel nostro Paese, acquisiscono la cittadinanza italiana. A rilevarlo è la Fondazione Ismu, che ha studiato i dati Istat ed Eurostat ed ha elaborato uno studio significativo. Che evidenzia il cambio netto rispetto agli ultimi anni. Nel 2022 ben 133.236 stranieri hanno chiesto ed ottenuto la cittadinanza italiana. Di questi il 50,9% sono donne, contro il 49,1% rappresentato dagli uomini. Un dato in crescita rispetto al passato. Una crescita del 9,2% rispetto all’anno scorso.

In Italia sono aumentate le richieste di cittadinanza – Ansa Foto – Ricercaitaliana.it –

Nel corso del 2021 infatti, erano stati 121.457 i cittadini che si erano registrati come “nuovi italiani”.  In media, nel 2022, è divenuto italiano uno ogni 38 stranieri residenti. Nell’ultimo decennio si è passati dai minimi del 2012 (65.383) ai picchi del 2015 con 178.035 e del 2016 con 201.591 acquisizioni, per poi scendere a 146.605 l’anno seguente (2017) e a 112.523 nel 2018, e infine tendenzialmente risalire – anche se in misura minore – durante gli ultimi quattro anni.  

“I dati sono abbastanza eloquenti – dichiara in esclusiva per Ricercaitaliana.it Alessio Menonna, ricercatore Ismuma oscillano sempre parecchio. Un aumento c’è stato, ma non siamo ancora sui valori del 2016. Da cosa dipende questo aumento? Da tanti fattori e non certo dal numero di presenza straniera che c’è sul nostro territorio”. Il ricercatore Ismu spiega quali sono i fattori che portano a questa oscillazione dei numeri:Molto dipende dalle leggi e dalla burocrazia. Andiamo per ordine: a diventare nuovi italiani e a richiedere la cittadinanza sono di solito gli stranieri extracomunitari che sono sbarcati dai dieci ai dodici anni fa e quelli comunitari di quattro/cinque anni fa. I matrimoni misti, con una differenza di sei mesi più il tempo per acquisire la cittadinanza, coloro i quali hanno raggiunto i diciotto anni durante l’anno e coloro i quali l’acquisiscono grazie ai propri avi”. 

Ma non basta. “Questi – continua Menonna – sono quelli che teoricamente potrebbero richiedere la cittadinanza italiana nel corso dell’anno. Ma non tutti lo fanno. Anzi, quelli che la richiedono sono una minoranza. A molti non serve: tanti infatti hanno una carta di soggiorno e possono tranquillamente rimanere qui. Non votano in Italia, ma possono tranquillamente circolare e lavorare. E poi c’è l’aspetto della questione identitaria. Alcuni, dopo qualche anno passato da noi, si sentono italiani, altri preferiscono continuare a sentirsi marocchini, giapponesi, albanesi. A volte il concetto di cittadinanza è troppo esaltato”. Un altro aspetto è piuttosto eloquente.Sono pochi i comunitari che fanno richiesta di cittadinanza italiana. Probabilmente per i motivi che stavamo elencando prima”: Numeri alla mano infatti, ad ottenere la cittadinanza italiana sono stati soprattutto albanesi (22.493), marocchini (16.588), rumeni (9.435), brasiliani (5.460), bangladeshi (5.116), indiani (4.489), pakistani (4.410), argentini (3.669, più del doppio rispetto al 2020, anno in cui se ne contavano 1.717), moldovi (3.633) ed egiziani (3.531). “L’alto numero di acquisizioni da parte di brasiliani e argentini è dovuto alla possibilità di naturalizzazione per ius sanguinis e cioè grazie alla presenza di avi italiani.”  

I dati e il confronto con gli altri Paesi

Le richieste di cittadinanza in Italia negli ultimi anni secondo i dati elaborati dall’Ismu – Ricercaitaliana.it

Non si registrano, nonostante i tanti arrivi dopo lo scoppio del conflitto, richieste da parte di cittadini ucraini. “Richieste di cittadinanza ci sono state, ma da parte di ucraini o ucraine che erano in Italia da cinque o sei anni. Per tutto quello che abbiamo spiegato prima, era impossibile immaginare che quelli che sono arrivati a febbraio scorso potessero ottenerla”. Ma alla luce di questi numeri, dove si colloca l’Italia? Quali sono i Paesi europei dove si registrano i numeri più alti di richieste di cittadinanza? Dagli ultimi dati disponibili di Eurostat che si riferiscono al 2021 emerge che tra i Paesi dell’Unione Europea la Svezia è lo stato in cui si registra il maggior tasso annuo di acquisizione di cittadinanza (uno ogni 10 stranieri residenti), seguita dai Paesi Bassi (uno ogni 19) e dalla Romania (uno ogni 22), mentre l’Italia si posiziona al nono posto. Interessante notare che l’Italia dal 2014 al 2021 è sempre oscillata fra il quinto e il decimo posto in classifica.  

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