Diabete gestazionale, i primi segnali di allarme: come riconoscerlo in tempo

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By Valentina Giungati

Salute

Il diabete gestazionale può avere ripercussioni veramente molto pesanti: riconoscerlo in tempo è fondamentale.

Molte future madri non conoscono questo problema e, di conseguenza, si trovano di fronte a una diagnosi improvvisa e inaspettata. Con un’analisi dei sintomi precoci, tuttavia, è possibile non solo prevenire le conseguenze più severe della malattia, ma identificare in tempo quelli che possono essere i problemi di ordine comune.

Diabete gestazionale, quali sono i segnali di allarme
Diabete gestazionale: come riconoscerlo (ricercaitaliana.it)

Il diabete gestazionale è del tutto simile a quello standard, riguarda i livelli di zucchero nel sangue che sono troppo elevati e che possono, in questo caso, causare un problema non solo alla madre ma anche al feto. Ciò vuol dire capire che tipo di alimentazione seguire, se fare o meno una terapia mirata e come approcciarsi a tale patologia in generale.

Diabete gestazionale: i sintomi a cui fare attenzione

La questione è complicata perché spesso le donne si trovano a soffrire di questo disagio durante la gravidanza senza mai averne avuto prima alcun sentore. La condizione, come avviene anche per il diabete di tipo 2, è molto severa e non va mai sottovalutata. Di fatto, può essere generata dal corpo e dagli ormoni che, essendo in fase di cambiamento per il concepimento, possono determinare anche degli sbalzi improvvisi con ripercussioni a vario titolo.

Come riconoscere il diabete gestazionale
I segnali di allarme del diabete in gravidanza (ricercaitaliana.it)

L’insulina è un ormone a tutti gli effetti, ma serve a controllare il livello di zucchero nel sangue. Se questo subisce delle modifiche, può portare alla comparsa del diabete e, quindi, ad un mancato controllo della regolazione. Il sistema non fa altro che produrre più insulina nel tentativo di gestire lo zucchero, ciò vuol dire che l’eliminazione non sta funzionamento come dovuto, l’ormone non riesce a fare il suo lavoro e si può sviluppare il diabete gestazionale.

Molte donne possono avere sintomi lievi, in altri casi possono esserci segnali più pesanti. La cosa importante è identificare subito quelli che sono i campanelli d’allarme della malattia in maniera precoce, senza dunque aspettare che la patologia emerga con tutte le complicanze connesse. Individuarli in anticipo significa avere consapevolezza di quello che sta accadendo. In primo luogo, bisogna considerare la stanchezza.

Va bene sentirsi spossate in gravidanza, o avere sonno, ma se tale condizione è troppo forte o insolita, c’è qualcosa che non quadra. Stanchezza e sonnolenza continua sono due campanelli d’allarme. Anche avere sempre sete è una manifestazione anormale: bere favorisce il benessere, eppure se lo si fa di continuo si tratta di un dettaglio a cui prestare attenzione. Allo stesso modo, problemi di vista mai avuti prima e prurito possono essere altri segnali inequivocabili.

Laddove ci siano i sintomi descritti, è fondamentale rivolgersi al ginecologo e far presente la propria condizione. Il test andrebbe fatto tra la 24esima e la 28esima settimana per sicurezza, questo sia per chi ne soffre, per chi ha già riscontrato la patologia in un’altra gravidanza e per chi vuole averne la certezza e affrontare di conseguenza la propria gestazione.

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