Covid, c’è una nuova variante: e l’intelligenza artificiale scende in campo

Foto dell'autore

By Paolo Colantoni

Salute

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato una nuova variante. Intanto la scienza compie passi avanti da gigante: scende in campo l’Intelligenza Artificiale

A tre anni e mezzo di distanza dall’inizio della pandemia da Covid-19, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un altro allarme: ci sarebbe infatti una nuova variante che sta tenendo in agitazione i responsabili medici. Gli errori di sottovalutazione del passato e le criticità che sono state evidenziate nell’ultimo periodo, hanno portato l’Oms ad alzare l’asticella e a lanciare un monito.

Covid, c’è una nuova variante. Lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità – Ricercaitaliana.it

L’ultimo report sanitario ha confermato l’esistenza di una sottovariante, che gli esperti non vogliono trascurare. Dopo aver affrontato e superato brillantemente Kraken (XBB.1.5) e Arturo (XBB.1.16), si sta sviluppando un nuovo ceppo. Che le autorità controllano con attenzione. Si tratta della variante XBB.1.9.2. Dalla quale è nato un ulteriore ceppo, nominato
‘EG.5’, che per gli esperti “è un lignaggio discendente da XBB.1.9.2 con una mutazione aggiuntiva, F456L, nella proteina Spike”, scrive l’Oms. È in crescita a partire da fine maggio. “Al momento, non ci sono prove di un aumento dei casi e delle morti o di cambiamenti nella severità della malattia connessi a EG.5”, conclude il report.

Ma nonostante questo, i medici invitano tutti a non abbassare la guardia. Terminata la fase acuta, il Covid fa meno paura. I dati sono rassicuranti. Negli ultimi 28 giorni, sono state registrate 836 mila diagnosi, con un calo del 30% rispetto al mese precedente. In tutto il mondo sono morte 4500 persone, con una riduzione del 42%. Numeri, come detto, rassicuranti, ma le esperienze del passato hanno portato i medici a non abbassare la guardia, soprattutto nei periodi in cui il virus sembra non circolare. I casi sono in diminuzione in tutto il mondo, tranne che nella regione del Pacifico Occidentale (che comprende l’Oceania e l’Estremo Oriente), dove è stato osservato un aumento dei decessi del 30% rispetto allo scorso mese. Ed in Corea del Sud, Paese che ha visto un incremento del 38% con più di mezzo milione di casi.

Il Covid fa meno paura, ma non è stato sconfitto del tutto. Ad aiutare i medici potrebbe arrivare l’Intelligenza Artificiale Un gruppo di ricercatori del centro di ricerca americano Scripps, hanno infatti pubblicato uno studio su Call Patterns, nel quale hanno evidenziato la presenza di un algoritmo capace di prevedere in anticipo la diffusione di nuove e più pericolose varianti Covid. Le esperienze passate hanno insegnato quanto sia importante la prevenzione per contenere la diffusione di un patogeno e come lo sia anche l’identificazione precoce delle varianti più pericolose. Attraverso lo studio dei dati sulle ultime varianti Covid-19 i ricercatori (tra i quali anche un italiano, Salvatore Loguercio)  e i tassi di mortalità durante la pandemia, i ricercatori hanno messo a punto un nuovo algoritmo che sarebbe in grado di prevedere molto rapidamente l’emergere delle cosiddette Varianti che destano preoccupazione o Voc (Variants of Concern), come lo era stata la temibile variante Omicron.

L’algoritmo che prevede le varianti

Esiste un algoritmo in grado di prevedere le varianti – Ricercaitaliana.it

L’algoritmo, che è stato aggiornato con tutti i dati, ha dimostrato di essere in grado di valutare ed anticipare i cambiamenti che avvenivano in ambito medico. In modo puntuale e preciso. Ha confrontato le varianti esistenti con quelle potenzialmente in arrivo ed ha valutato su queste, l’efficacia dei mezzi di protezione (mascherine, gel e non solo).  Le simulazioni effettuate attraverso questo nuovo algoritmo, sono state in grado di evidenziare con molto anticipo rispetto a quanto realmente avvenuto la comparsa delle varianti più pericolose, uno strumento che se applicato avrebbe potuto aiutare a limitare realmente la diffusione del virus.

“Una delle grandi lezioni di questo lavoro è che è importante prendere in considerazione non solo alcune varianti importanti, ma anche le decine di migliaia di altre varianti non designate, che chiamiamo la materia oscura variante“, ha dichiarato William Balch, uno dei responsabili dello studio. “L’Intelligenza artificiale – aggiungono i ricercatori – potrebbe essere utilizzata per tracciare l’evoluzione dettagliata delle future pandemie virali in tempo reale e, almeno in linea di principio, consentirebbe agli scienziati di prevedere i cambiamenti nella traiettoria di una pandemia in tempo per adottare adeguate contromisure”. La scienza prosegue la sua lotta al Covid e ai virus.

Gestione cookie