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Sapienza Università di Roma

Il documento ufficiale con cui i ricercatori hanno presentato il loro risultato

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L'intervista al professor Roberto Lavecchia - La Sapienza

Altre ricerche in corso: Carciofo e succo di mela

L'interesse da parte dell'industria cosmetica e dietetico-alimentare

Altre ricerche sugli antiossidanti rientrano fra quelle dei progetti Far

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Glossario

Polifenoli
Sostanze naturali con spiccate proprietà antiossidanti, usate nel settore cosmetico e dietetico-alimentare.

CLASSIFICAZIONE


9 Aprile 2008

Dai fondi di caffè, antiossidanti ed energia pulita

Chicchi di caffè
Fonte: Galileo

Hanno visto il futuro nei fondi di caffè Roberto Lavecchia e Antonio Zuorro del Dipartimento di Ingegneria Chimica della Sapienza.
Un futuro fatto di energia pulita e antiossidanti ricavati dagli scarti di preparazione della bevanda simbolo dell'Italia all'estero.

Ispirandosi all'arte del riciclo, ingegneri chimici della Sapienza hanno condotto questa ricerca per circa tre anni, nell’ultimo anno in forma particolarmente intensiva. Oltre a Roberto Lavecchia e al Dott. Antonio Zuorro il gruppo di ricerca si è avvalso della collaborazione di tirocinanti e laureandi e del supporto del Dott. Marco Fidaleo, un biologo molecolare con l'aiuto del quale sono stati messi a punto i metodi per la misura del potere antiossidante degli estratti fenolici.
Roberto Lavecchia e Antonio Zuorro si occupano da anni di ricerca nel settore degli scarti alimentari. A loro si devono anche risultati relativi al licopene, un'altra sostanza antiossidante contenuta nel pomodoro.

Lo studio fatto sui fondi di caffè, oltre a inserirsi nell'ambito della ricerca sugli antiossidanti ha anche importanti risvolti eco-ambientali. Attualmente, lo smaltimento di questi scarti rappresenta un fenomeno di grande impatto a livello ambientale ed ecologico, trattandosi di un rifiuto che viene prodotto nelle case e dalle industrie.

Lavecchia e Zuorro hanno dimostrato che oltre al ruolo antiossidante, i fondi di caffè, opportunamente trattati, hanno anche un grande potere calorifico, superiore a quello del legno di migliore qualità. Pertanto potrebbero essere usati per alimentare stufe, caldaie o caminetti. Una vera e propria fonte di energia pulita profumata (forse) al caffè.


I residui solidi rimasti dopo l'estrazione dei polifenoli si rivelano utili anche per la rimozione dei metalli pesanti, utilizzabili per esempio per depurare acque contaminate da piombo, cadmio o altri metalli nocivi.

Il metodo usato
Con un solvente costituito da acqua ed etanolo (l'alcol presente nei vini e nei distillati di uva) i due studiosi sono riusciti a recuperare oltre il 95% dei polifenoli presenti nei fondi di caffè.
I polifenoli estratti dal caffè, hanno mostrato una capacità antiossidante superiore a quella di molti prodotti sintetici. Inoltre, è molto importante sottolineare che il procedimento seguito dai due ricercatori non genera alcun tipo di rifiuto da smaltire, in quanto sia l'acqua sia l'etanolo vengono integralmente recuperati al termine dell'estrazione e riutilizzati a "circolo chiuso".

Grazie alla collaborazione del professor Lavecchia, negli Approfondimenti è disponibile una intervista ricca di interessanti riflessioni sul lavoro svolto e sugli sviluppi futuri.