Contenuto
Ti trovi in: HOME »Gli attori della Ricerca »Gli Enti e le Istituzioni di RicercaGli Enti e le Istituzioni di Ricerca
Il PNR ha precisato il ruolo che gli Enti Pubblici di Ricerca devono svolgere nel Sistema Innovativo nazionale. La ridefinizione della loro missione ed il conseguente riposizionamento, avviati con decreto legislativo di riordino dai precedenti Governi, non era infatti stata supportata da adeguati atti di indirizzo, sicché l'autonomia degli Enti si è espressa su scelte di carattere politico-strategico che hanno in alcuni casi travalicato il principio dell'autonomia scientifica. Ciascun Ente, di conseguenza, si era trovato immesso in logiche autoreferenziali ed tese a conservare l'insieme di funzioni ed attività ereditate dal passato.
Non sorprende, quindi, che non sia stato possibile per alcuni Enti attrarre l'interesse delle imprese, sia grandi che piccole, per lo sviluppo di attività comuni finalizzate allo sfruttamento produttivo delle conoscenze. Anche le loro interazioni con le Università, venuta a mancare una chiara ridefinizione dei rispettivi compiti, rappresentava un'area che ha richiesto scelte incisive. Le relazioni "opportunistiche" di sovrapposizione e dipendenza, che hanno caratterizzato il passato, non sono state sostituite da sistematici ed organici rapporti di cooperazione.
I nuovi indirizzi sono tesi ad utilizzare il patrimonio di conoscenze e di esperienze detenuto dagli Enti di Ricerca per soddisfare le esigenze di sviluppo del sistema socio-economico. In particolare la missione degli Enti è stata focalizzata su obiettivi di medio-lungo periodo e di dimensione e complessità tali da richiedere una forte concentrazione di risorse. Nello stesso tempo, è stato assicurato un equilibrio tra l'obiettivo di generare ricadute nel sistema economico, attraverso una maggiore capacità di interagire con il mondo produttivo, e quello di assicurare spazi adeguati per la irrinunciabile attività di ricerca libera.
Gli indirizzi relativi all'assetto e ai ruoli degli Enti sono stati:
- l'individuazione, in una logica di sistema, di uno specifico ruolo per l'insieme e per ciascuno degli Enti di Ricerca tendente al superamento della presenza di enti autonomi non ben differenziati né per ruolo, né per temi programmatici, dai più grandi a quelli di minore dimensione;
- ricercare e conseguire aggregazioni che hanno raggiunto massa critica in ambiti strategici per il Paese con una particolare attenzione alle problematiche della metrologia e degli standard tecnici al fine di porre le basi per la realizzazione di un sistema qualità-Italia.
- l'orientamento dell'attività degli Enti su grandi temi di ricerca strategica, mirata a prospettive di presenza significativa nei segmenti di mercato high-tech, i cui outputs possano contribuire a costruire, nel medio-lungo termine, le rinnovate basi per la competitività del Paese;
- la costituzione di un polo organizzato che dia visibilità e aggregazione alle discipline economiche, storiche, giuridiche ed umanistiche;
- la realizzazione di collegamenti strutturali forti tra singoli laboratori e centri, che già di fatto collaborano su filoni di comune interesse, ma riconducibili oggi a Enti diversi per flussi decisionali e, in particolare, per l'acquisizione delle risorse;
- l'individuazione delle fattispecie che richiedono l'assolvimento da parte degli Enti delle attività di agenzia e l'espansione dell'attività di esecuzione delle ricerche; incremento, invece, all'interno degli Enti stessi, delle capacità di monitoraggio e valutazione della ricerca, nonché di analisi dei relativi risultati, allo scopo di dar luogo ad una gestione consapevole del proprio portafoglio programmi;
- la ristrutturazione del CNR, accentuando il processo in corso di riduzione del numero degli organi di ricerca, per disporre Istituti dotati di dimensioni adeguate, a presidio di ben definiti settori interdisciplinari di intervento;
- la ristrutturazione dell'ENEA, attraverso una più efficace caratterizzazione dei compiti dell'Ente e una chiara identificazione dei compiti di ricerca e di supporto alle pubbliche amministrazioni;
- analisi della capacità di ciascun Ente di rispondere, con gli strumenti propri dell'autonomia organizzativa e scientifica, alla missione assegnata e valutazione, soprattutto "a posteriori", del grado di conseguimento degli specifici obiettivi e del loro "ritorno" ad effettivo beneficio delle esigenze sociali che attraverso essi si intendono soddisfare.
- il superamento delle prassi, basata quasi esclusivamente sulla dotazione annuale, integrando la dotazione destinata alla copertura delle spese di funzionamento col finanziamento di specifici progetti di ricerca determinati sia attraverso scelte programmatiche a medio termine - mediante accordi di programma e convenzioni tra Enti e MIUR, sulla falsariga di quanto sta avvenendo per i grandi enti internazionali, quali ad esempio il CNRS francese-, sia attraverso l'accesso a canali di natura competitiva;
- il rafforzamento della gestione manageriale delle attività di ricerca;
- l'attivazione di meccanismi premianti la capacità degli Enti di moltiplicare le risorse ricevute dal sistema pubblico attraverso la partecipazione finanziaria di altri partners;
- l'identificazione di specifici mezzi e procedure di finanziamento per le attività di servizio richieste agli Enti dalle pubbliche amministrazioni, in modo da evitare che queste si realizzino parallelamente e non a discapito dell'attività di ricerca
- una attenta considerazione e sostegno delle attività dei consorzi interuniversitari e dei consorzi pubblico-privato per lo sviluppo di azioni in settori prioritari.
Consultando i siti delle organizzazioni di ricerca è possibile conoscerle meglio, ma soprattutto è possibile accedere alle informazioni e ai servizi che mettono a disposizione:



