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La Ricerca e il Mar Mediterraneo
GLI STRUMENTI E IL METODO DI STUDIO
Le navi Urania e Thetis: strumenti per la ricerca
Le due navi in dotazione al CNR per lo svolgimento dei vari programmi di ricerca oceanografica. Un contributo del prof. Mario Sprovieri, dell'Istituto Ambiente Marino Costiero (IAMC), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).A bordo di Explora
Nel corso della campagna oceanografica Mediterrano 2005 sono state condotte diverse indagini sulla nave da ricerca OGS-Explora. A cura dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS), Dipartimento per lo Sviluppo delle Ricerche e delle tecnologie Marine (RIMA).La nave Universitatis e la campagna oceanografica CIESM
A bordo della nave Universitatis si è svolta un'attività di ricerca multidisciplinare che ha interessato un'area ancora poco conosciuta: il Mar Tirreno centro-meridionale. A cura di Edoardo Papa del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa).I RICERCATORI
GALLERIA MULTIMEDIALE
APPROFONDIMENTI
La Ricerca e il mare
Per la sua complessità e importanza il mare esercita da sempre un grande potere di attrazione su studiosi di tutte le discipline. Un contributo del prof. Francesco Maria Faranda, vice presidente del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa).I giardini di corallo
Esemplari viventi di colonie di coralli bianchi, che si credevano scomparsi da oltre 15.000 anni, sono stati identificati grazie alle modernissime tecnologie del Progetto APLABES. A cura di Edoardo Papa, del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa).Biotecnologie dal fondo del Mar Ionio
Rivelata la presenza di un'attività batterica primordiale a più di 3500 metri di profondità, che potrà essere utilizzata per ottenere applicazioni in campo medico e ambientale. A cura di Edoardo Papa del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa).I segreti nascosti sul fondo del mare
Le informazioni geologiche contenute sui fondali marini e negli strati sottostanti, se correttamente decifrate, possono raccontare cosa è successo nel passato, fornendo una guida di lettura per il futuro. A cura del prof. Michele Rebesco, del Dipartimento per lo sviluppo delle Ricerche e delle tecnologie Marine (RIMA), Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS).CLASSIFICAZIONE
- Disciplina: Scienze della terra
RICERCHE COLLEGATE
Il Progetto EUR-OCEANS
Dedicato allo studio delle risorse biologiche dei principali bacini oceanici del pianeta, è un progetto a cui partecipano più di 25 Paesi europei. Un contributo del prof. Mario Sprovieri, dell'Istituto Ambiente Marino Costiero (IAMC), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).Le perforazioni oceaniche
La spedizione IODP nel Bacino del Guatemala fa parte di un progetto che ha come finalità quella di perforare, per la prima volta, una sezione completa di crosta oceanica. A cura della prof. ssa Paola Tartarotti dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca.Genesi e evoluzione di canyon sottomarini
Le aree fino ad ora studiate e in corso di studio lungo il margine della Calabria ionica. A cura della dott. ssa Ester Colizza del Dipartimento di Scienze Geologiche, Ambientali e Marine, Università degli Studi di Trieste.
Lo tsunami di Santorini
Circa 3500 anni fa l'esplosione della caldera del vulcano dell'isola di Santorini, in Grecia, provocò una gigantesca onda di tsunami. Gli studi effettuati. A cura del prof. Michele Rebesco dell'Istituto di Oceanografia e Geofisica Sperimentale - OGS di Trieste.I vulcani di fango
Una campagna di ricerca nel Mar Ionio settentrionale ha portato alla scoperta di vulcani di fango situati ad una profondità di 1900-2300 metri. A cura della dott. ssa Silvia Ceramicola dell'Istituto di Oceanografia e Geofisica Sperimentale - OGS di Trieste.La XXI Spedizione italiana in Antartide
Uno speciale sulla Campagna antartica 2005/2006 della nave oceanografica OGS-Explora.I Progetti di Ricerca
I Centri di Ricerca di eccellenza
Il 2005 è stato dichiarato dalla Commissione Europea "Anno del Mediterraneo". Anche seguendo questa indicazione, dedichiamo uno Speciale alla Ricerca sul Mediterraneo, raccogliendo i contributi che man mano ci saranno inviati dai ricercatori e che andranno ad aggiungersi a quanto sinora pubblicato.
Punto d'incontro di tre continenti, Mare nostrum degli antichi romani o Mare Bianco degli Arabi, il Mediterraneo è sotto moltissimi aspetti un'area di grande interesse: numerose le attività di ricerca, i progetti e gli studi in corso di cui ci occuperemo. Tratteremo del mare, della terra sotto il mare e intorno al mare, della natura e del clima, ma anche delle culture di cui il Mediterraneo è stato la culla, e che tuttora alimenta.
I primi contributi riguardano le grandi navi che svolgono ricerca oceanografica; il rilevamento di attività batteriche primordiali a oltre 3500 metri di profondità; la scoperta di colonie di coralli bianchi che si credevano scomparsi da oltre 15.000; la genesi e evoluzione di canyon sottomarini; la perforazione, realizzata per la prima volta, di una sezione completa di crosta oceanica, ...
E tra gli approfondimenti, segnaliamo il contributo del prof. Francesco Maria Faranda, vice presidente del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa), che ci parla della ricerca e del mare, di come, per la sua complessità e importanza, questo eserciti da sempre un grande potere di attrazione sugli studiosi di tutte le discipline.
Segnaliamo, infine, anche i link alle pagine dei Centri di eccellenza e dei Progetti di Ricerca FIRB (Fondo Integrativo Ricerca di Base) e PRIN (Progetti di Ricerca di rilevante Interesse Nazionale) relativi al Mar Mediterraneo.
Punto d'incontro di tre continenti, Mare nostrum degli antichi romani o Mare Bianco degli Arabi, il Mediterraneo è sotto moltissimi aspetti un'area di grande interesse: numerose le attività di ricerca, i progetti e gli studi in corso di cui ci occuperemo. Tratteremo del mare, della terra sotto il mare e intorno al mare, della natura e del clima, ma anche delle culture di cui il Mediterraneo è stato la culla, e che tuttora alimenta.
I primi contributi riguardano le grandi navi che svolgono ricerca oceanografica; il rilevamento di attività batteriche primordiali a oltre 3500 metri di profondità; la scoperta di colonie di coralli bianchi che si credevano scomparsi da oltre 15.000; la genesi e evoluzione di canyon sottomarini; la perforazione, realizzata per la prima volta, di una sezione completa di crosta oceanica, ...
E tra gli approfondimenti, segnaliamo il contributo del prof. Francesco Maria Faranda, vice presidente del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa), che ci parla della ricerca e del mare, di come, per la sua complessità e importanza, questo eserciti da sempre un grande potere di attrazione sugli studiosi di tutte le discipline.
Segnaliamo, infine, anche i link alle pagine dei Centri di eccellenza e dei Progetti di Ricerca FIRB (Fondo Integrativo Ricerca di Base) e PRIN (Progetti di Ricerca di rilevante Interesse Nazionale) relativi al Mar Mediterraneo.



