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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
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Classificazione geografica
Bibliografia
AVVERTENZA: DATO IL CARATTERE MULTIDISCIPLINARE E MULTITEMATICO DEL PROGETTO, LA BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE, RAZIONALMENTE IRRIDUCIBILE E' RISULTATA DEL 30% PIù AMPIA DELLO SPAZIO DISPONIBILE. SI E' DOVUTO PROCEDERE AD UNA RIDUZIONE CON CRITERIO DI CASUALITA' STATISTICA.

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Parole Chiave
CULTURAL PLANNING, POLITICHE CULTURALI, PIANO STRATEGICO, NEGOZIAZIONE, SOCIOLOGIA DELL'ARTE, ECONOMIA DELL'ARTE, SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE, RISORSE CULTURALI, EVENTI

Il "Cultural Planning", il pubblico e l'arte: il contributo della ricerca sociologica.

Università degli Studi di Udine
Abstract
Il progetto coinvolge 14 ricercatori di cui circa la metà specializzati in sociologia della cultura; le competenze degli alti sono in sociologia generale ed economica, in sociologia urbana, urbanistica ed economia urbana. Essi sono raggruppati in quattro unità locali alle università di Padova, Udine, Venezia e Verona. La ricerca nasce all’intersezione tra la pianificazione urbana e la sociologia dell’arte. L’idea di fondo comune è il ruolo della cultura nello sviluppo locale (urbano, regionale, di comunità). L’assunto centrale è che nella società post-industriale, post-moderna, ad alto tenore di vita, mobilità, accessibilità, istruzione, tempo libero, c’è sempre maggior spazio per attività culturali di ogni tipo; che le risorse e i prodotti culturali stanno diventando un settore sempre più importante dell’economia; e che la cultura stia quindi diventando un fattore sempre più cruciale delle politiche urbane. C’è una tendenza generale, nelle società più avanzate, di rigenerare le grandi, invecchiate città industriali ed emporiali, trasformandole in brillanti, vibranti centri di attività culturali. Da un paio di decenni si è concepito il paradigma del Cultural Planning (CP) per sistematizzare e favorire queste esperienze. Compito speciale dell’unità di Venezia sarà la revisione critica e l’aggiornamento di tale schema, originariamente sviluppato nel mondo anglosassone, allo scopo di verificare la sua trasferibilità nel contesto euro-mediterraneo. Si studierà un certo numero di >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Raimondo Strassoldo Di Graffembergo Università degli Studi di UDINE
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo generale del progetto di ricerca consiste nella ridefinizione e nell'adattamento del modello del cultural planning (CP) - che è stato sviluppato principalmente in USA, Australia e Gran Bretagna negli anni 80 e 90 - al contesto italiano. Ciò, tenendo conto dell’evoluzione verificatasi nel frattempo nell’interpretazione del concetto di pianificazione strategica, nella complessificazione e interconnessione dei processi di sviluppo locale, nell’importanza assunta in tali processi dai diversi settori della cultura (cultura materiale tradizionale, industrie culturali, arti “alte” e così via) in un paese eccezionalmente ricco di “giacimenti culturali” come l’Italia, e infine del ruolo sempre più incisivo svolto dalla comunicazione e dai media nella promozione degli eventi. culturali.
In linea generale il CP si pone gli obiettivi di:
·configurarsi come un autentico «sistema» di sviluppo locale, in grado, cioè, di assicurare lo sviluppo culturale dell’area oggetto di piano e le interazioni tra opportunità e vincoli indispensabili per far partire e sostenere un processo di sviluppo;
·determinarsi come un effettivo sistema «integrato» in grado di valorizzare congiuntamente l’intera gamma di risorse culturali (storico-tradizionali e contemporanee, paesistico-naturali e artificiali, artigianali e industriali, folcloristiche e d’avanguardia, materiali e simboliche, di interesse locale o universali, e così via), in vista della crescita del valore >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il presente progetto di ricerca si inquadra nella teoria del Cultural Planning (CP) e quindi all’intersezione tra la teoria della pianificazione e la sociologia delle cultura (dei processi culturali e comunicativi).

1. LA PIANIFICAZIONE
Per pianificazione si intende classicamente una modalità operativa pubblica che nasce nell’ambito militare e in quello urbanistico per estendersi poi tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento nel mondo dell’economia e a tutti i campi di intervento dello Stato: infrastrutture, territorio, scuola, sanità, ambiente, trasporti, assistenza, e così via. La pratica ha assunto forme abnormi nei regimi totalitari; ma è stata largamente adottata anche in quelli liberal- e social-democratici (Mannheim 1950). Pianificare significa essenzialmente applicare il metodo razionale all’azione politico-amministrativa: definizione dei problemi da risolvere e degli obiettivi da realizzare; individuazione degli ostacoli e vincoli; identificazione dei mezzi (procedure, risorse, competenze, soggetti ecc.) per realizzare gli obbiettivi; controllo ricorsivo della congruenza tra mezzi e fini. Di solito, nella pianificazione sono insite una dimensione temporale (“tempistica” “cronogrammi”) e una spaziale (ambiti territoriali di applicazione). La pianificazione è tanto più necessaria quanto più complesso è il mondo (sistema) in cui si opera, in termini di molteplicità e interdipendenza di tutti gli elementi (variabili) in gioco. In tale >>>